✕

Calenda: “Quella tra Renzi e Bonino è una lista di sopravvivenza, se +Europa vuole ripensarci noi siamo qui”

(ansa)
Colloquio con il leader di Azione che tende la mano a Magi: “Vedo che sono saltate tutte le condizioni che aveva imposto a me”. Ma resta fermo nell’attacco al leader di Iv: “Non è credibile nemmeno quando dice il suo nome”
2 minuti di lettura

ROMA - “Se Matteo Renzi mi dicesse: sono Matteo Renzi, io avrei dei dubbi a credergli”. Carlo Calenda usa una iperbole per dire che quando si perde la fiducia in qualcuno, non lo si ritiene più credibile. E lui nei confronti di Renzi la fiducia l’ha perduta, né evidentemente ha ritenuto che Emma Bonino fosse garanzia sufficiente per sedersi al tavolo e accettare il progetto di lista di scopo per gli “Stati Uniti d’Europa”. È l’ora dei veleni: senza esclusione di stoccate e accuse.

Azione correrà da sola. Non proprio da sola, spiega Calenda, per il quale Bonino per prima non dovrebbe stare in una così cattiva compagnia: “Come può fare un accordo con Cuffaro, Cesaro, Mastella?”. Se non ci saranno loro nella lista europeista, ci saranno i loro parenti, il genero di Cuffaro e la moglie di Mastella. La definizione che dà Calenda dell’operazione europeista per la quale Bonino si batte da tempo è: “Una lista di sopravvivenza di persone che non hanno nulla in comune e che lo rivendicano”. Lui…

ROMA - “Se Matteo Renzi mi dicesse: sono Matteo Renzi, io avrei dei dubbi a credergli”. Carlo Calenda usa una iperbole per dire che quando si perde la fiducia in qualcuno, non lo si ritiene più credibile. E lui nei confronti di Renzi la fiducia l’ha perduta, né evidentemente ha ritenuto che Emma Bonino fosse garanzia sufficiente per sedersi al tavolo e accettare il progetto di lista di scopo per gli “Stati Uniti d’Europa”. È l’ora dei veleni: senza esclusione di stoccate e accuse.

Azione correrà da sola. Non proprio da sola, spiega Calenda, per il quale Bonino per prima non dovrebbe stare in una così cattiva compagnia: “Come può fare un accordo con Cuffaro, Cesaro, Mastella?”. Se non ci saranno loro nella lista europeista, ci saranno i loro parenti, il genero di Cuffaro e la moglie di Mastella. La definizione che dà Calenda dell’operazione europeista per la quale Bonino si batte da tempo è: “Una lista di sopravvivenza di persone che non hanno nulla in comune e che lo rivendicano”. Lui pensa di portare all’europarlamento personalità che non diano buca, ma che si spendano per la Ue e che costruiscano poi un’area repubblicana. Qualche nome: il generale Vincenzo Camporini, Caterina Avanza, la consigliera ligure Cristina Lodi, l’ex sottosegretario Mario Raffaelli che ha contribuito alla pace in Mozambico.

Per prima cosa il leader di Azione vuole scrollarsi di dosso quell’accusa di umoralità che lo accompagna, secondo cui fa e disfa continuamente intese politiche. Per la lista “Stati Uniti d’Europa” prima sì, poi forse, poi no? “Macché balletto. Prima del tavolo di +Europa con Renzi, abbiamo trattato con +Europa. Ma la trattativa si è arenata sulla richiesta di Riccardo Magi di mettere il nome di Emma Bonino sulla lista. Vedo però che è saltato il nome di Bonino, così come tutte le altre condizioni che avevano posto a me, e cioè che chi si candida vada davvero in Europa. Inoltre mi pare fosse previsto che Renzi non si candidasse, ora invece sì. Insieme, ripeto, ai cuffariani, ai mastelliani”.

Metropolis/530 - Europee, Bonino: "Con Renzi lista di scopo poi ognun per sé. Calenda? Lo aspetto"

Nell’attacco alzo zero di Calenda al progetto Bonino-Renzi non c’è anche una dose di invidia per il risultato che loro possono portare a casa? I sondaggi post annuncio lista Stati Uniti d’Europa vedono Azione in calo e i federalisti in crescita. La risposta è: “Nelle competizioni noi entriamo con sondaggi bassi e poi facciamo risultati inattesi: per il Campidoglio eravamo dati al 6% e abbiamo ottenuto il 20%”. Perciò Calenda il solitario è sicuro di essere vincente e di superare la fatidica soglia del 4% e nega che su questo ci siano malumori tra i suoi: “Lavoreremo con il partito repubblicano, con i socialisti liberali, con Nos e altri per costruire la migliore lista in termini di competenza che si sia presentata mai a competizioni europee”. Calenda stesso si candiderà? “Valuteremo, se si presentano anche gli altri leader, potrei pensarci”. Tutto potrebbe ancora riaprirsi, magari puntando su Federico Pizzarotti, il presidente di +Europa che ha chiesto di azzerare l’accordo con Renzi? È lui il cavallo di Troia di Calenda? “Veramente Pizzarotti si sarebbe dovuto candidare con Renzi alle ultime politiche. Sta solo chiedendo il rispetto delle regole”. Ultimo appello del leader di Azione a Bonino: “Se +Europa vuole fermarsi e lavorare insieme, noi siamo qui”. Però con Renzi non c’ è dialogo possibile: “Prima ha fatto saltare il Terzo Polo e adesso si porta dietro gli impresentabili”.

Leggi i commenti