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La deputata Gilda Sportiello: “Ho confessato alla Camera di aver abortito, insultata in Aula e sui social”

Intervista alla parlamentare 5S, madre di un bimbo che mesi fa ha allattato tra i banchi di Montecitorio
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ROMA — «Mi hanno attaccato sui social ma anche i colleghi della maggioranza. C’è chi mi ha detto “ti sei voluta divertire e poi…”». Gilda Sportiello è la giovane parlamentare del Movimento 5Stelle che ha preso la parola in Aula e gridato «vi dovreste solo vergognare», quando la destra ha proposto e votato l’emendamento al Pnrr che consente ai Pro life di presidiare i consultori nel momento in cui una donna sceglie di abortire. Ha raccontato la sua esperienza: una interruzione di gravidanza 14 anni fa. In Aula aveva portato qualche mese fa il figlioletto per allattarlo.

Sportiello col figlio alla Camera: per la prima volta una deputata allatta in Aula

Sportiello, conviene partire dal proprio vissuto in certi momenti, soprattutto per le donne?

«Sono intervenuta sull’aborto quando ho visto che il governo faceva orecchie da mercante su tutto. Avevo chiesto che ci fosse un impegno dell’esecutivo per impedire che i gruppi antiabortisti fossero…

ROMA — «Mi hanno attaccato sui social ma anche i colleghi della maggioranza. C’è chi mi ha detto “ti sei voluta divertire e poi…”». Gilda Sportiello è la giovane parlamentare del Movimento 5Stelle che ha preso la parola in Aula e gridato «vi dovreste solo vergognare», quando la destra ha proposto e votato l’emendamento al Pnrr che consente ai Pro life di presidiare i consultori nel momento in cui una donna sceglie di abortire. Ha raccontato la sua esperienza: una interruzione di gravidanza 14 anni fa. In Aula aveva portato qualche mese fa il figlioletto per allattarlo.

Sportiello col figlio alla Camera: per la prima volta una deputata allatta in Aula

Sportiello, conviene partire dal proprio vissuto in certi momenti, soprattutto per le donne?

«Sono intervenuta sull’aborto quando ho visto che il governo faceva orecchie da mercante su tutto. Avevo chiesto che ci fosse un impegno dell’esecutivo per impedire che i gruppi antiabortisti fossero presenti nei consultori proprio nei momenti cruciali per una donna che ha scelto l’interruzione di gravidanza. Una donna non può e non deve sentirsi accerchiata da questo governo che sta conducendo un attacco tanto violento contro le donne. Ho voluto spezzare una narrazione, un racconto tossico che vuole colpevolizzare le donne che abortiscono e farle vivere nella vergogna».

C’è una drammaticità nella scelta dell’interruzione di gravidanza che anche lei avrà vissuto?

«Io ho voluto raccontare la mia esperienza perché ho abortito e non ho un senso di colpa, né mi vergogno. E oggi ho deciso di essere madre e ne sono felice».

Cosa le hanno detto?

«Sui social si paragona l’aborto a un omicidio. C’è chi scrive “ti sei voluta divertire e poi uccidi un figlio”. Questo dà il clima che si respira ormai in questo Paese».

Attacchi anche dai colleghi di destra?

«Dai banchi della maggioranza mi hanno detto “prenditi una camomilla”. Un altro si è avvicinato per dirmi: “Vieni qui dentro a parlare di queste cose, a dire che hai abortito”: praticamente mi ha detto “ma come non ti vergogni?”. No, non mi vergogno».

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