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Zanchini: “Ho chiesto alla senatrice Mieli se era ebrea per darle solidarietà. Crudele accusarmi di antisemitismo”

(ansa)
Intervista al conduttore di Radio Anch’io, Rai1, dopo la polemica sollevata dal centrodestra: “Mi scuso se sono stato frainteso, ma il mio intento era opposto. La mia storia familiare lo dimostra”
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Giorgio Zanchini, conduttore di Radio Anch’io, Rai1, si è scusato con la senatrice (FdI) Ester Mieli a cui ha chiesto se fosse ebrea? La sua domanda ha sollevato le proteste della maggioranza.

“Mi scuso se c'è stato un fraintendimento. Ma se uno ha ascoltato tutta la trasmissione, si è reso conto che il mio intento era esattamente opposto”.

Ossia?
“Che era una domanda dentro un contesto che voleva far emergere un clima ostile agli ebrei, e portare la mia solidarietà alla senatrice. Durante la trasmissione avevo obiettato ad alcune osservazioni sull'antisemitismo e sull'antisionismo della studentessa di Torino ospite, e al professor Michael Driessen della John Cabot ho chiesto se quel clima di discriminazione ci fosse, e gli ho chiesto se fosse ebreo”.

Giorgio Zanchini, conduttore di Radio Anch’io, Rai1, si è scusato con la senatrice (FdI) Ester Mieli a cui ha chiesto se fosse ebrea? La sua domanda ha sollevato le proteste della maggioranza.

“Mi scuso se c'è stato un fraintendimento. Ma se uno ha ascoltato tutta la trasmissione, si è reso conto che il mio intento era esattamente opposto”.

Ossia?
“Che era una domanda dentro un contesto che voleva far emergere un clima ostile agli ebrei, e portare la mia solidarietà alla senatrice. Durante la trasmissione avevo obiettato ad alcune osservazioni sull'antisemitismo e sull'antisionismo della studentessa di Torino ospite, e al professor Michael Driessen della John Cabot ho chiesto se quel clima di discriminazione ci fosse, e gli ho chiesto se fosse ebreo”.

Si è sentito strumentalizzato politicamente?

"Capisco il senso della domanda, ma il punto è un altro e ci tengo a sottolinearlo: ho trovato personalmente offensivo, e soprattutto crudele, accusarmi di antisemitismo. Chi conosce la mia storia familiare sa che ho diversi cugini ebrei e che ho avuto uno zio che è morto di infarto all’indomani delle leggi razziali. Questa polemica paradossale l'ho vissuta personalmente come una ferita. Una vicenda ingenerosa e ingiusta – ripeto – per la mia storia personale e familiare”.

Fuori dal contesto, chiedere a qualcuno se si è ebrei, non è una domanda sbagliata e razzista?

"Se tu decontestualizzi, puoi far impiccare anche Gandhi! O possono impiccare me”.

E non è sbagliato parlare di “sensibilità diverse”?

“Ma perché scusi, allora a un dibattito sull’aborto, non dovrei chiedere a una senatrice se è cattolica?”.

Alla senatrice Mieli sono arrivati molti attestati di solidarietà e le scuse del dg Rai Sergio.

“Anche io volevo dare la mia solidarietà, era quello il mio intento, ripeto. E ora penso di meritarla anch’io. Ho provato a parlare con l'ambasciatore d’Israele a Roma, ma sono i giorni della Pasqua ebraica e non ci sono riuscito. Quando si dice, una giornata storta”.

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