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Salvini contro tutti sceglie Vannacci. Crosetto lo gela. Crepe nella Lega

Il ministro della Difesa caustico sulla candidatura voluta dal vicepremier alleato: “La sua elezione aiuterà il Carroccio e anche l’esercito”. La replica del leghista Crippa: “Si candidi lui, così aiuterà Leonardo”
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PESCARA — «Quando parla Crosetto lo fa a nome di tutti noi». La luce sta ormai calando su una Pescara invasa dall’esercito meloniano e sulla convention della Destra, organizzata per uno scherzo del destino sul lungomare intitolato a Matteotti, piomba il ministro Francesco Lollobrigida, cognato di Giorgia Meloni. È lui a porre, con il sorriso sulle labbra, il sigillo alla vistosa spaccatura nella coalizione di governo sulla candidatura del generale Roberto Vannacci, che si consuma 48 ore prima dell’annuncio dell’annuncio della discesa in campo, per le Europee, della premier. Gli organizzatori del mega-evento di FdI, da qualcuno che non aveva fatto i conti con il meteo ribattezzato il beach-party di Giorgia, aveva pensato di lanciare un segnale di unità della coalizione, invitando per domani - la giornata-clou - anche i leader degl altri partiti, fra cui Matteo Salvini. Un messaggio subito depotenziato, grazie all’insistenza del leader della Lega nel lanciare in pista Vannacci, che ha a…

PESCARA — «Quando parla Crosetto lo fa a nome di tutti noi». La luce sta ormai calando su una Pescara invasa dall’esercito meloniano e sulla convention della Destra, organizzata per uno scherzo del destino sul lungomare intitolato a Matteotti, piomba il ministro Francesco Lollobrigida, cognato di Giorgia Meloni. È lui a porre, con il sorriso sulle labbra, il sigillo alla vistosa spaccatura nella coalizione di governo sulla candidatura del generale Roberto Vannacci, che si consuma 48 ore prima dell’annuncio dell’annuncio della discesa in campo, per le Europee, della premier. Gli organizzatori del mega-evento di FdI, da qualcuno che non aveva fatto i conti con il meteo ribattezzato il beach-party di Giorgia, aveva pensato di lanciare un segnale di unità della coalizione, invitando per domani - la giornata-clou - anche i leader degl altri partiti, fra cui Matteo Salvini. Un messaggio subito depotenziato, grazie all’insistenza del leader della Lega nel lanciare in pista Vannacci, che ha avuto l’effetto di un bomba: l’ex Capitano, infatti, ha provocato una mezza rivolta all’interno del suo partito e suscitato l’irritazione di Fratelli d’Italia. Persino il moderato governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha preso le distanze, come avevano fatto i capigruppo della Lega in Parlamento Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo: «Nella mia circoscrizione ci sono tre bravissimi candidati friulani: voterò per loro». Il sintomo di un malessere che scavalca i confini della Lega e invade le tre sale sulla spiaggia che ospitano l’assemblea di FdI.

Guido Crosetto, ministro della Difesa, rovescia tutto il suo sarcasmo su Vannacci che si candida per la Lega: «Era chiaro da mesi che lo avrebbe fatto. Sarà certamente eletto - dice Crosetto - e le istituzioni europee potranno godere del suo contributo di idee e valori. Sono certo che la sua presenza aiuterà elettoralmente la Lega. Una scelta win-win, come si dice. Per lui, per la Lega e per l’esercito». Non solo: «Salvini e Vannacci - il pensiero di Crosetto - hanno molte cose in comune: gli stessi valori e soprattutto lo stesso senso dello Stato». È la miccia che accende lo scontro. Andrea Crippa, il vice di Salvini, risponde in modo violento: «Crosetto? Anche lui ha tanto seguito nelle Forze armate e in Leonardo. E, visto che ha così tanto seguito, si candidi e si misuri in una campagna elettorale difficile e dispendiosa. Sarebbe anche questa un’operazione win-win per tutti e, data l’esperienza di Crosetto in Leonardo - ribadisce Crippa - darebbe un grande contributo al centrodestra europeo». Pochi minuti dopo che Crippa pronuncia queste parole, il titolare della Difesa scende dal palco di un confronto sulla difesa comune europea e snobba il colonnello di Salvini: «Crippa? Crippa chi?».

Affettuosità di un centrodestra italiano che fa capo a tre famiglie politiche diverse. D’altronde, dentro Fratelli d’Italia la candidatura di Vannacci crea inquietudine: in molti sono convinti - e lo dicono sottovoce - che quella di Salvini sia una mossa disperata per evitare il tracollo alle urne. Anzi, che Vannacci utilizzerà la Lega come un autobus per proseguire un cammino autonomo con il suo movimento. Ma nel partito di Meloni si teme che il generale possa finire per pescare nel proprio elettorato. Il responsabile organizzativo Giovanni Donzelli dissimula il possibile danno: «Credo che Vannacci intercetterà soprattutto il non-voto. Ad ogni modo, non penso che abbia più lo stesso seguito che possedeva nell’estate scorsa».

Salvini, davanti a questa bufera, non guarda in casa propria ma se la prende con la sinistra «che candida un detenuta», con riferimento a Ilaria Salis. È convinto, Salvini, che il generale valga più o meno un milione di voti (il 3 per cento) e intanto annuncia che Vannacci sarà capolista nel collegio del Centro, dunque almeno per ora non nel Nord dove più forti sono le resistenze. Domani il segretario leghista sarà a Pescara, chiamato (costretto?) a omaggiare l’avvio della corsa europea della premier. Nella finta rappresentazione di un centrodestra coeso.

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