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Schlein e il dissenso con Prodi per le candidatura alle Europee: “Meglio la verità delle pugnalate alle spalle”. Giorgia sulla scheda? “Sotto il nome niente”

Schlein e il dissenso con Prodi per le candidatura alle Europee: “Meglio la verità delle pugnalate alle spalle”. Giorgia sulla scheda? “Sotto il nome niente”
(ansa)

La segretaria dopo le critiche dell’ex premier alla scelta di candidarsi per le Europee: “Ascolto tutti ma la responsabilità è mia. Non farò come Meloni, non chiederò di votare Elly. La mia campagna elettorale sarà per il partito”

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"Io Prodi lo ascolto sempre, per me è un punto di riferimento. Però credo che non siamo sempre d'accordo e che sia meglio essere francamente non d'accordo che fingere e poi pugnalare alle spalle, come spesso nel partito è stato fatto". Risponde così, Elly Schlein, a una domanda a Start su Sky TG24 a proposito delle critiche di Romano Prodi alla candidatura dei leader di partito alle Europee.

Elly Schlein: "Il programma di Meloni per le Europee? È il suo nome, dietro non c'è un'idea"

L’ex premier era stato netto: “Candidarsi dove tu sai che non andrai, svilisce la democrazia. La destra lo può fare, ma non un partito riformista e democratico”. E la segretaria dem non si tira indietro: “Ascolto tutti e devo assumermi la responsabilità di fare sintesi. Siamo l'unico partito che discute per davvero, anche troppo. Non c'è una capa sola che decide per tutti mettendo il suo nome al centro della campagna elettorale”. E alle polemiche sulle candidature dei leader che poi non vanno in Europa risponde: "È un'opinione legittima, ce l'hanno in tanti e avranno possibilità di votare altre candidature presenti in lista”.

Schlein, intervenendo poi a Metropolis sui canali Gedi, si aggancia anche alla convention FdI con l’annuncio della candidatura di Giorgia Meloni e la richiesta della leader di governo di votarla indicando solo il suo nome di battesimo: “Sono rimasta colpita dal comizio di Giorgia Meloni, sotto il nome niente. Non c'è niente per i cittadini, non c'è un'idea di Europa. Vorrei che in questa campagna elettorale parlassimo dei bisogni dei cittadini. Lì sembrava che il programma fosse lei, qui il programma non sono io, abbiamo le nostre proposte per il futuro dei cittadini". E marca una differenza: “Da sinistra non si personalizza, da sinistra c'è in campo una bella squadra, forte e plurale. Mi sono messa a disposizione anche io per dare una mano ma chiedo i voti per il Pd –dice ancora a Metropolis – Io credo che dicendo la verità ai cittadini non si sbagli. Se posso dare una mano a dare una spinta ai candidati, lo faccio volentieri e credo che sia una cosa corretta nel mio ruolo di guida di questa comunità"

Niente “vota Elly”, quindi: “È un valore che nel Pd ci sia pluralismo, che non si sia tutti schiacciati dietro il nome 'Giorgia'. Questo è inquietante, non hanno un programma per l'Europa, il programma diventa il nome”. Il confronto tv conla presidente del Consiglio? "Spero che si farà, ne stanno parlando i nostri staff. Non ho più dettagli in questo momento", ha aggiunto.

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