"Meloni vuole il potere mediatico in Italia”. Con questo titolo la premier finisce sul quotidiano spagnolo El Pais. L’articolo firmato da Daniel Verdú spiega e ricostruisce la strategia utilizzata per controllare i mezzi di comunicazione per “monopolizzare tutto lo spazio possibile”. La premier italiana “ne ha preso atto”, scrive El pais sull’edizione di sabato 6 aprile, “assicurandosi innanzitutto il controllo assoluto dei media pubblici attraverso importanti modifiche alla Rai”. E commentando che “mai come adesso un governo ha avuto il sostegno quasi unanime delle tre principali reti (Rai1, Rai2 e Rai3)”. Coinvolgendo anche Mediaset “l'impero mediatico della stessa famiglia che per anni ha finanziato il partito con cui forma una coalizione di governo: Berlusconi-Forza Italia. Azienda, anche, dove lavora il padre della figlia, il giornalista Andrea Giambruno”. Senza tralasciare la questione calda del momento: “l'acquisizione da parte di Antonio Angelucci, imprenditore e deputato della Lega, della seconda agenzia di stampa del Paese, con una strana operazione”, si legge ancora.
Meloni e la stampa
Il quotidiano d’informazione spagnolo descrive la situazione italiana. Con la premier Meloni, “bellicosa con la stampa critica”, che “si sta ora muovendo verso una concentrazione di giornali, televisioni e radio collegate che culminerà probabilmente con la vendita dell'agenzia Agi nei prossimi giorni. Il caso ferisce le file dell'opposizione in Parlamento, perché l'agenzia è attualmente di proprietà dell'Eni, la società energetica controllata dallo Stato con una quota del 35%. Il ministero dell'Economia è cioè l'azionista di maggioranza della società, che deve decidere la vendita di un pezzo fondamentale dell'informazione italiana a un deputato della Lega che ha già più che dimostrato nei suoi resoconti mediatici la sua vicinanza a Meloni". Il riferimento è ad Antonio Angelucci, editore dei quotidiani Il Tempo, Libero e Il Giornale (“tutti e tre devoti all’attuale premier”, scrive ancora il cronista Verdú), ras delle cliniche romane e deputato più ricco del Parlamento che – come precisa il giornalista spagnolo – “tramite un assistente, si è rifiutato di parlare con noi”. Ricordando il titolo di qualche mese fa su Meloni “L'uomo dell'anno” che aveva fatto discutere con una foto della leader di Fratelli d'Italia che occupava l'intera copertina del giornale.
La storia dell’Agi
Dopo aver raccontato e descritto l’Agi, fondata nel 1950 dall'allora presidente dell'Eni, Enrico Mattei, ora con sedi in diversi paesi del mondo e un organico di 73 giornalisti che stanno protestando in piazza contro la vendita ad Angelucci, El Pais fa parlare Massimo Maugeri, ex corrispondente dell'Agi Bruxelles, che spiega le preoccupazioni della redazione, dai possibili licenziamenti ai timori di finire “nelle mani di un gruppo editoriale di destra e di proprietà di un deputato della maggioranza di governo. Si spegnerà una luce libera e plurale. E succede in un momento in cui il governo ha già fatto tutto con Rai, Mediaset”, spiega Maugeri.
L’opposizione
El Pais parla delle proteste dell’opposizione che si oppone all’operazione da gennaio. Riportando le parole del deputato del Pd Peppe Provenzano (“Sarebbe uno scandalo di Stato") dell’ex collega Michele Anzaldi (“Angelucci è parlamentare e l'Agi è controllata da una società parastatale. A decidere della vendita, infatti, è il ministro dell'Economia Giorgetti, che è del suo stesso partito. Acquistare un'agenzia è un grande business e deve essere fatta con grande trasparenza”).