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Schlein incontra il papà di Ilaria Salis. Sfuma la candidatura: “Non è in campo”

Ilaria Salis (reuters)
La segretaria Pd ha ricevuto il padre dell’insegnante antifascista detenuta in Ungheria
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Dopo una settimana di dibattito interno tribolato, nel Pd sfuma la candidatura di Ilaria Salis alle prossime Europee. La segretaria dei democratici, Elly Schlein, ha incontrato stamattina Roberto, il padre dell’insegnante antifascista, detenuta da 13 mesi in Ungheria. Nel vertice, che avrebbe dovuto restare riservato e che è stato raccontato da Repubblica, la leader ha discusso della corsa per Bruxelles della detenuta. Ma, secondo fonti che hanno seguito da vicino l’operazione, il padre di Salis ha espresso forti dubbi: “Non so se Ilaria accetterebbe la candidatura col Pd”. Dopo una batteria di reazioni negative nelle chat dem, è la stessa leader a chiudere il capitolo: “Questa ipotesi non è in campo – ha detto da Bruno Vespa, su Rai 1 - Non c'è in corso nessuna trattativa. Ho voluto incontrare il padre di Salis per discutere come possiamo aiutare a toglierla dalla condizione in cui si trova. Nel dibattito sul totonomi terrei fuori una situazione delicata come questa”.

L’ipotesi …

Dopo una settimana di dibattito interno tribolato, nel Pd sfuma la candidatura di Ilaria Salis alle prossime Europee. La segretaria dei democratici, Elly Schlein, ha incontrato stamattina Roberto, il padre dell’insegnante antifascista, detenuta da 13 mesi in Ungheria. Nel vertice, che avrebbe dovuto restare riservato e che è stato raccontato da Repubblica, la leader ha discusso della corsa per Bruxelles della detenuta. Ma, secondo fonti che hanno seguito da vicino l’operazione, il padre di Salis ha espresso forti dubbi: “Non so se Ilaria accetterebbe la candidatura col Pd”. Dopo una batteria di reazioni negative nelle chat dem, è la stessa leader a chiudere il capitolo: “Questa ipotesi non è in campo – ha detto da Bruno Vespa, su Rai 1 - Non c'è in corso nessuna trattativa. Ho voluto incontrare il padre di Salis per discutere come possiamo aiutare a toglierla dalla condizione in cui si trova. Nel dibattito sul totonomi terrei fuori una situazione delicata come questa”.

L’ipotesi della candidatura di Salis è emersa una settimana fa: Schlein ne ha discusso durante la pre-segreteria, nel vertice con i fedelissimi, al Nazareno. Il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani, l’indomani aveva confermato: “Ci stiamo interrogando”. Nicola Zingaretti, su La Stampa, aveva aperto: “Perché no? Se è utile”. Anche la vice-presidente del Pd, Chiara Gribaudo, vicinissima a Schlein, su Rete4 si era detta possibilista: “Lo deciderà lei, il Pd è sempre aperto alla società civile”.

Per Salis, nel Pd si pensava a un posto da capolista al Centro Italia o nelle Isole (Salis è milanese, ma sarda di origini). Ma dopo una batteria di critiche, pubbliche e private, di un pezzo importante di partito – dai riformisti ai franceschiniani – e soprattutto dopo le resistenze del padre nel faccia a faccia con la leader dei democratici, Schlein ha deciso di fermare tutto.

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