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25 aprile, Mattarella nel paese che si batte ancora per i risarcimenti

Francesco_AMMENDOLA (ansa)
Giovedì il presidente della Repubblica sarà a Civitella in Val di Chiana, dove i nazisti 80 anni fa uccisero 244 cittadini
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Un anno fa aveva detto: «Ora e sempre Resistenza». E quest’anno? Sergio Mattarella il 25 aprile, il secondo dell’era meloniana, lo trascorrerà a Civitella in Val di Chiana, sopra Arezzo, dove i nazisti, ottant’anni fa, uccisero 244 cittadini inermi. Una delle tanti stragi naziste di quell’orrendo 1944.

I familiari delle vittime hanno diritto a un risarcimento per quell’eccidio, reso possibile grazie al fondo per le vittime delle stragi naziste istituito dal governo Draghi nell’aprile del 2022. Solo che il governo Meloni fa muro, negando l’indennizzo con pretesti procedurali. «Il fatto è prescritto», come se stessimo parlando di una bega condominiale. «Un crimine contro l’umanità non si prescrive mai» eccepisce l’avvocato Roberto Alboni, che da vent’anni segue le cause.

E quindi la scelta del Quirinale di trascorrere proprio qui la ricorrenza è simbolica. Mattarella farà un discorso in piazza. «Lo avevamo invitato per il 29 giugno, quando ricorre l’anniversario, ma dal Quirinale hanno …

Un anno fa aveva detto: «Ora e sempre Resistenza». E quest’anno? Sergio Mattarella il 25 aprile, il secondo dell’era meloniana, lo trascorrerà a Civitella in Val di Chiana, sopra Arezzo, dove i nazisti, ottant’anni fa, uccisero 244 cittadini inermi. Una delle tanti stragi naziste di quell’orrendo 1944.

I familiari delle vittime hanno diritto a un risarcimento per quell’eccidio, reso possibile grazie al fondo per le vittime delle stragi naziste istituito dal governo Draghi nell’aprile del 2022. Solo che il governo Meloni fa muro, negando l’indennizzo con pretesti procedurali. «Il fatto è prescritto», come se stessimo parlando di una bega condominiale. «Un crimine contro l’umanità non si prescrive mai» eccepisce l’avvocato Roberto Alboni, che da vent’anni segue le cause.

E quindi la scelta del Quirinale di trascorrere proprio qui la ricorrenza è simbolica. Mattarella farà un discorso in piazza. «Lo avevamo invitato per il 29 giugno, quando ricorre l’anniversario, ma dal Quirinale hanno preferito anticipare la visita. Visiterà anche la sala delle memoria. Per noi è un grande onore», racconta il sindaco Andrea Tavarnesi, 44 anni, a capo di una giunta di centrosinistra.

La piazza nella quale parlerà Mattarella è intitolata don Alcide Lazzeri. Quando i nazisti della Goering irruppero in paese si offrì al posto dei civili. Lo finirono con uno sparo alla nuca. Poi dilagarono nelle tre frazioni, Civitella, Cornia, San Pancrazio. Ci sono ancora in vita dei testimoni diretti di quel giorno d’estate. Come Ida Balò, 94 anni, che all’epoca quattordicenne assistette alle esecuzioni dalla chiesa. Presiede un’associazione chiamata “Civitella ricorda”. Giovedì parlerà davanti al Capo dello Stato.

Nel processo contro il comandante nazista Joseph Milde, condannato all’ergastolo, Alboni ottenne per la prima volta la condanna della Germania costretta a pagare un risarcimento di 800 mila euro a sua madre e tre suoi fratelli a cui i tedeschi avevano ucciso il padre.

La sentenza fece scuola. Il fondo voluto da Draghi serve proprio a questo. «Ma dal ministero dell’Economia fanno muro, sostenendo, attraverso l’avvocatura dello Stato, che è trascorso troppo tempo. L’ultima volta il ministero lo ha ribadito in una lettera del 4 marzo scorso» precisa il penalista. «Siamo di fronte a una resistenza di Stato», afferma il senatore pd Dario Parrini, che da tempo denuncia tenacemente i ritardi del governo in Parlamento.

È da poco partita, dinanzi al tribunale civile di Roma, una seconda causa, intentata da 170 cittadini di Civitella. Anche qui l’Avvocatura ha eccepito una lunga teoria di obiezioni. «La soluzione ci sarebbe: la transazione. La prevede anche il decreto legge 36 del 30 aprile 2022 che istituisce il fondo», afferma Alboni. Una soluzione che sarebbe vista di buon occhio anche al Colle.

La strage divise a lungo Civitella. Tre giorni prima i partigiani avevano infatti ucciso tre tedeschi, perciò la rappresaglia rappresentò una ferita difficile da rimarginare. «Da tempo però la memoria è stata riunita», spiega il sindaco Tavernesi.

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