Angelucci, un fantasma a Montecitorio: zero mozioni e 99,8% di assenze in Aula per il deputato che vuole comprare l’Agi
di Gabriele BartoloniSe non fosse per Renzo Piano (senatore a vita) e Umberto Bossi - giustificato, vista l’età e le precarie condizioni di salute - Antonio Angelucci sarebbe l’eletto più assente di tutto il Parlamento italiano. Il patron delle cliniche private del Lazio, nonché proprietario del polo editoriale di destra che ora vuole espandersi attraverso la controversa acquisizione di Agi, a Montecitorio è considerato un fantasma. Il bilancio è impietoso: zero proposte di legge, zero proposte di modifica al regolamento, zero proposte di inchiesta parlamentare. E ancora: nessun atto di indirizzo al governo, quindi zero mozioni, risoluzioni, interpellanze o interrogazioni.
Tra gli atti, disponibili sul sito della Camera, figura solo un ord…
Se non fosse per Renzo Piano (senatore a vita) e Umberto Bossi - giustificato, vista l’età e le precarie condizioni di salute - Antonio Angelucci sarebbe l’eletto più assente di tutto il Parlamento italiano. Il patron delle cliniche private del Lazio, nonché proprietario del polo editoriale di destra che ora vuole espandersi attraverso la controversa acquisizione di Agi, a Montecitorio è considerato un fantasma. Il bilancio è impietoso: zero proposte di legge, zero proposte di modifica al regolamento, zero proposte di inchiesta parlamentare. E ancora: nessun atto di indirizzo al governo, quindi zero mozioni, risoluzioni, interpellanze o interrogazioni.
Tra gli atti, disponibili sul sito della Camera, figura solo un ordine del giorno datato dicembre 2022 che impegna l’esecutivo ad erogare maggiori risorse “in favore dell'Accademia Internazionale di Imola e dell'Accademia Musicale Chigiana di Siena”. Stop, l'attività di Angelucci finisce qua. In un anno e mezzo di legislatura il contributo al processo legislativo del deputato del Carroccio è stato pressoché nullo. E non potrebbe essere altrimenti, visto il bassissimo livello di presenze alla votazione del Parlamento. Consultando i dati raccolti dalla fondazione Openpolis, dall’inizio del mandato alla Camera Angelucci ha partecipato solo a 15 votazioni su 6.606, appena lo 0,2 per cento del totale. Ciò significa che l'esponente leghista ha lasciato vuoto il proprio scranno nel 99,8 per cento dei casi. Per intenderci: mediamente il tasso di partecipazione a Montecitorio si attesta al 67 per cento.
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Dati alla mano, dunque, il ras delle cliniche è il più assenteista dopo l'architetto Renzo Piano e il fondatore del Carroccio Umberto Bossi, ormai 82enne. L’ultima votazione risale agli albori della legislatura, al 24 dicembre del 2022, in occasione del voto sulla legge di bilancio, la prima del governo Meloni. Da quella data in poi, secondo quanto emerge consultando il portale delle votazioni della Camera, non c’è più traccia del suo contributo ai lavori parlamentari. Sentendo i colleghi in commissione il quadro non cambia, anzi: un parlamentare di opposizione, alla domanda se abbia mai visto il leghista, scoppia a ridere: “Angelucci? Qua non è mai venuto”. Anche la dem Lia Quartapelle, che della commissione di cui fa parte il deputato è vicepresidente, esclude di averlo averlo mai visto.
Nonostante tutto la politica non ha mai smesso di assicurargli l’elezione a Montecitorio. Angelucci infatti siede in Parlamento da più di 15 anni, da quando nel 2008 fu eletto alla Camera tra le file del centrodestra a trazione berlusconiana. Tre candidature con Forza Italia - tutte andate in porto - e poi la quarta con Lega, che nel 2022 decise di riservargli un posto da capolista in uno dei collegi plurinominali del Lazio. Eppure la fama da assenteista di Angelucci era nota da tempo. Due legislature fa il suo tasso di presenza si aggirava intorno ad un misero 0,4 per cento e prima dell'elezione con il Carroccio si attestava poco sopra il 3.