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Test ai magistrati, il cdm approva. Nordio: “Nessuna invasione di campo del governo”. Anm non esclude sciopero: “Norma simbolo”

(ansa)
I test si applicheranno per i bandi pubblicati a partire dal 2026
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ROMA - Sono le 20 e 18 del 26 marzo 2024 quando, a palazzo Chigi, il consiglio dei ministri approva i test psico attitudinali per le toghe. Una data storica purtroppo da ricordare. A Berlusconi non era riuscito. A Meloni e Nordio sì. Per mettere la toga i futuri laureati - proprio come chiedeva Licio Gelli, il capo della loggia P2 - dovranno dimostrare di essere “psico-attitudinalmente” stabili. Nordio obbedisce all’ex toga Mantovano che li ha pretesi d’accordo con Giulia Bongiorno, la presidente leghista della commissione Giustizia del Senato. Non c’è Matteo Salvini a palazzo Chigi per celebrare la vittoria, in Basilicata per la campagna elettorale. Nordio prima ha tentato di opporsi - “sono un magistrato” ha detto - ma alla fine ha piegato la testa. Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia che parla di “norma simbolo”, non esclude lo sciopero e preannuncia subito una durissima battaglia, “I controlli ci sono già e ci sono sempre stati, il governo sembra avere un solo obiettivo: fa…

ROMA - Sono le 20 e 18 del 26 marzo 2024 quando, a palazzo Chigi, il consiglio dei ministri approva i test psico attitudinali per le toghe. Una data storica purtroppo da ricordare. A Berlusconi non era riuscito. A Meloni e Nordio sì. Per mettere la toga i futuri laureati - proprio come chiedeva Licio Gelli, il capo della loggia P2 - dovranno dimostrare di essere “psico-attitudinalmente” stabili. Nordio obbedisce all’ex toga Mantovano che li ha pretesi d’accordo con Giulia Bongiorno, la presidente leghista della commissione Giustizia del Senato. Non c’è Matteo Salvini a palazzo Chigi per celebrare la vittoria, in Basilicata per la campagna elettorale. Nordio prima ha tentato di opporsi - “sono un magistrato” ha detto - ma alla fine ha piegato la testa. Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia che parla di “norma simbolo”, non esclude lo sciopero e preannuncia subito una durissima battaglia, “I controlli ci sono già e ci sono sempre stati, il governo sembra avere un solo obiettivo: far credere che i magistrati non sono del tutto equilibrati, è una provocazione il cui fine è mettere in cattiva luce la magistratura intera”.

Ed è proprio Nordio, in conferenza stampa, a sottoscrivere la necessità dei test con parole che faranno discutere. Innanzitutto sgombra da un “eccesso di delega” rispetto alla legge Cartabia (stiamo parlando di decreti attuativi) su cui insiste chi batte il tasto dell’incostituzionalità, perché sono state le commissioni di Camera e Senato a chiedere che i test venissero introdotti. “Hanno inviato osservazioni proprio invitandoci “a valutare” l’introduzione dei test. Quindi il governo non sta prevaricando sul Parlamento”. Il ministro alza il tono: “Come ex magistrato mi rammarico per polemiche sterili e inutili senza aver letto il testo. Non ci saranno valutazioni periodiche”. E poi: “L’esame psico attitudinale è previsto per i medici, per i piloti d’aereo, per le forze dell’ordine. E dunque ai miei ex colleghi chiedo una risposta logica e non polemica: se sottopongo al test il poliziotto perché non devo sottoporre al test chi governa la polizia giudiziaria? Il test dei carabinieri dura tre giorni”. Nordio s’infervora: “Non c’è un’invasione di campo nei confronti della magistratura, non ci sono interferenze del governo, tutto avviene sotto il controllo del Csm, e il test sarà condotto da professori esperti nelle materie psicologiche, ma la decisione è rimessa alla commissione”. Insiste ancora e ripete: “Non c’è interferenza o addirittura oltraggio della politica, è del tutto improprio dirlo”.

Una mossa abile quella del governo e di Nordio che butta tutta la gestione sul Csm: “Tutto questa procedura è sotto la responsabilità del Csm. Sarà scelto un professore universitario tra i top, il meglio del meglio. Non c’è nessun vulnus, nessuna lesa maestà. L’esame non avviene prima delle prove scritte, per una ragion pura, la Costituzione dice che si entra per concorso; quindi, mettere la prova prima confliggeva con questa indicazione e poi per il numero dei partecipanti”. Da qui Nordio passa a parlare di se stesso: “Quando sono entrato in magistratura tanti anni fa era obbligatorio l’esame del sangue e dell’urina e una radiografia ai polmoni. Io stesso mi sono sottoposto al test Minnesota, il test più noto che esiste, quello che vorremmo introdurre qui. In Olanda nessuno si offende, il magistrato ha in mano la vita delle persone come i medici, non può rovinare la vita di una persona, cioè l’onore, che non è secondario rispetto alla salute fisica”. Nordio non si ferma: “Non c'è nulla di male se una persona cerca di capire com'è fatta e magari può cercare di correggersi”. Infine garantisce “l’estrema riservatezza” della procedura. Ma si sofferma ancora su “certi disturbi latenti che possono essere rivelati, certe tendenze, certe piccole manie che possono vulnerare il tuo lavoro e che invece possono essere corrette”.

I test

Ma come funzioneranno i test che varranno solo a partire dal 2026, esclusi i concorsi in itinere? Stando al governo, dovrebbero essere “gestiti” dallo stesso Csm, dove però con tutti i togati e Carbone di Iv li respingono e li bocciano. La valutazione non sarebbe dello psicologo, ma del presidente della commissione del Csm. Che nomina anche i docenti universitari in materie psicologiche su indicazione del Consiglio universitario nazionale. La verifica attitudinale verrebbe fatta per chi ha già superato la prova scritta prima di quella orale e dovrà rispondere ai test preparati dallo stesso Csm, sul tipo di quelli fatti ai poliziotti.

Dopo il test scritto ecco la prova orale che sarà gestita stavolta dal presidente della commissione del concorso, da cui poi arriverà il giudizio finale. Per indorare la pillola via Arenula “inguaia” in pieno il Csm che non solo dovrà “accettare” i test, ma avrà il compito di disciplinarli, mentre alla fine non sarà uno psicologo a decidere ma la commissione esaminatrice. Compromesso invece sul “fascicolo della toga” che dovrà contenere “un terzo” di tutte le misure assunte dal magistrato, quindi cade quel “a campione” che aveva fatto inviperire Enrico Costa, il “padre” del fascicolo, che ironizza sui test, “dovrebbero sperimentarli sui fuori ruolo di cui Nordio si è circondato, potrebbe essere una strada per ridurli”. E proprio Nordio annuncia che solo nel 2026 i fuori ruolo calmeranno da 200 a 180.

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