Stati Uniti d’Europa, a un passo dall’accordo per Bruxelles. Renzi: “Mi candido in lista con Bonino”
di Giovanna CasadioROMA — A un passo dall’accordo tra Emma Bonino e Matteo Renzi per la lista di scopo “Stati Uniti d’Europa”. Oggi sarà il giorno decisivo. Riunione per chiudere il patto, che coinvolge anche il Psi di Enzo Maraio, i Radicali, i libdem di Andrea Marcucci, Volt.
Ma ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, e non di poca importanza. Chi intende “portare” Renzi degli alleati con cui ha progettato il rassemblement di centro, chi saranno i candidati e come saranno composte le liste.
Renzi, in ogni caso, è in campo. Nella lunga gestazione del progetto europeista e anti sovranista lanciato da Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, il leader di Italia viva ha ripetuto spesso che avrebbe fatto un passo indietro. Pur di vedere nascere la lista “Per gli Stati Uniti d’Europa”. Spiega ora che pensa di presentarsi capolista in almeno una circoscrizione, perché vuole metterci la faccia. Per il resto deve esserci una polifonia di voci europeiste: aggiunge. «Sono già in campagna elettorale da m…
ROMA — A un passo dall’accordo tra Emma Bonino e Matteo Renzi per la lista di scopo “Stati Uniti d’Europa”. Oggi sarà il giorno decisivo. Riunione per chiudere il patto, che coinvolge anche il Psi di Enzo Maraio, i Radicali, i libdem di Andrea Marcucci, Volt.
Ma ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, e non di poca importanza. Chi intende “portare” Renzi degli alleati con cui ha progettato il rassemblement di centro, chi saranno i candidati e come saranno composte le liste.
Renzi, in ogni caso, è in campo. Nella lunga gestazione del progetto europeista e anti sovranista lanciato da Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, il leader di Italia viva ha ripetuto spesso che avrebbe fatto un passo indietro. Pur di vedere nascere la lista “Per gli Stati Uniti d’Europa”. Spiega ora che pensa di presentarsi capolista in almeno una circoscrizione, perché vuole metterci la faccia. Per il resto deve esserci una polifonia di voci europeiste: aggiunge. «Sono già in campagna elettorale da mesi, voglio metterci la faccia, perché è un progetto importante, anzi decisivo in un mondo scosso dai conflitti e che cade a pezzi, dove l’Europa fin qui non ha toccato palla»: ha detto nell’ultimo confronto. Di certo per Renzi dovrà esserci Bonino a fare da traino.
La leader di +Europa nicchia, per problemi di salute e anche perché ritiene sufficiente che ci sia il suo nome nel simbolo della lista, senza essere capolista. Però la sua presenza fa la differenza in termini di consenso. È quanto rilevano i sondaggi che danno +Europa al 2,9% e in crescita di decimali, però costante.
Il mantra di +Europa è stato: si deve candidare chi poi all’europarlamento ci va davvero. Ribatte Renzi che la sfida è così importante che vanno scelte personalità di spicco e testimonial “garantisti”. E si dice convinto di riuscire a strappare eurodeputati ai sovranisti («Almeno due a Fratelli d’Italia e uno alla Lega, oltre a 1 al M5Stelle, e qualcuno a Forza Italia o al Pd»). Tra i 5 e i 7 parlamentari eletti che aderiranno al gruppo di Renew europe. E i vari Cuffaro, Mastella che sono nel’orbita renziana? Magi, il segretario di +Europa, osserva che per le Europee il progetto è diverso, è appunto di scopo, quindi non ha niente a che vedere con le scelte politiche renziane.
Ancora non ci sono i nomi dei candidati, eccetto quello, quasi certo, di Teresa Bellanova, ex ministra dell’Agricoltura, ex vice ministra dello Sviluppo economico, una militanza a sinistra come sindacalista dei braccianti. Carlo Calenda, chiamato a sua volta a fare parte della lista di scopo, ha risposto di no. E ha annunciato, ieri a Rainews24, una corsa in solitaria per Azione, il suo partito: «Iniziamo a presentare le candidature alle europee. Sarà una squadra di grandi competenze. Alessio D’Amato si candiderà nella circoscrizione centro». Mentre per quanto riguarda una sua discesa in campo, ha commentato: «Sono orientato a non candidarmi, ma valuteremo anche in base alla scelta degli altri leader di partito». E ha attaccato «l’accozzaglia» che nella lista Stati Uniti d’Europa vedrebbe insieme Renzi, Mastella, Cuffaro. Porta comunqe aperta fino all’ultimo: ribadiscono da +Europa, convinti che ci saranno forti pressioni dalla stessa Azione perché Calenda ci ripensi, perché è più difficile che da solo superi la soglia del 4%. Afferma Magi: «Non mi rassegno al fatto che Calenda non si possa aggiungere. È un progetto per le europee». Renzi dal canto suo ha sempre sostenuto di non porre veti nei confronti di nessuno, al contrario di quelli che vengono posti su di lui. Su X, il renziano Luciano Nobili twitta: «Scommettiamo che Calenda cambierà idea anche questa volta?».