Il caso Arcuri, attaccato dal governo ora rischia di non essere processato per abuso d’ufficio, il reato che il governo vuole abolire
di Giuliano FoschiniC’è un processo a Roma che racconta la schizofrenia del governo Meloni in tema di giustizia: di mattina giustizialisti, con il pugno di ferro da mostrare a favore di telecamere. Di sera tolleranti, e anche di più, pronti a cancellare reati con un colpo di spugna, quegli stessi reati per i quali di giorno si agitano le manette.
Il processo è quello che vede imputato l’ex commissario per l’emergenza, e ad di Invitalia, Domenico Arcuri che oggi si trova in una situazione kafkiana: dopo essere stato l’oggetto degli strali dell’attuale maggioranza di governo, indicato come il responsabile di ogni disastro durante l’emergenza sanitaria. Dopo essere stato indagato e mandato a processo (per lui il pm Gennaro Varone ha chiesto 1 anni e 2 mesi), rischia oggi di non poter farsi processare perché i suoi accusatori stanno cancellando il reato di cui è accusato, l’abuso di ufficio per l’appunto. Tanto da costringerlo, per poter avere una sentenza, a chiedere il processo abbreviato nella speranza ch…
C’è un processo a Roma che racconta la schizofrenia del governo Meloni in tema di giustizia: di mattina giustizialisti, con il pugno di ferro da mostrare a favore di telecamere. Di sera tolleranti, e anche di più, pronti a cancellare reati con un colpo di spugna, quegli stessi reati per i quali di giorno si agitano le manette.
Il processo è quello che vede imputato l’ex commissario per l’emergenza, e ad di Invitalia, Domenico Arcuri che oggi si trova in una situazione kafkiana: dopo essere stato l’oggetto degli strali dell’attuale maggioranza di governo, indicato come il responsabile di ogni disastro durante l’emergenza sanitaria. Dopo essere stato indagato e mandato a processo (per lui il pm Gennaro Varone ha chiesto 1 anni e 2 mesi), rischia oggi di non poter farsi processare perché i suoi accusatori stanno cancellando il reato di cui è accusato, l’abuso di ufficio per l’appunto. Tanto da costringerlo, per poter avere una sentenza, a chiedere il processo abbreviato nella speranza che i giudici possano arrivare prima dell’approvazione della legge. Sarà difficile.
Con ordine. Dopo la caduta del governo Conte, Arcuri diventa immediatamente una degli obiettivi preferiti del centrodestra. “Ovunque è andato, Arcuri ha fallito”, diceva di lui il vicepremier Matteo Salvini. Per poi aggiungere: “Credo che presto mi sostituirà nelle aule di tribunale”. Effettivamente Arcuri viene indagato in un’inchiesta della procura di Roma sull’acquisto di mascherine. E il giorno della notifica dell’avviso di garanzia l’attuale sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro e il parlamentare Giovanni Donzelli (in pratica due delle voci più influenti del mondo di Giorgia Meloni) dichiarano: “Abbiamo tempestato di interrogazioni il Governo sullo scandalo delle mascherine di Arcuri senza avere ricevuto alcuna risposta e abbiamo depositato una pdl per una commissione di inchiesta su tutti gli approvvigionamenti di Arcuri”, scrivevano. “Nell’inchiesta tutto ruota attorno al Commissario Arcuri e ai rapporti intrattenuti con questi personaggi che, nel pieno della pandemia e con sovrano disprezzo per le morti e i malati, si sfregavano le mani e facevano affari milionari. Il Governo rimuova oggi stesso Arcuri, diversamente, per scelta politica, sarà contiguo e verrà trascinato nel medesimo gorgo maleodorante di affari opachi che ha caratterizzato l’approvvigionamento sino ad oggi”.
Ecco. Proprio quell’inchiesta che faceva gridare allo scandalo al parlamentare Delmastro è diventato quel processo che non si farà per una legge voluta dal sottosegretario Delmastro. In mezzo Arcuri che, come spiega il suo avvocato Grazia Volo, quando capisce – nel mentre il governo di centrodestra che con orgoglio fa istituire la commissione sulla gestione del Covid, “per avere la verità su quanto fatto dal commissario” - che non potrà essere giudicato, perché il reato di cui è accusato sta per essere cancellato, chiede il giudizio abbreviato. Siamo al 15 settembre. Ma la giustizia ha tempi lenti. “L’iter dell’udienza preliminare ha subito diversi rinvii che ne hanno prolungato la durata sino ad oggi.
Nel frattempo, il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge che abroga il reato di abuso d’ufficio, il cui testo è ora in discussione alla Camera” dice l’avvocato Volo. Quindi? “Arcuri non ha mai inteso difendersi dal processo, ma nel processo; si è sempre reso disponibile con l’Autorità giudiziaria a rendere interrogatorio e a fornire chiarimenti in ogni fase delle indagini. Non abbiamo mai auspicato l’intervento di una legge “salvifica” e ci batteremo per ottenere l’affermazione della piena e totale innocenza di Arcuri”. Ma, ai tempi di questo governo, non basta credere di essere innocenti. Serve essere anche più veloci.