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Ricci: “Vergogna l’ispezione a Bari contro Decaro. La destra alla ragion di Stato preferisce la ragione di partito”

(ansa)

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Il sindaco dem di Pesaro e presidente delle autonomie locali difende il collega pugliese: “È un simbolo della lotta per la legalità”
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Matteo Ricci lei è sindaco di Pesaro e presidente dei sindaci progressisti: come giudica l’ispezione e il possibile scioglimento del Comune di Bari per mafia?

“È una vergogna istituzionale perché il ministro dell’Interno dovrebbe garantire non solo la sicurezza, ma anche il normale svolgimento del lavoro delle istituzioni. Antonio Decaro, il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, è un simbolo della lotta per la legalità per la sua città e per tutti i sindaci italiani. Da anni vive sotto scorta e lo stesso Procuratore che ha aperto l’inchiesta sulla mafia barese ha valorizzato il lavoro fatto contro l’illegalità e per la legalità da parte dell’amministrazione comunale di Bari”.

Questi controlli sono un atto dovuto?

“Più che un atto dovuto, è un atto voluto da alcuni parlamentari di centrodestra pugliesi. Piantedosi ha eseguito un ordine politico venuto da loro che, disperati, non riuscendo neppure a trovare un candidato sindaco della destra per Bari, provano a strumentalizzare una vic…

Matteo Ricci lei è sindaco di Pesaro e presidente dei sindaci progressisti: come giudica l’ispezione e il possibile scioglimento del Comune di Bari per mafia?

“È una vergogna istituzionale perché il ministro dell’Interno dovrebbe garantire non solo la sicurezza, ma anche il normale svolgimento del lavoro delle istituzioni. Antonio Decaro, il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, è un simbolo della lotta per la legalità per la sua città e per tutti i sindaci italiani. Da anni vive sotto scorta e lo stesso Procuratore che ha aperto l’inchiesta sulla mafia barese ha valorizzato il lavoro fatto contro l’illegalità e per la legalità da parte dell’amministrazione comunale di Bari”.

Questi controlli sono un atto dovuto?

“Più che un atto dovuto, è un atto voluto da alcuni parlamentari di centrodestra pugliesi. Piantedosi ha eseguito un ordine politico venuto da loro che, disperati, non riuscendo neppure a trovare un candidato sindaco della destra per Bari, provano a strumentalizzare una vicenda, che però sarà un boomerang”.

È uno strafalcione istituzionale da parte del ministro dell’Interno?

“È peggio. È la prevalenza delle ragioni di partito sulla ragione di Stato”.

Ai sindaci succede di vedersi macchiare la reputazione?

“Succede spesso nel nostro ruolo, ma la reputazione è la cosa più importante che abbiamo e che costruiamo durante tutta la nostra attività di amministratori. Anche per questo è assordante il silenzio dei sindaci di destra che non hanno preso le difese del sindaco e presidente dell’Anci, Decaro. Non hanno niente da dire?”.

La mafia cerca sempre di mettere le mani sulle amministrazioni comunali.

“La criminalità organizzata non ha confini e bisogna tenere alta la guardia, non solo nel sud del Paese ma in tutta Italia. I sindaci sono in prima linea per la legalità e la lotta alla criminalità. Come Ali-autonomie locali, all’unanimità, i sindaci progressisti hanno approvato un ordine del giorno di pieno sostegno a Bari e a Decaro, a difesa della democrazia in quella città. Un documento in cui si sottolinea l’inadeguatezza in questa vicenda del ministro dell’Interno”.

C’è un rischio concreto che la giunta e il consiglio comunale siano sciolti?

“Non credo. La reazione della città è di pieno sostegno a Decaro. Sabato ci sarà una grande manifestazione a Bari per dire che i cittadini stanno con l’amministrazione e con la spinta alla legalità portata avanti dal suo sindaco in questi anni”.

I sindaci del Pd sono i più scomodi, come sostiene Matteo Lepore, il primo cittadino di Bologna?

“Siamo quelli che hanno rappresentato in questi mesi la reale alternativa politica e culturale al governo Meloni, in attesa che le opposizioni diventino vera alternativa nazionale”.

Sarà una campagna elettorale per le Europee particolarmente aspra?

“Le Europee sono un passaggio fondamentale per una Europa federale, contro il sovranismo che inganna i popoli illudendoli di essere padroni a casa loro e invece li rende più deboli in un mondo che cambia. Dal punto di vista interno, sono elezioni di medio termine per la maggioranza e per l’opposizione. Sì, il clima si inasprirà”.

Anche la competizione tra Pd e 5Stelle sarà più dura?

“La competizione giallo-rossa deve essere cooperativa. Ognuno va col proprio simbolo alle Europee, ma in Parlamento si continui con le battaglie comuni contro l’autonomia differenziata e per la sanità pubblica”.

Lei si candida alle europee?

“Ho dato la mia disponibilità a Elly Schlein, penso che non sia il momento di stare a guardare e che tutti debbano impegnarsi affinché il Pd ottenga il miglior risultato possibile. Sarà la segretaria a decidere”.

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