✕

Le toghe europee in allarme per la separazione delle carriere e del Csm: “L’indipendenza dei giudici italiani è a rischio”

(fotogramma)
La durissima risoluzione critica il “grave attacco all’indipendenza della magistratura in contrasto con gli standard dei Paesi”
2 minuti di lettura

“Un grave attacco all’indipendenza della magistratura Italiana”. Questo sarebbero le ormai prossime riforme costituzionali della separazione delle carriere dei giudici e dei pm, nonché la divisione in due dell’attuale unico Csm. E ancora la soppressione dell’obbligatorietà dell’azione penale sostituita da una discrezionalità in cui sarebbe il governo, o comunque la maggioranza parlamentare, a decidere in quale direzione indagare. Del tipo, mafia e terrorismo in primo piano, corruzione al secondo posto.

Arriva dall’Associazione dei magistrati europei - che riunisce tutte le singole Anm, compresa quella italiana - un durissimo documento che critica, motivandone la ragione, l’ormai prossima scelta del governo di dividere per sempre giudici e pm. Lo stesso Nordio ha confermato più volte che i suoi uffici sono al lavoro e che è prossima la presentazione del progetto a palazzo Chigi. Dopo il premierato, caro a FdI, e l’autonomia differenziata imposta dalla Lega anche a costo di manifeste vi…

“Un grave attacco all’indipendenza della magistratura Italiana”. Questo sarebbero le ormai prossime riforme costituzionali della separazione delle carriere dei giudici e dei pm, nonché la divisione in due dell’attuale unico Csm. E ancora la soppressione dell’obbligatorietà dell’azione penale sostituita da una discrezionalità in cui sarebbe il governo, o comunque la maggioranza parlamentare, a decidere in quale direzione indagare. Del tipo, mafia e terrorismo in primo piano, corruzione al secondo posto.

Arriva dall’Associazione dei magistrati europei - che riunisce tutte le singole Anm, compresa quella italiana - un durissimo documento che critica, motivandone la ragione, l’ormai prossima scelta del governo di dividere per sempre giudici e pm. Lo stesso Nordio ha confermato più volte che i suoi uffici sono al lavoro e che è prossima la presentazione del progetto a palazzo Chigi. Dopo il premierato, caro a FdI, e l’autonomia differenziata imposta dalla Lega anche a costo di manifeste violazioni delle prassi parlamentari, Forza Italia, come ha ripetuto Antonio Tajani infinite volte, conquista la “sua” riforma, quella cara da sempre a Silvio Berlusconi. Che però, nonostante sia stato al governo per molti anni, non è mai riuscito a condurla in porto, pur esprimendo anche il ministro Guardasigilli (all’epoca Angelino Alfano).

Ma leggiamo assieme la nota dell’Anm europea che entra nel dettaglio della proposta governativa, illustrata dal sindacato italiano dei giudici con il presidente Giuseppe Santalucia, che giusto la prossima settimana apre a Palermo (9-10-11 maggio) il congresso dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione” che nella prima giornata al Teatro Massimo vedrà la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Al meeting di Varsavia del 26 aprile 2024 l’Associazione europea dei giudici è stata messa al corrente del progetto italiano sulla separazione delle carriere e del Csm. Giudicato subito come un intervento che “mina l’attuale equilibrio di poteri esistente in Italia” e che si pone “in contrasto con gli standard europei”. Le ragioni sono evidenti. Queste riforme “legittimano un’ampia estensione degli spazi di influenza che la politica può esercitare sull’attività giurisdizionale, indebolendo così le essenziali prerogative di autonomia e indipendenza della magistratura, che si qualificano come prerequisiti indispensabili per il corretto esercizio della funzione giurisdizionale in uno stato di diritto”.

E dunque lo stesso “stato di diritto” viene messo a rischio da queste riforme che già l’Anm italiana, in tutti i modi e in ogni occasione, ha criticato spiegandone la ragione. Per i colleghi europei si tratta del “tentativo di indebolire la posizione dei pubblici ministeri, tramite la sottoposizione degli stessi a un Csm”. Mentre la stessa separazione delle carriere e la limitazione del principio di obbligatorietà dell’azione penale “non solo limiterebbero l’indipendenza del pm, ma avrebbero un impatto sull’efficacia e l’efficienza del sistema di giustizia penale”.

I dettagli sulla riforma stanno creando un grande allarme tra le toghe europee. Soprattutto in vista dei due Csm a cui sta pensando il governo. Metà dei membri dei due Consigli “nominati dal governo”. Con una legge ordinaria si potrà già decidere che “i membri scelti tra i magistrati vengano selezionati tramite meccanismi non elettivi, incluso il sorteggio, invece di essere eletti tra i loro pari”. E ancora, ai futuri Csm verrà “sottratta ogni possibilità di difendere l’indipendenza dei singoli giudici” e in più ai Csm sarà vietato “esprimere pareri sulle proposte legislative”, come invece avviene oggi anche se su richiesta del Guardasigilli. Tutto questo stravolge l’intero assetto della magistratura italiana, a discapito della legalità nel nostro Paese.

Una magistratura “gerarchizzata” non troverà più alcuna “difesa” nel suo Csm. Quindi la sua indipendenza sarà “a rischio”, perché i due Csm saranno deboli per via del sorteggio, un’ipotesi che “non è coerente con l’esigenza di una scelta democratica nell’ambito della magistratura”. E va ricordato qui che al Senato è già in discussione una forma di “sorteggio temperato” per eleggere i togati del Csm (sorteggio dei candidati e successivo voto) proposta dal capogruppo in commissione Giustizia Pierantonio Zanettin di Forza Italia. Da qui l’invito “alle Autorità italiane a riconsiderare le proposte in esame e a tenere presente l’esigenza che il nostro Paese non adotti iniziative che si discostino dagli standard europei”.

Leggi i commenti