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Bossi da rinnegato a superstar, il suo volto su manifesti, torte e t-shirt: a Gemonio i 40 anni della Lega sono una rivalsa contro Salvini

I manifesti con Bossi per i 40 anni della Lega (ansa)
Oggi la festa organizzata dai dissidenti nordisti in contrapposizione a quella di Varese. E la guerra dei fuoriusciti col segretario finisce in tribunale per l’uso del simbolo
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Una grande scritta, naturalmente in verde, sulla strada davanti alla villetta di Gemonio: “Grazie Bossi, Leoni e Manuela”. Uno slogan semplice all'ingresso del piccolo paese del Varesotto: 'W Bossi'. E manifesti che ritraggono il fondatore del Carroccio affissi in molte province lombarde. I 40 anni della Lega si trasformano in una sorta di canonizzazione in vita del Senatur, che pure era finito ai margini del partito, travolto dallo scandalo dei 49 milioni.

Adesso lo celebrano tutti. Lo beatificano i dissidenti, ovvero i rappresentanti di una serie di associazioni che chiedono il ritorno alle origini, quando la Lega era il sindacato della Padania e che oggi si riuniscono a Gemonio sotto la bandiera degli “uomini liberi del Nord". C’è chi porterà una torta all’ex Grande capo, chi gli consegnerà una delle t-shirt stampate con il suo volto. Trasformeranno la celebrazione in una contestazione a Matteo Salvini, ritenuto il traditore delle idee iniziali. Da notare che Renzo Bossi, il figli…

Una grande scritta, naturalmente in verde, sulla strada davanti alla villetta di Gemonio: “Grazie Bossi, Leoni e Manuela”. Uno slogan semplice all'ingresso del piccolo paese del Varesotto: 'W Bossi'. E manifesti che ritraggono il fondatore del Carroccio affissi in molte province lombarde. I 40 anni della Lega si trasformano in una sorta di canonizzazione in vita del Senatur, che pure era finito ai margini del partito, travolto dallo scandalo dei 49 milioni.

Adesso lo celebrano tutti. Lo beatificano i dissidenti, ovvero i rappresentanti di una serie di associazioni che chiedono il ritorno alle origini, quando la Lega era il sindacato della Padania e che oggi si riuniscono a Gemonio sotto la bandiera degli “uomini liberi del Nord". C’è chi porterà una torta all’ex Grande capo, chi gli consegnerà una delle t-shirt stampate con il suo volto. Trasformeranno la celebrazione in una contestazione a Matteo Salvini, ritenuto il traditore delle idee iniziali. Da notare che Renzo Bossi, il figlio del fondatore, ha ripostato nelle sue storie Instagram l’invito all’appuntamento dei “ribelli”. Ma ad omaggiare Bossi è anche Matteo Salvini, che ha pubblicato un post con un collage di foto dei suoi predecessori (il profeta del “celodurismo” ma anche Roberto Maroni) e, nella parte inferiore, le immagini degli ultimi anni dove domina il colore blu della Lega Salvini Premier. Per dare un segnale di continuità. Il segretario attende Bossi domani alla festa “ufficiale” del partito a Varese, una “risottata” al quale il Senatur è stato invitato solo con una lettera e non è detto che andrà.

Il clima, nel partito e nelle frange nordiste in guerra, resta teso. Una guerra combattuta anche per le vie legali: proprio giovedì, alla vigilia dell’anniversario, il tribunale di Milano ha emesso un’ordinanza che, su ricorso dei salviniani, ha inibito l’uso di nome e simbolo alla “Lega per il Nord” – un’associazione di cui fanno parte ex parlamentari leghisti come Leoni, Bernardino Bosio, lo storico avvocato di Bossi Matteo Brigandì – che oggi sarà rappresentata a Gemonio. Dove ci sarà anche l’ex segretario della Lega in Lombardia, Paolo Grimoldi, a nome del “comitato per il Nord” e l’ex ministro Roberto Castelli che ha fondato il “partito popolare per il Nord”. La Gemonio dei fuoriusciti fedeli al Senatur contro la Varese degli eredi – Salvini, Giorgetti, Romeo - che gestiscono un partito di governo che va alle sfide di Europee per recuperare il consenso perduto. Una sfida nel profondo Nord. Con Roberto Calderoli, l’uomo che diceva “Bergamo nazione tutto il resto è Meridione”, che dalle stanze romane del ministero prova a ricucire gli strappi annunciando l’Autonomia: “Il nostro regalo di compleanno alla Lega”. Anche se il voto finale alla legge con ogni probabilità non arriverà prima del voto per l’europarlamento.

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