Il Pd all’attacco. "Questa sera al tg1 delle 20 è andata in onda un'inaccettabile sequenza di servizi contro il Pd. Non è informazione quando si dà voce solo a chi attacca il maggior partito di opposizione senza dare la parola a un suo esponente e non è tollerabile che tutto ciò avvenga su una rete del servizio pubblico. Chiederemo ai nostri rappresentanti nella commissione di vigilanza di pretendere spiegazioni su quanto accaduto”, denuncia Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Al coro si uniscono proprio i componenti del Pd nella commissione bicamerale di Vigilanza Rai: "Il servizio pubblico entra a gamba tesa nella contesa elettorale. Anche oggi Tg squilibrati e un rappresentazione deviata di fatti locali, isolati e ancora tutti da verificare accompagnati dal silenzio su vicende di esponenti nazionali alcuni anche con incarichi di governo indagati o già a giudizio. Chiederemo spiegazioni e ai vertici Rai di riferire in vigilanza", fanno sapere. Si fa sentire anche Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale Pd: “Avete abbondantemente superato il limite della decenza. L'edizione più vista, più autorevole, quella del Tg Uno, di stasera ha superato ogni limite. Si è contraddistinto con servizi sul Pd piemontese e poi barese. Con il mondo che brucia, Gaza, l'Ucraina, e in nome della cronaca, ha gettato valangate di fango sul Pd a due mesi dal voto europeo. Protesteremo dovunque a cominciare dalla commissione parlamentare di vigilanza. Siamo a 60 giorni dal voto europeo figuriamoci cosa accadrà nelle prossime settimane. Cosa sa il telespettatore della vicenda Santanchè? E di Delmastro? E del ponte sullo stretto di Messina, cosa ha capito? La Rai di Giorgia Meloni non offre garanzie di terzietà nell'informazione – attacca Ruotolo – Noi chiediamo alle autorità terze di monitorare con attenzione l'informazione radiotelevisiva. La Rai non è più servizio pubblico. È diventata TeleMeloni".
Per Irene Manzi, responsabile nazionale scuola Pd, “è inquietante che il principale tg del servizio pubblico sia schierato ormai da mesi con il governo e contro l'opposizione. Un'informazione, se si può usare questo termine, parziale, squilibrata, smaccatamente di parte, usata per colpire la principale forza di opposizione in Parlamento. Solleveremo la questione in commissione di vigilanza: in un paese democratico il principale telegiornale del servizio pubblico non si può schierare con servizi vergognosamente di parte e senza contraddittorio. Quella offerta dal principale tg Rai è un'informazione non credibile e non degna del servizio pubblico". Anche per Annalisa Corrado, responsabile nazionale del Partito democratico per l'ambiente e la conversione ecologica, “il tg1 ha superato sé stesso” con “due servizi di puro attacco contro il Pd che nulla hanno a che vedere con l'informazione. Le cittadine e i cittadini che pagano il canone non possono assistere a questo tipo di informazione, oramai siamo alla pura propaganda, bisogna prendere provvedimenti per restituire dignità a uno dei telegiornali storici della nostra memoria, non si può continuare così, si scade quasi nel grottesco", aggiunge Corrado.
Alla accuse replica il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della Commissione di Vigilanza Rai: "Esponenti del Pd insultano il Tg1 che racconta la verità sul degrado morale che travolge la sinistra da Bari a Torino. Invece di insultare la libera informazione gli allievi di telekabul e i figli del santorismo e del ranuccismo chiedano scusa agli italiani per Sasà, Emiliano, Decaro. C'è chi fa libera informazione e chi va a casa delle sorelle dei boss. Il Tg1 fa libera informazione. Esponenti di peso del Pd hanno scelto la seconda ipotesi". Anche il sindacato Unirai, la sigla interna nata in contrasto con l’Usigrai, difende le testate giornalistiche: "Rinnoviamo l'invito a Ruotolo alle Riunioni di sommario del tg1. Oltre a organizzare ridicoli sit-in il suo partito pensasse a recuperare credibilità su tutti i fronti invece di molestare chi fa solo il suo lavoro".
Solo alcuni giorni fa il Cdr di Rainews 24 si era schierato contro il direttore meloniano Paolo Petrecca accusandolo di aver “omesso le dichiarazioni del procuratore Gratteri sui test psicoattitudinali dei magistrati”. Scomparse dalla testata di informazione.