Premierato, Fratelli d’Italia accelera: nascono i comitati per il referendum
di Lorenzo De CiccoFdI è pronta a lanciare i comitati per il premierato. La riforma costituzionale non è ancora nemmeno passata in prima lettura al Senato - anche se Giorgia Meloni spinge per strappare il voto entro maggio, in tempo per le Europee - ma i “Fratelli” già si preparano al referendum. E così, col placet di via della Scrofa, mercoledì prossimo, nella Sala Nassirya di Palazzo Madama sarà annunciata la nascita del «Coordinamento dei comitati “civici” per il premierato». A benedire l’operazione, i due senatori che stanno seguendo il dossier per conto del partito: il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni, e il collega di scranno Andrea De Priamo, rampelliano ma molto vicino ad Arianna Meloni. Per dare l’idea di una spinta dal basso, a presentare i comitati sarà un avvocato vicino al melonismo, Nico Grotto, che a Repubblica dice: “Siamo solo all’inizio, i comitati saranno trasversali. E gireremo l’Italia”. Al lancio dell’iniziativa dovrebbe esserci pure una leghista, …
FdI è pronta a lanciare i comitati per il premierato. La riforma costituzionale non è ancora nemmeno passata in prima lettura al Senato - anche se Giorgia Meloni spinge per strappare il voto entro maggio, in tempo per le Europee - ma i “Fratelli” già si preparano al referendum. E così, col placet di via della Scrofa, mercoledì prossimo, nella Sala Nassirya di Palazzo Madama sarà annunciata la nascita del «Coordinamento dei comitati “civici” per il premierato». A benedire l’operazione, i due senatori che stanno seguendo il dossier per conto del partito: il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni, e il collega di scranno Andrea De Priamo, rampelliano ma molto vicino ad Arianna Meloni. Per dare l’idea di una spinta dal basso, a presentare i comitati sarà un avvocato vicino al melonismo, Nico Grotto, che a Repubblica dice: “Siamo solo all’inizio, i comitati saranno trasversali. E gireremo l’Italia”. Al lancio dell’iniziativa dovrebbe esserci pure una leghista, Tilde Minasi.
Iter tortuoso in Parlamento
La macchina del referendum si è messa in moto. Anche se la riforma è ancora attesa da un tortuoso iter in Parlamento. Servono quattro letture nei due rami delle Camere e ancora non si è arrivati neanche alla prima. FdI comunque ha tutta l’intenzione di accelerare, per arrivare alla prima approvazione entro le Europee del 9 giugno. La commissione Affari Costituzionali si riunirà tutta la prossima settimana, poi, dato che l’opposizione naturalmente fa un ostruzionismo serrato, la maggioranza dovrà decidere se strappare, andando in Aula senza chiudere l’esame, quindi senza il “mandato al relatore”, oppure se procedere con convocazioni in batteria, pure di notte.
I nodi da sciogliere
Ci sono poi diversi nodi ancora da sciogliere. Se far votare sia il premier che il Parlamento con una scheda sola – che però sarebbe lunga come un telo da spiaggia – o se separare Camere e presidente del Consiglio, col rischio però di scostamenti tra le due votazioni. C’è poi la questione degli italiani all’estero: dentro FdI si ragiona sulla possibilità di non farli incidere sull’indicazione del premier, ma solo sulla quota di parlamentari a loro riservata (e la destra spesso è sfavorita, nelle circoscrizioni fuori confine). Altro tema: la legge elettorale. Dalle bozze della riforma è stato depennato il premio di maggioranza del 55% dei seggi, non sarà più in Costituzione. Ma a destra già hanno iniziato a discutere del tema, divisi tra chi vorrebbe una sorta di “Provincellum”, con listine bloccate in collegi piccoli, e chi vorrebbe il ritorno delle preferenze. In ribasso gli uninominali.