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La colomba pacifista finisce in tribunale, i Verdi altoatesini diffidano Santoro: “Il simbolo è nostro, non può usarlo per la lista”

Il simbolo di Santoro e, a destra, quello dei Verdi altoatesini 
La grafica ritenuta uguale a quella storica del partito, che rivela: “L’ex conduttore Rai e Rifondazione hanno rifiutato di intervenire”. E ora si procederà per vie legali
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ROMA – I Verdi altoatesini diffidano Michele Santoro. L'oggetto della discordia è la colomba pacifista. Lo stemma con cui l'ex conduttore ha deciso di scendere in campo con la lista ‘Pace, terra, dignità’, fresca di lancio in vista delle elezioni europee del prossimo giugno. Non una questione di poco conto, per l'ex conduttore, sulla cui candidatura pende ancora l'incognita della raccolta firme. Uno scoglio che ora si somma alla mossa legale dei Verdi sudtirolesi che, notata la somiglianza, hanno deciso di agire per via legali diffidando l’ex giornalista Rai e a Rifondazione comunista - anche lei parte del progetto - dall'utilizzo del contrassegno ideato per la corsa a Bruxelles.

Michele Santoro, Marta Grande, Raniero Luigi La Valle alla presentazione della lista (fotogramma)

Il simbolo - è la tesi - sarebbe troppo simile a quello utilizzato storicamente (dal 1985 per l’esattezza) dal …

ROMA – I Verdi altoatesini diffidano Michele Santoro. L'oggetto della discordia è la colomba pacifista. Lo stemma con cui l'ex conduttore ha deciso di scendere in campo con la lista ‘Pace, terra, dignità’, fresca di lancio in vista delle elezioni europee del prossimo giugno. Non una questione di poco conto, per l'ex conduttore, sulla cui candidatura pende ancora l'incognita della raccolta firme. Uno scoglio che ora si somma alla mossa legale dei Verdi sudtirolesi che, notata la somiglianza, hanno deciso di agire per via legali diffidando l’ex giornalista Rai e a Rifondazione comunista - anche lei parte del progetto - dall'utilizzo del contrassegno ideato per la corsa a Bruxelles.

Michele Santoro, Marta Grande, Raniero Luigi La Valle alla presentazione della lista (fotogramma)

Il simbolo - è la tesi - sarebbe troppo simile a quello utilizzato storicamente (dal 1985 per l’esattezza) dal partito altoatesino. Tanto da ipotizzare la violazione della normativa in materia di simboli elettorali. E in effetti, messi a confronto, dal punto di vista grafico i due contrassegni sono pressoché identici, salvo lo sfondo. Per dire: in entrambi i casi è presente la colomba bianca stilizzata e - dettaglio affatto trascurabile - il nome del partito (composto da tre parole) è posizionato in basso e contorna la colomba pacifista.

Tutti elementi che secondo i due portavoce del partito, Elide Mussner e Luca Bertolini, violerebbero “palesemente le disposizioni" del decreto 361 del 1957, ovvero la legge che regola l'utilizzo dei simboli elettorali per le elezioni, anche europee, e che all’articolo 14 vieta espressamente l'utilizzo di “contrassegni identici o confondibili con quelli presentati in precedenza ovvero con quelli riproducenti simboli, elementi e diciture, o solo alcuni di essi, usati tradizionalmente da altri partiti”.

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Per questo Bertolini, che è anche il rappresentante legale del partito, ha deciso di inviare una lettera di diffida a Santoro e Rifondazione. Nella missiva si invitano i soggetti promotori "a non utilizzare il contrassegno”, “né per raccolte di firme, né per una successiva partecipazione a elezioni a qualsiasi livello”. In quanto - si legge - è “evidentemente confondibile con il simbolo storicamente utilizzato dai Verdi-Grüne-Verc in precedenti elezioni".

Per i verdi altoatesini quello stemma rappresentante la storia del partito fin dai tempi di Alexander Langer, storico leader ecologista. Il co-portavoce, sentito da Repubblica, ci tiene a precisare: “Prima della diffida ho personalmente parlato con Santoro, ma da parte sua non c’è stata la giusta comprensione del problema”. Le vie legali, in sostanza, non sono che l'epilogo di un dialogo andato a vuoto. La questione - sottolinea - “non è politica”, ma puramente pratica: “Non pretendiamo di avere il monopolio dei simboli della pace, ma così gli elettori finiranno per ritrovarsi due simboli molto simili sulla stessa scheda. Il rischio di confondersi c'è”.

La replica del diretto interessato non si è fatta attendere: “Che l’elettore medio, dotato certamente di un più elevato livello di maturità e di conoscenze, possa confondere i due simboli risulta veramente difficile”, hanno scritto i legali di Santoro nella lettera di risposta alla diffida dei verdi. “L’unico elemento che, in qualche modo, possa definirsi ‘simile’ è la rappresentazione di una colomba”, “ma a ben vedere si tratta di una rappresentazione grafica della stessa assolutamente diversa per foggia e tratti”, si legge. Inoltre - concludono i legali - Santoro “si rammarica della circostanza che tale diffida provenga da un’area politica che dovrebbe essere vicina ai valori e al pensiero della Lista ‘Pace Terra e Dignità’”.

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