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Roberto Salis: “Ilaria con Avs ma coi dem avrebbe avuto più chance. Se eletta Orbán dovrà liberarla”

Parla il padre dell’attivista detenuta a Budapest: “Un confronto con Vannacci? Aspicabile, ma prima Salvini si adoperi per la sua scarcerazione”
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Roberto Salis è appena arrivato a Napoli dove oggi, dal palco di Repubblica delle Idee, racconterà la storia di un padre che un giorno si è trovato a difendere i diritti di una figlia. E, dunque, trattandosi di diritti, di tutti noi.

La candidatura di Ilaria al Parlamento europeo nasce proprio da questa battaglia.

“Ilaria ritiene di aver diritto ad un processo giusto che le consenta inequivocabilmente di dimostrare la sua innocenza. La candidatura è la strada più veloce per riuscire a completare l'iter processuale ed avere lo stesso trattamento riservato a Gabriele Marchesi dalla Corte d'Appello di Milano, che non è stato estradato in Ungheria. Soltanto così rispetteremo l'articolo 3 della Costituzione: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”.

Dalla Lega hanno detto che “la candidatura è un salvacondotto”, da Fratelli d’Italia che “è da irresponsabili”. La accusano di voler sfuggire, grazie all’immunità, alla giustizia. È così?

“Ilaria non vuole sfuggire la processo ma prete…

Roberto Salis è appena arrivato a Napoli dove oggi, dal palco di Repubblica delle Idee, racconterà la storia di un padre che un giorno si è trovato a difendere i diritti di una figlia. E, dunque, trattandosi di diritti, di tutti noi.

La candidatura di Ilaria al Parlamento europeo nasce proprio da questa battaglia.

“Ilaria ritiene di aver diritto ad un processo giusto che le consenta inequivocabilmente di dimostrare la sua innocenza. La candidatura è la strada più veloce per riuscire a completare l'iter processuale ed avere lo stesso trattamento riservato a Gabriele Marchesi dalla Corte d'Appello di Milano, che non è stato estradato in Ungheria. Soltanto così rispetteremo l'articolo 3 della Costituzione: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”.

Dalla Lega hanno detto che “la candidatura è un salvacondotto”, da Fratelli d’Italia che “è da irresponsabili”. La accusano di voler sfuggire, grazie all’immunità, alla giustizia. È così?

“Ilaria non vuole sfuggire la processo ma pretende di farlo il prima possibile ma secondo gli standard di uno stato democratico liberale e non quelli di uno stato illiberale, cioè assolutistico. Leggo molti che si scandalizzano ora, ma non si scandalizzavano quando mia figlia veniva portata con le catene a mani e piedi o quando denunciavamo quel che subiva in carcere, senza poter comunicare con noi per mesi, con gli stessi vestiti per settimane, in celle piene di cimici e topi”.

Anche il Pd le aveva proposto una candidatura per tirarla fuori dal carcere ungherese. Come mai è decaduta quella ipotesi e ha scelto la candidatura con Avs?

“Ilaria è profondamente grata al Pd e in particolare alla segretaria Elly Schlein che si è adoperata fattivamente per dare un contributo alla risoluzione della situazione grottesca in cui si è venuta a trovare. Io da padre avrei preferito moltissimo che la candidatura si formalizzasse con il Pd perché era più sicura, ma mia figlia ha fatto le sue scelte, sono coerenti con il suo trascorso e io le difendo a spada tratta. Mia figlia però ha una storia politica che non può rinnegare per motivi di convenienza personale e dunque la scelta più lineare e coerente era quella di candidarsi con Avs”.

Sulla candidatura di sua figlia c’erano rumors da tempo, ma è stata annunciata solo ora, lei come ha vissuto questa proposta politica?

“La principale preoccupazione di Ilaria nel portare avanti la scelta della candidatura, era quella di informare per primo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questo è stato fatto quando i passi formali non erano statti ancora completati e quindi è stato informato in anteprima come il suo ruolo merita. Per Ilaria, il presidente Mattarella si è comportato nei suoi confronti, testuale, ‘come un nonno affettuoso’ e voleva accertarsi di non causare alcun imbarazzo”.

Se Ilaria venisse eletta, ha il timore che l’Ungheria possa fare in modo di opporsi anche in quel caso alla scarcerazione?

“Credo che in quel caso il governo italiano in primis ed l'Unione Europea dovrebbero insorgere per la difesa dei diritti civili. Se solo l'Ungheria tentasse di farlo sarebbe una chiara ammissione, che in realtà non necessita di ulteriori evidenze, che il processo è un processo politico e che non cerca di comminare una pena per i reati effettivamente commessi ma serve semplicemente al governo per dimostrare al suo interno la propria autorevolezza”

State percorrendo anche altre strade in parallelo alla candidatura per la scarcerazione?

“Tutte quelle possibili, dalle iniziative diplomatiche, che però sono nelle mani del governo, ai ricorsi al Cedu più alcune iniziative che al momento preferisco tenere riservate”.

Come sta sua figlia in questo momento? Come pensa di affrontare la campagna elettorale?

“E' molto frustrata perché vorrebbe illustrare in prima persona le sue posizioni politiche e purtroppo è costretta a farlo potendo parlare con me solo 10 minuti al giorno, durante i quali dobbiamo anche parlare del processo e soprattutto del suo day by day come ad esempio la disponibilità economica che le serve per poter acquistare allo spaccio del carcere i generi alimentari che le permettono di nutrirsi in modo accettabile. Invece è costretta a spiegare le proprie posizioni attraverso me, fornendomi delle indicazioni forzatamente stringate, ed io non solo assolutamente alla sua altezza nell'esporle”.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha scritto che gli piacerebbe un confronto sul futuro dell’Italia tra il generale Roberto Vannacci, “un uomo che ha portato ordine, sicurezza e onore italiano in giro per il mondo” e sua figlia. Commenti?

“Credo che sarebbe un incontro molto interessante se mia figlia potesse parlare dalla sua cella o uscire dal carcere e chiedo a Salvini di adoperarsi nel suo ruolo di vice presidente del Consiglio, visti i suoi ottimi rapporti con Orbán, perché si possa fare quanto prima! Sarebbe il modo di mettere finalmente a confronto chi difende gli ideali antifascisti e lo stato di diritto e chi invece propugna il nazionalismo etnico come Salvini e Vannacci, che se viene applicato porta il paese all'abbandono della Democrazia Liberale a favore di una forma di governo illiberale, e dunque assolutistica, come per l'appunto avviene in Ungheria”.

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