Floridia: “Sulla par condicio destra arrogante. Favorire il governo in tv falsa la campagna elettorale”
di Giovanna Vitale«È grave che la maggioranza abbia aperto alla possibilità, per i membri del governo, di partecipare ai programmi di approfondimento al di fuori delle regole della par condicio: il rischio di falsare la campagna elettorale è molto alto». Non nasconde la sua delusione Barbara Floridia, la presidente della Commissione di Vigilanza Rai che tanto — invano — si è spesa per «costruire una convergenza» fra destra e sinistra sulla delibera destinata, almeno sulla carta, a garantire una corretta competizione in vista delle Europee.
Lei ci ha provato, ma la maggioranza è stata irremovibile e alla fine l’opposizione non ha potuto far altro che votare contro. Era inevitabile?
«Come presidente della Vigilanza ho fatto il massimo per assicurare i…
«È grave che la maggioranza abbia aperto alla possibilità, per i membri del governo, di partecipare ai programmi di approfondimento al di fuori delle regole della par condicio: il rischio di falsare la campagna elettorale è molto alto». Non nasconde la sua delusione Barbara Floridia, la presidente della Commissione di Vigilanza Rai che tanto — invano — si è spesa per «costruire una convergenza» fra destra e sinistra sulla delibera destinata, almeno sulla carta, a garantire una corretta competizione in vista delle Europee.
Lei ci ha provato, ma la maggioranza è stata irremovibile e alla fine l’opposizione non ha potuto far altro che votare contro. Era inevitabile?
«Come presidente della Vigilanza ho fatto il massimo per assicurare il confronto fra le diverse forze politiche nel quadro di un equilibrato esercizio democratico. Ho lasciato a tutti tempo e modo per argomentare, ho sospeso più volte i lavori perché si potessero parlare e per ragionare insieme sugli emendamenti al fine di convergere su quella che speravo fosse una delibera unanime».
Che cosa è andato storto?
«La maggioranza ha chiuso in modo arrogante agli emendamenti proposti dalla minoranza, come quelli che andavano in maniera più specifica nella direzione indicata dall’AgCom che, ricordo, è un’autorità indipendente, a garanzia di tutti i cittadini».
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Per la prima volta, all’interno dei talk, si riconosce “la necessità di garantire una puntuale informazione sulle attività istituzionale e governativa” a prescindere dalla par condicio: significa che premier e ministri potranno intervenire liberamente?
«Sostanzialmente viene offerta ai membri del governo la possibilità di prendere spazi in Rai oltre il dovuto. Con il rischio di creare uno squilibrio perché potranno essere più presenti e godere di una maggiore visibilità rispetto agli esponenti degli altri partiti. Se si considera che alcuni di loro saranno anche candidati alle Europee, il vantaggio è indubbio».
Il Pd parla di deriva orbaniana, è d’accordo?
«Secondo me quanto accaduto è grave. Le opposizioni hanno fatto di tutto per mettere dei paletti, in qualche caso ci sono riuscite, in altre no. E aggiungo: quando la maggioranza dice che si è fatto un copia e incolla della delibera sulle precedenti Europee non la dice tutta. Nella vecchia delibera non esisteva l’apertura a ministri e sottosegretari nei programmi di approfondimento giornalistico. È una novità imposta con la forza dei numeri che hanno in Parlamento. Ma c’è dell’altro».
Cioè?
«È passata un po’ in sordina un’altra innovazione pericolosa: prima era prevista una “presenza paritaria” delle forze politiche, loro l’hanno sostituita con “presenza equilibrata”. Così però si crea un margine di discrezionalità per chi gestisce i programmi in Rai».
E siccome chi gestisce è soprattutto Fratelli d’Italia…
«Potrebbe essere rischioso, a prescindere».
Intanto l’Europa ha appena approvato il Media Freedom Act che vieta ai governi di controllare il Servizio pubblico radiotv. In Italia è diretta emanazione dell’esecutivo, che ne nomina i vertici. Come la mettiamo?
«La Rai deve essere liberata dall’influenza dei partiti ed è un fatto che la legge Renzi — lo ha spiegato il direttore dell’Ebu in Vigilanza — contrasta con la normativa comunitaria. Il Mfa è un regolamento, quando a breve l’iter verrà completato, diventerà immediatamente operativo: c’è quindi l’urgenza di rivedere la legge del 2015. Per questo subito dopo le elezioni convocherò gli Stati generali del Servizio pubblico con tutti i partiti, le associazioni e gli esperti del settore per studiare un nuovo modello di governance e il meccanismo per dare risorse certe e stabili. Credo che il governo ne debba tenere conto, altrimenti il prossimo Cda presenterà notevoli profili di illegittimità».
C’è chi dice che la destra ha occupato la Rai come mai era accaduto prima. Questa lettura la convince?
«Sono arroganti nella gestione del potere. È come se avere la maggioranza in Parlamento li autorizzasse a spadroneggiare, in Rai come nel Paese. Dalla riforma del premierato all’autonomia differenziata, procedono a colpi di maggioranza, sordi alle istanze della minoranza. Ma non è così che funziona, la democrazia non può prescindere dal confronto con le opposizioni».
Eppure in molti hanno notato il feeling che lega il capo del suo partito, Giuseppe Conte, ai vertici meloniani di Viale Mazzini.
«Una tesi che fa sorridere per il fatto che spesso proviene da soggetti che hanno costantemente pensato ad occupare ogni posto in Rai. Se è questo il modo con cui credono di danneggiare il M5S, buona fortuna».