Un Paese in festa per il 25 Aprile. Tutte le piazze della Liberazione
di Matteo PucciarelliMilano — Un 25 aprile di festa e di popolo in praticamente ogni piazza italiana, da Trieste a Palermo, per ricordare la Liberazione dal nazifascismo, la riconquista della democrazia e della pace, per celebrare il coraggio dei partigiani e il sacrificio dei martiri, per renderne la memoria tensione ideale per il presente e il futuro del Paese, per attualizzare l’eredità della Resistenza. Un altro 25 aprile un po’ obtorto collo di un bel pezzo di governo, a maggior ragione viste le polemiche degli ultimi giorni a seguito delle censure in Rai di chi avrebbe osato ricordare radici e contiguità ideologiche con gli oppressori di allora del principale partito dell’esecutivo, Fratelli d’Italia.
Giorgia Meloni e Ignazio La Russa sono in programma alla classica deposizione di fiori all’altare della Patria assieme a Sergio Mattarella, cioè il minimo sindacale; il presidente della Repubblica invece, dopo la cerimonia a Roma, si trasferirà in elicottero in provincia di Arezzo per essere a Civ…
Milano — Un 25 aprile di festa e di popolo in praticamente ogni piazza italiana, da Trieste a Palermo, per ricordare la Liberazione dal nazifascismo, la riconquista della democrazia e della pace, per celebrare il coraggio dei partigiani e il sacrificio dei martiri, per renderne la memoria tensione ideale per il presente e il futuro del Paese, per attualizzare l’eredità della Resistenza. Un altro 25 aprile un po’ obtorto collo di un bel pezzo di governo, a maggior ragione viste le polemiche degli ultimi giorni a seguito delle censure in Rai di chi avrebbe osato ricordare radici e contiguità ideologiche con gli oppressori di allora del principale partito dell’esecutivo, Fratelli d’Italia.
Giorgia Meloni e Ignazio La Russa sono in programma alla classica deposizione di fiori all’altare della Patria assieme a Sergio Mattarella, cioè il minimo sindacale; il presidente della Repubblica invece, dopo la cerimonia a Roma, si trasferirà in elicottero in provincia di Arezzo per essere a Civitella Valdichiana assieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e ricordare quanto avvenne nel giugno 1944, quando i nazifascisti irruppero nelle piazze e nella case uccidendo 240 civili indifesi. Nel pomeriggio al Quirinale Mattarella e Crosetto incontreranno una rappresentanza delle associazioni combattentistiche e partigiane, d’arma e di categoria. Il vicepremier Antonio Tajani sarà alle Fosse Ardeatine («Il 25 aprile sia una festa anche di pace, spero di vedere le bandiere di Israele e Palestina», si è augurato il leader di Forza Italia), dove ieri è stata la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli; l’altro vicepremier Matteo Salvini invece è a Milano per presentare la propria ultima fatica letteraria, già spammata a tutto spiano sui suoi canali social, ma — fanno sapere dal suo staff — parteciperà anche a una delle manifestazioni ma «non daremo altri dettagli». Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano farà tappa al Museo della Liberazione a via Tasso a Roma, Matteo Piantedosi (Interni) è atteso a Frosinone per il conferimento della medaglia d’oro alla città, Giuseppe Valditara (Istruzione) è a Milano per lasciare la corona alla lapide della medaglia d’oro al valor militare alla città. Altri ministri saranno sul territorio come Carlo Nordio che parteciperà a Treviso alle celebrazioni locali. Il ministro dell’Agricoltura e cognato di Meloni Francesco Lollobrigida è invece a Barcellona per il Seafood Expo, ieri sempre lì presentava il Brodetto Fest, scampando così, come l’anno scorso, il pericolo di festeggiare la caduta del fascismo.
Il corteo nazionale di Milano sarà probabilmente, e come da tradizione, il più partecipato: previste almeno 70 mila persone. Appuntamento alle 14 ai Bastioni di Porta Venezia, arrivo in piazza Duomo, dove sette cantanti del coro e quattro professori d’orchestra della Scala intoneranno l’inno nazionale e Bella ciao. “Cessate il fuoco ovunque” è lo striscione dell’Anpi. Ci sarà anche la Brigata Ebraica in testa al corteo, assieme a Sinistra per Israele; così anche, ma non vicine, le comunità palestinesi, che potrebbero portare in piazza 5 mila persone. È attesa la segretaria pd Elly Schlein e lo scrittore Antonio Scurati, comizio finale con gli interventi — fra gli altri — del sindaco Giuseppe Sala, del segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, del presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo.
Altro corteo a Roma, partenza alle 10 da Largo Bompiani e arrivo a Porta San Paolo. Dal palco parlerà anche Roberto Salis, padre di Ilaria, da oltre un anno rinchiusa nelle carceri ungheresi con l’accusa di aver malmenato dei neonazisti e adesso candidata alle europee con Alleanza verdi sinistra. Sull’Appennino bolognese, al parco di Monte Sole di Marzabotto, luogo della più atroce strage di civili compiuta dai nazifascisti durante la seconda guerra mondiale, sono attesi invece il segretario della Cgil Maurizio Landini e il presidente del Pd e dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. «Va lanciato un allarme. Sono in discussione democrazia, libertà, uguaglianza, lavoro, solidarietà, pace, cioè la repubblica democratica fondata sulla Costituzione e nata dalla Resistenza», è l’appello che fa l’Anpi nazionale. Piccola e finale nota di servizio: oggi i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente.