Bocchino: “Sono antifascista, ma non ho bisogno di dirlo. Scurati non porterà un voto alla sinistra”
di Concetto VecchioItalo Bocchino, lei è antifascista?
«Sì, certo, ma non ho bisogno di dichiararlo».
Non lo esterna?
«Esatto».
E perché mai?
«Perché non voglio farmi piegare alla logica gruppettara imposta dalla sinistra che decide tra il bene e il male».
In che senso allora lei è antifascista?
«Sono per la democrazia, per libere elezioni, per la libertà di parola…non è sufficiente?»
E quindi Scurati l’avrebbe fatto parlare?
«Sì, anche se il suo è stato un compitino claudicante, come hanno fatto notare anche Aldo Grasso e Giampiero Mughini. Scurati non è uno storico, M contiene errori, come ha osservato Ernesto Galli della Loggia e altri».
Repubblica delle Idee 2024 - Napoli. Antonio Scurati legge il monologo sul 25 aprile dopo la censura Rai
Perché lo avrebbe fatto parlare?
«Avrebbe letto il suo monologo tutto politico, di attacco al governo, davanti a 800mila spettatori, e nessuno se ne sarebbe accorto. Invece così ne hanno fatto un caso internazionale»…
Italo Bocchino, lei è antifascista?
«Sì, certo, ma non ho bisogno di dichiararlo».
Non lo esterna?
«Esatto».
E perché mai?
«Perché non voglio farmi piegare alla logica gruppettara imposta dalla sinistra che decide tra il bene e il male».
In che senso allora lei è antifascista?
«Sono per la democrazia, per libere elezioni, per la libertà di parola…non è sufficiente?»
E quindi Scurati l’avrebbe fatto parlare?
«Sì, anche se il suo è stato un compitino claudicante, come hanno fatto notare anche Aldo Grasso e Giampiero Mughini. Scurati non è uno storico, M contiene errori, come ha osservato Ernesto Galli della Loggia e altri».
Repubblica delle Idee 2024 - Napoli. Antonio Scurati legge il monologo sul 25 aprile dopo la censura Rai
Perché lo avrebbe fatto parlare?
«Avrebbe letto il suo monologo tutto politico, di attacco al governo, davanti a 800mila spettatori, e nessuno se ne sarebbe accorto. Invece così ne hanno fatto un caso internazionale».
Come mai lo definisce claudicante?
«Scurati dice alla destra: il 25 aprile non vi riguarda. Sbaglia: il 25 aprile è di tutti».
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Ma siete voi che non lo riconoscete.
«Perché dice voi?»
Voi della destra meloniana.
«Loro. Io non rappresento Fratelli d’Italia, sono un opinionista d’area».
Per lei il 25 aprile è una data fondativa?
«Sì, perché ci ha dato la libertà. Ci ha liberato da quei pazzi dei tedeschi. Ma spesso si dimentica che l’antifascismo è stato una categoria politica violenta, ha fatto dei morti, lì ha ragione Lollobrigida».
È stata guerra di liberazione.
«Quel che oggi contesto è la divisione tra antifascisti, quelli buoni, e gli afascisti, i lebbrosi».
Chi sono gli afascisti?
«Quelli che non vogliono avere nulla a che fare col fascismo, ma che non si ritrovano nella logica dell’antifascismo».
Ma la Costituzione, su cui ha giurato la premier, è antifascista.
«Gli antifascisti pretendono di coartare il pensiero di quelli che non la pensano come loro: anche questo è una forma di fascismo».
Per chi viene dal Msi il fascismo non rimane un nervo scoperto?
«È un nervo sclerotizzato. Il nervo scoperto è della sinistra senza leader, e priva di una coalizione. Infatti l’opposizione la fanno i giornalisti, Marco Travaglio e Massimo Giannini, sono loro i veri leader».
Serena Bortone dovrebbe dimettersi?
«Per carità!»
La Rai ormai è Tele Meloni.
«Ma se il 70 per cento dei dirigenti che gestiscono la spesa è di sinistra. C’è stato finalmente un timido riequilibrio».
Scurati voleva criticare il governo e non lo hanno fatto parlare.
«I talk non fanno che attaccare il governo».
Non sulla Rai.
«Oggi il centrodes
Metropolis/545 - "OScurati". Chi ha paura di uno scrittore? Con Giubilei, Lucarelli, Mattera, Molinari, Moretti, Mulé e Schianchi (integrale)
Non si rischia una democrazia ungherese?
«Se fossimo in Ungheria sarebbe stata possibile una simile discussione?»
Questa discussione non dimostra che la destra i conti con il fascismo non li ha mai fatti?
«Il fascismo è morto ottant’anni fa. Gli italiani lo hanno storicizzato».