Processo Delmastro, i giudici accolgono la richiesta del Pd: i quattro parlamentari dem ammessi come parte civile nel caso Cospito
di Liana MilellaSi preannuncia accesissimo il confronto giudiziario, a piazzale Clodio, sul caso di Andrea Delmastro Delle Vedove, il deputato di FdI e sottosegretario alla Giustizia imputato di rivelazioni di segreto d’ufficio per il caso Cospito. I giudici hanno accolto oggi la costituzione di parte civile dei quattro parlamentari del Pd - Andrea Orlando, Debora Serracchiani, Walter Verini e Sergio Lai - che andarono a visitare l’anarchico Alfredo Cospito nel carcere di Bancali a Sassari il 12 gennaio.
Venti giorni dopo, alla Camera, il meloniano Giovanni Donzelli li accusò, citando un rapporto riservato di Gom e Nic, i “servizi segreti” delle patrie galere, di aver fatto gli interessi dei mafiosi. Ovviamente si scatenò un putiferio, il Pd chiese e ottenne un giurì d’onore che assolse Donzelli dopo una sua audizione in cui sostenne di aver solo parlato a voce con Delmastro, senza ricevere carte riservate. In aula alla Camera fu Nordio a difendere di fatto Delmastro con la tesi che quei rapporti non…
Si preannuncia accesissimo il confronto giudiziario, a piazzale Clodio, sul caso di Andrea Delmastro Delle Vedove, il deputato di FdI e sottosegretario alla Giustizia imputato di rivelazioni di segreto d’ufficio per il caso Cospito. I giudici hanno accolto oggi la costituzione di parte civile dei quattro parlamentari del Pd - Andrea Orlando, Debora Serracchiani, Walter Verini e Sergio Lai - che andarono a visitare l’anarchico Alfredo Cospito nel carcere di Bancali a Sassari il 12 gennaio.
Venti giorni dopo, alla Camera, il meloniano Giovanni Donzelli li accusò, citando un rapporto riservato di Gom e Nic, i “servizi segreti” delle patrie galere, di aver fatto gli interessi dei mafiosi. Ovviamente si scatenò un putiferio, il Pd chiese e ottenne un giurì d’onore che assolse Donzelli dopo una sua audizione in cui sostenne di aver solo parlato a voce con Delmastro, senza ricevere carte riservate. In aula alla Camera fu Nordio a difendere di fatto Delmastro con la tesi che quei rapporti non si potevano considerare del tutto sottoposti a segreto, un segreto che lo stesso ministero deve stabilire.
Ma Delmastro finì comunque indagato dalla procura di Roma per aver passato a Donzelli, con cui condivide anche l’abitazione a Roma, i rapporti riservati di Nic e Gom. Inizialmente il procuratore aggiunto Paolo Ielo aveva sostenuto che non ci fosse un reato, anche se la rivelazione c’era stata, ma era inconsapevole, mentre la gip Emanuela Attura ha imposto l’imputazione coatta.
E siamo al processo, che vedrà la prima udienza il 12 giugno. I difensori dei Dem - l’ex vice presidente del Csm David Ermini e il giurista genovese Mitja Gialuz - hanno chiesto una nutrita lista testi, in cui figurano il ministro Nordio, il capo del Dap Russo, nonché l’attuale capo di gabinetto del Guardasigilli Giusi Bartolozzi e l’ex Alberto Rizzo che gestì la vicenda. Il collegio - il presidente Rugarli, la giudice a latere Foresta - hanno accolto la richiesta di parte civile.