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M5S pubblica le regole per candidarsi alle Europee: niente via libera per Virginia Raggi

Virginia Raggi

 (ansa)
Accesso consentito nelle liste per Bruxelles ai consiglieri comunali, ma pesa il limite dei mandati: per lei sarebbe il quarto
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Le regole per le autocandidature alle Europee sono state pubblicate ieri sul sito del M5S ed esattamente com'era avvenuto nel 2022, per le Politiche, la farraginosità esplicativa del regolamento per partecipare - prima o poi qualcuno inventerà un corso universitario per raccapezzarsi nel mondo degli statuti e delle regole del Movimento - aveva aperto uno squarcio inaspettato: la ex sindaca di Roma Virginia Raggi potrà candidarsi? La risposta è no, perlomeno è quanto viene spiegato da via di Campo Marzio a Roma. "Se in futuro dovessero mai esserci delle deroghe alla regola del secondo mandato, e non è detto, le annunceremmo con la dovuta importanza, non le nasconderemmo con qualche codicillo", dicono dalla sede del Movimento.

Le regole per le autocandidature alle Europee sono state pubblicate ieri sul sito del M5S ed esattamente com'era avvenuto nel 2022, per le Politiche, la farraginosità esplicativa del regolamento per partecipare - prima o poi qualcuno inventerà un corso universitario per raccapezzarsi nel mondo degli statuti e delle regole del Movimento - aveva aperto uno squarcio inaspettato: la ex sindaca di Roma Virginia Raggi potrà candidarsi? La risposta è no, perlomeno è quanto viene spiegato da via di Campo Marzio a Roma. "Se in futuro dovessero mai esserci delle deroghe alla regola del secondo mandato, e non è detto, le annunceremmo con la dovuta importanza, non le nasconderemmo con qualche codicillo", dicono dalla sede del Movimento.

Ora, bisogna fare dei passi indietro per spiegare il tutto. Nel regolamento è scritto così: chi vuole candidarsi - e di sicuro a Raggi non dispiacerebbe correre per Bruxelles - "non deve ricoprire attualmente una carica elettiva, salvo che la stessa non abbia scadenza nell’anno 2024 o che si tratti di consigliere comunale, circoscrizionale o municipale in carica indipendentemente dalla scadenza del suo mandato; non deve avere svolto due mandati; è escluso dal conteggio del limite dei due mandati elettivi un mandato da consigliere comunale, circoscrizionale o municipale, in qualunque momento svolto". Raggi è consigliera comunale di Roma capitale, quindi rientra nella prima eccezione. Nella seconda invece no, perché Raggi oggi sta svolgendo un terzo mandato: due da consigliera comunale, uno da sindaca. L'Europarlamento, per lei, sarebbe il quarto mandato.

La ex sindaca è da tempo in rotta di collisione con gli attuali vertici dei 5 Stelle, mentre continua a coltivare amicizia e attivismo con un fuoriuscito di lusso come Alessandro Di Battista. Se pure le postille fossero state scritte per allargare anche a lei la possibilità di una candidatura, attraverso un'interpretazione ampia della regola, dietro ci sarebbe dovuta essere una specie di riappacificazione, o riavvicinamento, con Giuseppe Conte. Cosa che non risulta sia avvenuta, o almeno, così garantiscono persone vicine al presidente del Movimento.

Una cosa è vera, comunque. Cioè che un nome come quello della ex sindaca della Capitale potrebbe attirare molte preferenze nella circoscrizione Italia centrale. Con la vecchia guardia falcidiata dal tetto dei due mandati, la ricomparsa di Raggi da sola può portare in dote voti altrimenti dispersi. Ma è un ragionamento del tutto ipotetico, perché la questione non si porrà. Curiosamente, se invece Raggi volesse premere sull'acceleratore dando un'interpretazione a suo favore della norma, il caso dovrebbe venire esaminato dal comitato di garanzia, di cui fanno parte Roberto Fico, Laura Bottici e proprio Raggi. Non si dovrebbe arrivare a tanto, comunque. Il notaio Alfonso Colucci, che è anche deputato, e lo stesso Conte, che rimane pur sempre un giurista, hanno redatto e visionato il regolamento in questione. E margini di dubbio - assicurano dal M5S - non ce sono.

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