Valditara difende il suo post sgrammaticato: “L’ho dettato al telefono”. Il linguista: “Migliorabile ma corretto”
di Stefano BaldoliniColpa del telefono. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara reagisce così alle critiche al post sgrammaticato in cui affermava la necessità di classi con il tetto agli studenti stranieri. "Quando si detta un tweet al telefono non si compie un'operazione di rigore linguistico e si è più attenti al contenuto”, la difesa del ministro che poi passa all’attacco.
"Chiarito questo, – continua – faccio notare ai tanti critici dall'indignazione facile, che in queste ore si stanno scatenando nella caccia all'errore, che così facendo ignorano la questione da me posta, evidentemente perché non hanno risposte".
La rivendicazione del post ha ovviamente dato la stura a ulteriori commenti degli utenti che già avevano bocciato l’originale perché “scritto in pessimo italiano”.
Così si va da "la toppa peggiore del buco” a “le conviene che si siano concentrati tutti sulla forma trascurando la sostanza”. Oppure: “Se pensa che questo sia migliore si sbaglia. La punteggiatura qui resta inappropriata, la sostanza idem”. Fino al commento (non del tutto campato in aria): “Detta i tweet al telefono? Lo sa che con lo stesso telefono li può postare direttamente?”.
Intanto proprio sul merito della questione si registrano posizioni differenti in Fratelli d’Italia. Per la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, “dall’integrazione dipende il futuro”, quindi “è necessario il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano con corsi specifici per gli stranieri”. Mentre la senatrice FdI Carmela Bucalo, membro della commissione Cultura del Senato boccia le classi “a prevalenza di italiani o di stranieri”.
La diversità di posizione non sfugge alla responsabile Scuola del Pd Irene Manzi, che scrive su X: "Anche FdI considera la proposta di Valditara una boutade. Direi che con le parole della senatrice Bucalo si mette una pietra tombale sulla strampalata idea delle classi ghetto".
Da segnalare infine che c’è anche chi interviene per difendere la bontà del post originario. Come il professore emerito di Roma Tre Vincenzo Mannino, secondo il quale nel testo del ministro “non vi sono sgrammaticature”. Anzi, “per certo, la comprensione di un testo caratterizzato da una serie di strutture ipotattiche richiede competenze grammaticali avanzate. Anche l'uso del presente congiuntivo ‘si insegni’ invita alla lettura attenta del passo”. Sicuramente "migliorabile" ma comunque "corretta" la forma del post del ministro Giuseppe Valditara, almeno secondo il linguista Massimo Arcangeli.