Paolo Grimoldi: “La Lega di Salvini non è più quella delle origini, faccia un passo indietro. Alle Europee temo una Caporetto”
di Paolo BerizziPartiamo dalla fine: un consiglio a Salvini?
“Continui a fare il vicepremier e il ministro, ché magari lo fa anche bene. Ma faccia un passo indietro e lasci ad altri la possibilità di salvare la Lega”.
Paolo Grimoldi, 48 anni, è stato deputato della Lega dal 2006 al 2022; dal 2015 al 2021 segretario della Lega Lombarda; presidente dell’Osce e membro del Consiglio d’Europa. In Lega dal ’91, è un bossiano ortodosso. A lui Umberto Bossi ha affidato l’incarico di coordinare i militanti “eretici” del Comitato del Nord; tradotto semplificato: i leghisti non (più) salviniani.
Sabato, nel quarantennale della Lega, vi troverete sotto casa di Bossi a Gemonio. E’ un ringraziamento per lui o una manifestazione cont…
Partiamo dalla fine: un consiglio a Salvini?
“Continui a fare il vicepremier e il ministro, ché magari lo fa anche bene. Ma faccia un passo indietro e lasci ad altri la possibilità di salvare la Lega”.
Paolo Grimoldi, 48 anni, è stato deputato della Lega dal 2006 al 2022; dal 2015 al 2021 segretario della Lega Lombarda; presidente dell’Osce e membro del Consiglio d’Europa. In Lega dal ’91, è un bossiano ortodosso. A lui Umberto Bossi ha affidato l’incarico di coordinare i militanti “eretici” del Comitato del Nord; tradotto semplificato: i leghisti non (più) salviniani.
Sabato, nel quarantennale della Lega, vi troverete sotto casa di Bossi a Gemonio. E’ un ringraziamento per lui o una manifestazione contro Salvini?
“E’ una cosa partita spontaneamente dalla neonata associazione Patto del Nord che raccoglie tantissimi leghisti che hanno avuto diaspore col partito. Ringrazieremo Bossi per avere fondato la Lega 40 anni fa e per avere posto sulla scena politica del Paese il problema della questione settentrionale. Una questione non risolta”.
Può spiegare?
"Il residuo fiscale della Lombardia – ovvero lo scarto tra le tasse che paghi e le risorse che tornano sul territorio sotto forma di trasferimenti agli enti locali e di stipendi dei dipendenti pubblici che operano qui - è meno 56 miliardi. Penso al Pil del Portogallo e del Belgio…”.
Perché ad oggi la Lega non ha risolto la questione settentrionale?
“Perché la Lega di oggi non ha più niente a che fare con la Lega! Non ha un progetto politico definito. Una volta c’erano il federalismo, l’autonomia, parole e progetti precisi. Il Ponte sullo Stretto non può essere un progetto politico: è un’infrastruttura che costa 14 miliardi pubblici e che è talmente poco necessaria e redditizia che nessun privato ci mette un euro”.
Perché Salvini si è fissato col ponte sullo Stretto?
“Credo per visibilità personale, ma bisogna chiederlo a lui”.
Diceva della Lega di oggi…
“Non siamo chiari su niente, non abbiamo un’idea, una visione, un progetto, un obbiettivo. Abbiamo cambiato idea su tutto: accise, canone Rai, legge Fornero, elezione di Mattarella; persino sulla Russia – ho sentito Salvini dire che adesso siamo con l’Ucraina, cosa su cui posso anche essere d’accordo ma è per dire…Che cosa siamo? Chi siamo? In Europa stiamo con l’estrema destra di Afd o con l’Udc Patricello pro Von der Leyen che candidiamo nel collegio Sud?”
Elezioni europee. Previsioni?
“Temo una Caporetto. La doppia cifra non la vediamo neanche con il binocolo. Credo scenderemo sotto il risultato delle politiche. Superati da Forza Italia. Se vogliamo evitare di farci troppo male consiglio di togliere la scritta ‘Salvini premier’ dal simbolo. Non c’è una ragione una per cui quella scritta debba stare ancora lì. Non serve un sondaggista di fama mondiale per capire che la figura di Salvini politicamente non è più credibile”.
Candiderete Vannacci?
“Se candidi uno soltanto perché ha avuto un po’ di visibilità mediatica nella speranza di racimolare qualche voto hai smesso di fare politica. Vannacci è un militare, non un militante della Lega”.
Lei, come tanti leghisti, chiede a Salvini di fare un passo indietro e lasciare il posto. A chi?
“In Lega ci sono tante figure eccellenti in grado di fare da frontman. Fedriga e Zaia sono tra questi. Capisco che fino ad ora non abbiano voluto dare l’impressione di andare contro il partito mettendosi in rotta di collisione con il segretario, ma dopo le Europee mi aspetto che parlino chiaro”.
Accusate Salvini di non voler fare i congressi per paura di perdere la leadership, lui ha detto che i congressi ci saranno dopo le elezioni.
“Premesso che è la terza volta che sento dire che ‘il congresso lo facciamo dopo le elezioni’ (ride, ndr), i congressi di solito si fanno prima delle elezioni per decidere la linea politica. Non dopo…”.
Salvini replica alle critiche ripetendo che lui ha rivitalizzato la Lega che era morta.
“Anche su questo, come dire, parliamone. Siamo in Parlamento con l’8,9%, risultato ottenuto spalmato su tutto il territorio nazionale. Alle elezioni 2009 con Bossi abbiamo preso il 10,2%, un voto concentrato soprattutto nelle regioni del Nord. Che cosa vale di più per la Lega? E quando dico Lega dico la vera Lega… L’emorragia di voti è dovuta a scelte politiche sbagliate… O si cambia o finiremo ancora peggio”.
Ma queste cose perché non le dice a Salvini?
“Gli mando dei messaggi, ma non risponde mai. In tanti si lamentano del rapporto di Salvini col telefono”.
Segretario, ministro, vicepremier: avrà una fitta agenda.
“Si però leggo che la sera gioca a burraco. In ogni caso: spero capisca che è arrivato il momento di mollare e lasciare ad altri il compito di salvare la Lega e la gloriosa storia della Lega”.