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Test psico-attitudinali ai magistrati, come funziona all’estero: facoltativi in Germania, la Francia li ha abrogati

Scheda. Parigi li approvò nel 2009 sulla scia di un grave errore giudiziario, ma dopo 8 anni è arrivato il dietrofront
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In Francia ci avevano provato nel 2009, sull’onda dell’indignazione suscitata da un grave errore giudiziario, ma appena otto anni dopo, il ministero della Giustizia transalpino ha abrogato il decreto che introduceva la valutazione psicologica dei futuri magistrati. In Germania, i test psico-attitudinali per i giudici sono previsti dalla legge, ma non sono obbligatori: rappresentano una facoltà a disposizione dei singoli Land e degli uffici giudiziari che possono decidere in autonomia se e quando avvalersene.

Altri Paesi europei contemplano tra le prove per gli aspiranti magistrati anche test o colloqui con psicologi. È il caso di Austria, Olanda, Portogallo, Repubblica ceca e Ungheria, con perimetri di applicazione e rilevanza differenti a seconda degli Stati. Il semplice raffronto con altri ordinamenti però rischia di essere fuorviante. Basti pensare che, ad esempio, in Germania i singoli Land hanno un proprio sistema giudiziario indipendente, mentre in Francia il pubblico minis…

In Francia ci avevano provato nel 2009, sull’onda dell’indignazione suscitata da un grave errore giudiziario, ma appena otto anni dopo, il ministero della Giustizia transalpino ha abrogato il decreto che introduceva la valutazione psicologica dei futuri magistrati. In Germania, i test psico-attitudinali per i giudici sono previsti dalla legge, ma non sono obbligatori: rappresentano una facoltà a disposizione dei singoli Land e degli uffici giudiziari che possono decidere in autonomia se e quando avvalersene.

Altri Paesi europei contemplano tra le prove per gli aspiranti magistrati anche test o colloqui con psicologi. È il caso di Austria, Olanda, Portogallo, Repubblica ceca e Ungheria, con perimetri di applicazione e rilevanza differenti a seconda degli Stati. Il semplice raffronto con altri ordinamenti però rischia di essere fuorviante. Basti pensare che, ad esempio, in Germania i singoli Land hanno un proprio sistema giudiziario indipendente, mentre in Francia il pubblico ministero risponde all’esecutivo. Realtà impossibili da sovrapporre, almeno allo stato attuale, con quanto accade in Italia, dove i magistrati sono autonomi e indipendenti rispetto agli altri poteri dello Stato e dove sarebbe impensabile una giustizia amministrata su base regionale come configurato nel modello tedesco.

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Quanto accaduto in Francia può però fornire qualche spunto interessante di riflessione: i test sull’attitudine e la personalità dei magistrati vennero introdotti con un decreto del 31 dicembre del 2008, ed entrarono in vigore l’anno seguente, dopo che l’opinione pubblica era rimasta profondamente scossa da un processo, istruito nel 2004 su episodi di pedofilia, nel corso del quale alcuni imputati erano stati assolti dopo aver trascorso diverso tempo in carcere. La convinzione diffusa che gli errori commessi nella travagliata vicenda processuale fossero riconducibili ai magistrati portò all’approvazione delle prove psicologiche. La riforma provocò le proteste della magistratura associata che, nel 2010, si rivolse al Conseil d’Etat. Il ricorso delle toghe fu respinto e i test rimasero in vigore solo fino al 2017, quando poi il ministero della Giustizia, sulla base anche delle conclusioni della Scuola nazionale della magistratura, optò per l’abrogazione.

Vedremo se il governo Meloni andrà fino in fondo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la maggioranza ricordano che i test sono già in vigore per gli appartenenti alle forze dell’ordine, ma trascurano un dettaglio: poliziotti, carabinieri e militari sono armati, i magistrati no.

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