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Mattarella sulla scia di Draghi: “Più competitività dell’Europa offre più opportunità per il futuro dei giovani”. E sulle guerre: “La Ue sia in grado di difendersi dalle aggressioni”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Bulgaria (ansa)
Il presidente della Repubblica in Bulgaria plaude al nuovo Patto del Parlamento europeo sui migranti. La preoccupazione sulla guerra in Medio Oriente: “C’è il rischio che il conflitto si allarghi”
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SOFIA – Sergio Mattarella plaude al nuovo Patto del Parlamento europeo sul diritto d’asilo che supera Dublino. Un accordo, approvato il 10 aprile, ora al vaglio del Consiglio europeo, che apre infatti “la porta ad una collaborazione maggiore tra i Paesi europei per affrontare un fenomeno crescente che può essere governato con ordine e non in maniera scomposta”. Superare Dublino aveva più volte auspicato il Quirinale in passato. Una settimana fa Pd e M5S hanno votato contro, il centrodestra si è spaccato, al sì di Fratelli d’Italia e Forza Italia, si è contrapposto il no della Lega. Qui la questione migranti è un tema concreto per la rotta balcanica sempre più scelta da chi cerca un approdo in Europa.

Non è l’unica frase sorprendente. Proprio all’indomani dell’esortazione sulla maggiore competitività nella Ue di Mario Draghi (“c’è bisogno di un cambiamento radicale”) Mattarella usa parole affini: “Nel prossimo consiglio dell’Unione europea si parlerà di competitività dell’Europa, un el…

SOFIA – Sergio Mattarella plaude al nuovo Patto del Parlamento europeo sul diritto d’asilo che supera Dublino. Un accordo, approvato il 10 aprile, ora al vaglio del Consiglio europeo, che apre infatti “la porta ad una collaborazione maggiore tra i Paesi europei per affrontare un fenomeno crescente che può essere governato con ordine e non in maniera scomposta”. Superare Dublino aveva più volte auspicato il Quirinale in passato. Una settimana fa Pd e M5S hanno votato contro, il centrodestra si è spaccato, al sì di Fratelli d’Italia e Forza Italia, si è contrapposto il no della Lega. Qui la questione migranti è un tema concreto per la rotta balcanica sempre più scelta da chi cerca un approdo in Europa.

Non è l’unica frase sorprendente. Proprio all’indomani dell’esortazione sulla maggiore competitività nella Ue di Mario Draghi (“c’è bisogno di un cambiamento radicale”) Mattarella usa parole affini: “Nel prossimo consiglio dell’Unione europea si parlerà di competitività dell’Europa, un elemento che consentirà opportunità maggiori per il futuro dei nostri giovani”.

Poi c’è la guerra. Piove a dirotto su Sofia, e le preoccupazioni del presidente Mattarella rispecchiano il cielo plumbeo. “C’è il rischio che il conflitto in Medio Oriente si allarghi”, dice, un’evenienza “drammaticamente presente. C’è un’unica soluzione, quella dei due Stati e due popoli. Bisogna trovare una strada diplomatica per definire una condizione stabile di pace”. Mattarella ribadisce questo pensiero all’uscita dell’incontro col presidente bulgaro Rumen Radev, dopo aver ricordato “la pagina disumana” del 7 ottobre, ma altresì “la gravissima crisi umanitaria” che sta subendo la popolazione civile a Gaza.

Mattarella torna ad esortare l’Europa a dotarsi di un esercito comune: “Il momento storico che attraversiamo richiede che le istituzioni europee assumano responsabilità e si dotino degli strumenti necessari per consentire all’Unione di continuare a rappresentare una realtà di stabilità e progresso, in grado di influenzare positivamente il contesto internazionale e di contrapporsi con efficacia a ogni tentazione autocratica e illiberale che fosse presente nel continente e alle politiche di aggressione contro altri Stati”.

L’Europa, insomma, sia in grado di difendersi da eventuali dichiarazioni di guerra tipo quella russa con l’Ucraina.

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