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Sondaggi politici: per chi votano i pacifisti? Uno su tre viene dai 5S

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Considerando anche l’astensione, la quota sale al 40%. Subito dopo, la Lega, il Pd e l’Alleanza Verdi Sinistra. Prevalgono i cattolici, e la maggioranza ha più di 54 anni
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Il fattore P incide nella scelta di voto alle elezioni politiche. Non c’è un unico partito dei pacifisti ma comunque è il M5S ad attrarre la parte maggiore. Sorprendentemente la Lega riceve attenzioni e simpatia anche da una quota, seppure marginale, di questo target. I cattolici, praticanti o no, sono in prevalenza. Circa 10 milioni di elettori si sentono vicino alle posizioni pacifiste e su questi si è concentrata l’analisi dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi condotta per Repubblica.

Prevalentemente risiedono al Nord (54%), hanno un titolo di studio superiore (62%) e la maggioranza ha oltre i 54 anni. Non deve trarre in inganno che il 14% dei pacifisti rientra tra i più giovani (18-34 anni) in quanto questa fascia rappresenta il 20% della popolazione adulta, oltre al fatto che è quella che mediaticamente si fa più sentire, complice anche il susseguirsi delle manifestazioni degli studenti universitari sul tema.

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Il fattore P incide nella scelta di voto alle elezioni politiche. Non c’è un unico partito dei pacifisti ma comunque è il M5S ad attrarre la parte maggiore. Sorprendentemente la Lega riceve attenzioni e simpatia anche da una quota, seppure marginale, di questo target. I cattolici, praticanti o no, sono in prevalenza. Circa 10 milioni di elettori si sentono vicino alle posizioni pacifiste e su questi si è concentrata l’analisi dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi condotta per Repubblica.

Prevalentemente risiedono al Nord (54%), hanno un titolo di studio superiore (62%) e la maggioranza ha oltre i 54 anni. Non deve trarre in inganno che il 14% dei pacifisti rientra tra i più giovani (18-34 anni) in quanto questa fascia rappresenta il 20% della popolazione adulta, oltre al fatto che è quella che mediaticamente si fa più sentire, complice anche il susseguirsi delle manifestazioni degli studenti universitari sul tema.

La religione è un altro elemento fondamentale che caratterizza il pacifismo nostrano. Il 62% è cattolico e tra questi un po' più della metà (35%) si professa praticante. I laici, invece, rappresentano il 21%, uno su cinque non considera la fede un fattore condizionante le proprie scelte e stile di vita. La massiccia presenza dei cattolici è sicuramente un altro dato da evidenziare viste anche le posizioni espresse in primis da Papa Francesco sui conflitti in corso.

Per quanto riguarda la scelta in relazione al voto europeo del prossimo 8-9 giugno è da sottolineare che coloro che si definiscono pacifisti sono intenzionati a recarsi alle urne in misura maggiore (59%) rispetto alla stima attuale della popolazione italiana (50%). È un popolo ovviamente più sensibile agli avvenimenti sociali e politici e crede nella partecipazione. Però un altro dato su cui riflettere è che si sbaglierebbe a ritenere che la scelta del partito sia unicamente dettata dalle posizioni politiche rispetto alle guerre in corso. Infatti questo comportamento è determinante solo per il 24% dei pacifisti ma la quota più consistente, il 62%, dichiara che nella sua decisione viene considerata anche la posizione che il partito ha su altri temi di carattere più sociale ed economico. È per questo, dunque, che non esiste il “partito unico dei pacifisti” ma è anche vero che molti apprezzamenti vengono diretti a favore del M5S. Infatti per circa 1/3 è il partito di Conte ad essere ritenuto più vicino a questa ideologia, per uno su cinque è invece la lista Alleanza Verdi Sinistra ad esprimere posizioni più in linea, solo l’11% riconosce nel Pd una forte dose di “pacifismo” ma il 10% vede nella Lega il partito che intercetta anche questo mondo e che dunque diventa la forza di governo più vicina.

Come si distribuirà il voto pacifista alle prossime elezioni europee? Considerando che sei su dieci hanno intenzione di recarsi al seggio, è il M5S la scelta preferita da ben il 40%, segue il Pd indicato dal 14% ed anche in questo caso la Lega si conferma tra i partiti con maggiore attrazione in quanto il 10% potrebbe scegliere Salvini. Nel confronto fra quali sono le liste ritenute “più pacifiste” e le intenzioni di voto emergono diversi aspetti rilevanti, a dimostrazione di quanto nel voto europeo il “pacifismo” è uno dei fattori che influenza la scelta ma non è l’unico. Anche se il M5S si conferma il primo partito in entrambe le classifiche, Alleanza Verdi-Sinistra, indicata come la seconda forza più pacifista, diventa la quarta invece per quanto riguarda la scelta di voto. Mentre la formazione nata su impulso di Michele Santoro, Pace, Terra e Dignità, che ha come “mission principale” proprio quella di rappresentare queste posizioni, è terza tra i partiti ritenuti filo-pacifisti, ma poi scende al sesto posto tra le liste scelte in cabina elettorale. Insomma la guerra condizionerà ma solo in parte l’esito elettorale e la formazione del consenso sarà in relazione anche ad altri temi. È difficile stimare oggi quanto il fattore P potrà pesare sull’esito della competizione elettorale europea, ma una cosa è certa: i pacifisti non diserteranno le urne.

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