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Clausola antifascista per le concessioni degli spazi pubblici, è polemica a Vicenza. Possamai: “Non capisco questa ritrosia della destra”

Proteste di FdI e Lega all’approvazione in consiglio comunale
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Per avere in concessione uno spazio pubblico a Vicenza, d’ora in poi, bisognerà sottoscrivere un esplicito ripudio del fascismo. I gruppi di estrema destra sono avvisati, ma anche il generale Vannacci dovrebbe fornire qualche garanzia aggiuntiva, nel caso in cui decidesse di tornare nella città del Palladio.

Il consiglio comunale di Vicenza martedì sera ha approvato (con 20 voti favorevoli e 7 contrari) la reintroduzione della cosiddetta “clausola antifascista”, inserita per la prima volta nel 2018 dall’allora sindaco Achille Variati (Pd), poi rimossa dall’amministrazione di destra guidata da Francesco Rucco e ora riabilitata grazie all’iniziativa del giovane primo cittadino dem Giacomo Possamai.

A circa un mese dal 25 aprile, Vicenza, medaglia d’oro della Resistenza, fa il pieno di anticorpi per fronteggiare quelle che potranno essere le iniziative dei nostalgici del ventennio. Durante il dibattito la polemica è stata aspra, soprattutto in seguito all’intervento del consigliere comun…

Per avere in concessione uno spazio pubblico a Vicenza, d’ora in poi, bisognerà sottoscrivere un esplicito ripudio del fascismo. I gruppi di estrema destra sono avvisati, ma anche il generale Vannacci dovrebbe fornire qualche garanzia aggiuntiva, nel caso in cui decidesse di tornare nella città del Palladio.

Il consiglio comunale di Vicenza martedì sera ha approvato (con 20 voti favorevoli e 7 contrari) la reintroduzione della cosiddetta “clausola antifascista”, inserita per la prima volta nel 2018 dall’allora sindaco Achille Variati (Pd), poi rimossa dall’amministrazione di destra guidata da Francesco Rucco e ora riabilitata grazie all’iniziativa del giovane primo cittadino dem Giacomo Possamai.

A circa un mese dal 25 aprile, Vicenza, medaglia d’oro della Resistenza, fa il pieno di anticorpi per fronteggiare quelle che potranno essere le iniziative dei nostalgici del ventennio. Durante il dibattito la polemica è stata aspra, soprattutto in seguito all’intervento del consigliere comunale Giorgio Conte, un passato tra Msi e An e ora esponente di Fratelli d’Italia, che poi è anche uscito dall’aula per protesta. Ma anche il leghista Jacopo Maltauro è insorto, bollandola come una “mozione intrisa di passato”. Tuttavia, la maggioranza di centrosinistra che guida ormai da un anno la città ha tenuto ben saldo il timone.

“Non capisco questa ritrosia della destra a dirsi antifascista”, è stato il commento del sindaco Possamai, citando una frase di Gianfranco Fini: “C’è un elemento storico nel nostro Paese, che è richiamato nella carta costituzionale. Questo non significa affatto inneggiare ad altri totalitarismi”.

Dal punto di vista tecnico quella approvata martedì sera in consiglio comunale a Vicenza è una mozione: ora sarà la giunta a dover mettere nero su bianco il nuovo regolamento che disciplinerà l’uso degli spazi pubblici da qui in avanti.

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