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Scurati, lo scrittore antifascista attaccato dai nostalgici. Non sarà a Francoforte

(fotogramma)
Ha deciso di rifiutare l’invito del governo alla Fiera di Francoforte. Da un anno e mezzo è insultato e minacciato ma lui resiste e arriva a “Repubblica delle Idee”
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ROMA – Diciannove mesi di tensioni, attacchi, insulti, fino alla deflagrante clamorosa censura di ieri. È da tempo che Antonio Scurati non trova pace, sicuramente da prima delle elezioni che hanno portato la destra al potere. Dalle allusioni volgari di Alessandro Sallusti («Scurati uomo di M.» urlato sulla prima pagina di Libero, e per questo denunciato per diffamazione) alla busta piena di escrementi recapitata nell’androne della palazzina in cui vive, dalle denigrazioni social alle scritte cariche di odio sui muri. Tanto che quegli episodi sono arrivati sul tavolo del prefetto e questore di Milano, anche a margine di un comitato, per valutare l’adozione di una eventuale vigilanza.

Ieri è stata una giornata piena di fendenti da schivare, difficile sottrarsi. Oggi lo scrittore, da anni impegnato in un corpo a corpo storico e letterario con il fascismo novecentesco, sarà ospite della “Repubblica delle Idee” a Napoli nella prima uscita su un palco pubblico dopo il polverone. Il pan…

ROMA – Diciannove mesi di tensioni, attacchi, insulti, fino alla deflagrante clamorosa censura di ieri. È da tempo che Antonio Scurati non trova pace, sicuramente da prima delle elezioni che hanno portato la destra al potere. Dalle allusioni volgari di Alessandro Sallusti («Scurati uomo di M.» urlato sulla prima pagina di Libero, e per questo denunciato per diffamazione) alla busta piena di escrementi recapitata nell’androne della palazzina in cui vive, dalle denigrazioni social alle scritte cariche di odio sui muri. Tanto che quegli episodi sono arrivati sul tavolo del prefetto e questore di Milano, anche a margine di un comitato, per valutare l’adozione di una eventuale vigilanza.

Ieri è stata una giornata piena di fendenti da schivare, difficile sottrarsi. Oggi lo scrittore, da anni impegnato in un corpo a corpo storico e letterario con il fascismo novecentesco, sarà ospite della “Repubblica delle Idee” a Napoli nella prima uscita su un palco pubblico dopo il polverone. Il panel intitolato “Mussolini oggi. Populismo e fascismo” è in programma alle ore 18,30 (Teatro di Corte, Palazzo Reale, con Maurizio Molinari) e sarà un modo per riflettere su quale sia l’eredità del fascismo nella nostra cultura e su che cosa sta succedendo, allargando lo sguardo. Scurati d’altra parte è abituato alle critiche, non si è mai tirato indietro. Nelle prime ore di ieri ha evitato di reagire di impulso, infine la risposta serale a Giorgia Meloni che aveva rilanciato sulla sua pagina Facebook il suo testo censurato: una breve lettera per difendere la libertà di pensiero dalle “dichiarazioni denigratorie” e dalla violenza dell’abuso di potere.

Non è uno scontro tra Scurati e Meloni, ci tiene però a far sapere. L’autore di M., impegnato nella scrittura del quarto volume che uscirà in autunno sempre per Bompiani, calibra le reazioni, non intende stare al loro gioco. Al di là della cronaca del momento, dice, l’argomento è politico, la questione è culturale. Un approccio che Scurati, animato da forte passione civile, rivendica sempre quando deve spiegare la sua opera. Fingere che i problemi non esistano, che non ci sia il rischio di una riscrittura della storia è ciò che vuole evitare. Ciò che lo ha spinto a narrare la parabola del Ventennio o a scrivere un saggio come Fascismo e populismo. Con tutti i rischi che questo comporta.

Quindi, ragiona Scurati, anche stavolta la sua linea non cambia. La scelta è continuare a parlare soprattutto attraverso le sue opere: libri, articoli, testi. Le parole restano, se hanno un valore. Non servono didascalie, “omelie”. Né lo scrittore intende accendere o alimentare polemiche pubbliche personali. Ha già dovuto subire attacchi strumentali persino dal presidente del Senato quando aveva “osato” scrivere che Ignazio La Russa era un “abusivo” alla Scala per il suo esibito culto per Mussolini, il cui busto troneggiava in casa della seconda carica dello Stato.

E quindi, ancora una volta, è il testo sul 25 aprile e su Matteotti, quello che avrebbe voluto leggere alla Rai, che dovrà parlare. Ed è quello che in queste ore sta avvenendo, in un’onda di solidarietà mediatica che sta coinvolgendo social e tv. Scrittori e gente comune, artisti e giornalisti. Serena Bortone, che aveva aperto la trasmissione Che sarà leggendo il monologo censurato, ha chiuso con la replica dello scrittore alla premier. Massimo Gramellini e Roberto Vecchioni ieri sera su La 7, Valerio Mastandrea sui siti, anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala lo ha chiamato perché intende coinvolgerlo in un evento pubblico, forse quello istituzionale del 25 aprile.

I libri di Scurati sono tradotti, letti e apprezzati in tutto il mondo: 42 paesi compreso Iraq e Giappone. Recensiti in prima pagina sul New York Times, Le Monde des Livres (intera copertina), Wall Street Journal, El País,Washington Post. Ed è forse l’unico scrittore italiano di così solida fama internazionale ad aver rifiutato il mese scorso di far parte della delegazione italiana che sarà ospite d’onore alla prossima Fiera dell’editoria di Francoforte (il più importante evento editoriale del mondo) perché sia la delegazione che il programma sono organizzati da una commissione governativa e capitanati da un ministro che si rifiuta di dichiararsi antifascista.

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