Nulla di personale. Tanto che in giornata Giuseppe Conte, a Fisciano per la presentazione del libro di Pasquale Tridico, ci tiene a sottolineare che con Elly Schlein “non ci siamo sentiti, ma non ne facciamo una questione personale, basta con la rappresentazione dei litigi tra leader”. Resta il fatto che il presidente 5S, non avendo un’unità di misura per quantificare la distanza politica tra i leader, aveva intanto aperto la giornata politica utilizzando un termine di paragone per indicare la portata della frattura con la segretaria. La segretaria Pd, dice, è ormai come Matteo Renzi e Carlo Calenda. Cioè i due leader che maggiormente fanno scintille appena parlano del presidente 5S. In un’intervista sul Fatto Quotidiano Conte afferma: “Schlein dal palco di Bari ha scelto gli insulti. Ci sono abituato, si è aggiunta a Renzi e Calenda che mi insultano tutti i giorni. Ma non le permetto di offendere i cittadini che hanno contribuito a costruire il M5S tra i banchetti, senza avere dietro quel sistema mediatico di cui lei gode da leader del Pd”.
E sul Corriere della Sera aggiunge: “Accusarci di slealtà offende il popolo che ha creato il M5S e che, dal 2009, ha fatto del principio della legalità la nostra stella polare. Per noi non sono in gioco delle beghe tra partiti o tra leader, è in gioco la sostanza politica. Si tratta di rinnovare la classe dirigente per costruire qualcosa di diverso dall'Italia che non ci piace. Non possiamo fare spallucce e questo per noi vuol dire essere leali con i cittadini”.
Rimarca Conte: le sorti dell'area progressista e del cosiddetto campo largo "non dipendono solo da noi, ma anche da quel che vorrà fare Schlein. Vuole perseguire gli impegni presi con la comunità che l'ha investita segretaria, per trasformare il Pd? O finirà trasformata dal Pd?”.
E riserva un passaggio al caso delle candidature di Bari, dopo aver ritirato la disponibilità del Movimento a partecipare alle primarie per scegliere chi sostenere tra Vito Leccese, sostenuto dal Pd e Michele Laforgia, appoggiato invece da M5S: il terzo nome, dice, lo “abbiamo atteso invano per mesi dal Pd. Chiedere al M5S di iniziare un nuovo balletto come in Basilicata, bruciando nomi di medici, avvocati e professori universitari, sarebbe surreale - aggiunge - . E poi il Pd non ha mai sollevato obiezioni sulla serietà e la competenza di Laforgia. Il clima creatosi a Bari era di grande favore per Laforgia, tutte le nostre antenne sul territorio ci dicevano che era in vantaggio su Leccese. Ma non potevamo rimanere indifferenti di fronte a inchieste che parlano di voti comprati per 50 euro".
In merito a una possibile uscita dalla giunta pugliese Conte spiega invece: "Non anticipo nulla. Faremo una conferenza stampa sul tema a giorni. Ma, dato questo contesto, nulla potrà essere più come prima per noi".
Dura la reazione che arriva su X dal fronte dem con Giorgio Gori: “"Leggere di Conte che ingiunge a Elly Schlein di 'trasformare il Pd' - pena 'lasciarsi trasformare dal vecchio Pd'- mi fa davvero arrabbiare. Come si permette? Il Pd è fatto da migliaia di donne e uomini per bene. Un partito con un minimo di spina dorsale non dovrebbe consentire a nessuno di parlare così".