Caso Bari, l’ex forzista Elio Vito: “La destra da garantista a giustizialista. Decaro crocifisso solo per un selfie”
di Giovanna Casadio“Sono diventati giustizialisti. Attaccano Decaro per un selfie alla festa di San Nicola: la destra ha tradito se stessa e la sua cultura garantista”. Elio Vito, ex ministro forzista, ha scritto un tweet di fuoco. Ce l’ha soprattutto con Forza Italia per la campagna contro il sindaco di Bari.
Elio Vito, in un tweet lei denuncia: “La destra un tempo era garantista, ora si sono ridotti ad attaccare un sindaco antimafia come Decaro per un selfie alla festa patronale”. Tutto sbagliato?
“Non so come la destra sia diventata da garantista a giustizialista. Ha tradito la sua tradizione e anche il testamento di Berlusconi di cui si sta parlando in questi giorni. E non è l’unico indizio di questo cambiamento di rotta”.
Quali altri esempi?
“Anche sulla presenza di Cafiero de Raho in commissione Antimafia si è mostrata giustizialista. A me poi preoccupa l’uso strumentale che si sta facendo della commissione Antimafia, che è un presidio istituzionale. La si sta trasformando in strumento d…
“Sono diventati giustizialisti. Attaccano Decaro per un selfie alla festa di San Nicola: la destra ha tradito se stessa e la sua cultura garantista”. Elio Vito, ex ministro forzista, ha scritto un tweet di fuoco. Ce l’ha soprattutto con Forza Italia per la campagna contro il sindaco di Bari.
Elio Vito, in un tweet lei denuncia: “La destra un tempo era garantista, ora si sono ridotti ad attaccare un sindaco antimafia come Decaro per un selfie alla festa patronale”. Tutto sbagliato?
“Non so come la destra sia diventata da garantista a giustizialista. Ha tradito la sua tradizione e anche il testamento di Berlusconi di cui si sta parlando in questi giorni. E non è l’unico indizio di questo cambiamento di rotta”.
Quali altri esempi?
“Anche sulla presenza di Cafiero de Raho in commissione Antimafia si è mostrata giustizialista. A me poi preoccupa l’uso strumentale che si sta facendo della commissione Antimafia, che è un presidio istituzionale. La si sta trasformando in strumento di lotta politica. È profondamente sbagliato. Mai come in Antimafia dovrebbe esserci unità d’intenti”.
Tornando alla vicenda Decaro.
“È stato fuoriluogo andare dal ministro dell’Interno per chiedere un provvedimento d’inchiesta. Ma ancora più mi inquieta quello che è successo dopo. Come può un partito come Forza Italia crocifiggere una persona perbene, una personalità come Decaro per un selfie? Si tenta in questo modo di indebolire un sindaco antimafia, da tanti anni sotto scorta. È uno scivolone politico molto brutto”.
Lei è il solo a pensarla così?
“Non credo di essere il solo, ma temo sia premiato a destra un certo tipo di conformismo a danno dell’indipendenza di pensiero di cui ci sarebbe bisogno”.
Alla manifestazione sabato scorso a Bari pro Decaro magari c’era anche un pezzo del popolo di centrodestra?
“Non c’è dubbio che vi abbiano partecipato anche elettori di centrodestra. L’uscita di Michele Emiliano è stata infelice. Ma Decaro ha chiarito subito che era infondata. Scatenare una battaglia pure su questo, è furiopera. Noi forzisti abbiamo sempre sostenuto che la responsabilità è personale e ora andiamo a ritrovare un selfie per fare un attacco politico frontale”.
Lei conosce Decaro?
“Non personalmente, ma parlano le sue scelte di sindaco. E la destra non può essere garantista soltanto con i propri amici”.