Giordano Bruno Guerri: “Questa destra è troppo conservatrice sui diritti. Sono antifascista, a giugno voto Forza Italia”
di Concetto VecchioGiordano Bruno Guerri, cosa ne pensa della censura ai danni di Scurati?
«Perché dice censura?»
Come la chiamerebbe?
«Ma non sappiamo se è saltata per tircheria della Rai o perché lui voleva più soldi».
Motivi editoriali, c’è scritto su un documento Rai.
«Io lo avrei fatto gratis».
Nel merito che mi dice?
«Scurati afferma che sulla sua faccia hanno dipinto un bersaglio, ma dimentica che ha attaccato per primo lui».
Ma resta la sproporzione di un cittadino attaccato dal governo.
«Ma non è un privato cittadino, è uno scrittore famoso. Deve sopportare le reazioni di chi accusa».
Da storico del fascismo come spiega il successo di M?
«È uscito al momento giusto. Con un taglio nuovo. Il risultato è fascinoso, specie nel primo volume. Ma non sarà ricordato per il suo contenuto storico».
E allora per cosa?
«Sarà letto dagli storici del futuro per capire come si discuteva del fascismo al nostro tempo».
Come se ne discute?
«Caoticamente, strumentalmente. Ma non ha nulla a che vedere con gli stud…
Giordano Bruno Guerri, cosa ne pensa della censura ai danni di Scurati?
«Perché dice censura?»
Come la chiamerebbe?
«Ma non sappiamo se è saltata per tircheria della Rai o perché lui voleva più soldi».
Motivi editoriali, c’è scritto su un documento Rai.
«Io lo avrei fatto gratis».
Nel merito che mi dice?
«Scurati afferma che sulla sua faccia hanno dipinto un bersaglio, ma dimentica che ha attaccato per primo lui».
Ma resta la sproporzione di un cittadino attaccato dal governo.
«Ma non è un privato cittadino, è uno scrittore famoso. Deve sopportare le reazioni di chi accusa».
Da storico del fascismo come spiega il successo di M?
«È uscito al momento giusto. Con un taglio nuovo. Il risultato è fascinoso, specie nel primo volume. Ma non sarà ricordato per il suo contenuto storico».
E allora per cosa?
«Sarà letto dagli storici del futuro per capire come si discuteva del fascismo al nostro tempo».
Come se ne discute?
«Caoticamente, strumentalmente. Ma non ha nulla a che vedere con gli studi».
Con cosa allora?
«Con la necessità della sinistra di dirsi antifascista. Che bisogno c’è di ribadirlo?».
Lei è antifascista?
«Io sono liberale, libertario, democratico ed ex libertino, e quindi antifascista».
Ma non è un valore?
«Ma il ribadirlo ossessivamente mi ricorda quelli che protestano contro la spedizione dei Mille».
Giorgia Meloni fa bene a non dirsi antifascista?
«Non può rinnegare la sua storia. Viene da lì. Ha ancora la fiamma nel simbolo».
Ecco.
«Capisco che come politica non si possa smentire. Ma sono sicuro che le pesa».
Perché non toglie la fiamma?
«Lo farà. Ma diamole tempo. Non è così difficile rinnovare le origini».
Fini lo fece.
«Ma dopo che era al potere da anni. Meloni lo è da meno di due».
Per chi voterà alle Europee?
«Forza Italia».
Perché?
«Mi piace il suo europeismo».
Lei era contro l’Europa.
«Sì, sono stato tra i primi anti europeisti, io e Ida Magli. Ma devo riconoscere che oggi non se può fare a meno».
E quindi viva Tajani?
«Sì, perché concordo sulla difesa comune, il porre un freno al green deal, l’abolizione della regola dell’unanimità nelle votazioni».
Lei era amico di Pannella.
«Se ci fossero i radicali li voterei ancora».
Bonino non è una degna erede?
«Non mi pare abbia accolto la sua eredità».
Le piace la destra al potere?
«Mi piace il decisionismo. Meno il conservatorismo sui diritti, a cominciare dall’eutanasia».
E sull’aborto?
«Penso che lì l’ultima parola spetta alle donne. Nessuno può imporre niente».
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Concorda su Tele Meloni?
«No».
Vede mai il Tg1?
«Ma è sempre stato così, con il partito che sta a palazzo Chigi. Ho una certa età per ricordare gli spot della Rai a Fanfani».
Non c’è occupazione?
«Si chiama spoil system».
Cosa guarda in tv?
«I tg, Blob, Crozza, Rai Storia, molto La 7».
Insomma, non prevede una democrazia ungherese?
«No. Sarei il primo a denunciarla».