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Europee, Zaia boccia Vannacci: “La Lega ha altri valori. Mi sentirei come un peccatore a non votare i candidati veneti”

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Il governatore: “Il generale è una scelta del partito, io contrario a classi separate e a Mussolini ‘statista’”. Replica il militare: “Vado avanti per la mia strada”
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ROMA — Dopo Fedriga anche Luca Zaia è uscito allo scoperto: nemmeno lui voterà il generale Vannacci. Ed è l’ennesimo macigno sulla scelta di Salvini di candidare alle europee l’ufficiale della Folgore. «Mi sentirei un peccatore se non votassi un veneto», ha detto Zaia. Fine dei silenzi anche per lui, poco incline allo scontro ma fermo sulle sue posizioni. La partita delle Europee segnerà probabilmente uno spartiacque nei rapporti tra il segretario della Lega e il governatore veneto. Salvini voleva candidarlo, gliel’ha proposto più volte. Pensava che un top player come Zaia avrebbe avuto l’effetto traino per un partito in grande difficoltà, che rischia di finire fanalino di coda tra le forze della maggioranza.

Ma dopo i rifiuti arriva anche la pubblica bocciatura, a ulteriore riprova della compattezza dei big leghisti anti-Vannacci. Si appellano al territorio per isolarlo. Come testimoniano le dichiarazioni di Massimiliano Fedriga («Voterò i friulani»), Giancarlo Giorgetti («Non è dell…

ROMA — Dopo Fedriga anche Luca Zaia è uscito allo scoperto: nemmeno lui voterà il generale Vannacci. Ed è l’ennesimo macigno sulla scelta di Salvini di candidare alle europee l’ufficiale della Folgore. «Mi sentirei un peccatore se non votassi un veneto», ha detto Zaia. Fine dei silenzi anche per lui, poco incline allo scontro ma fermo sulle sue posizioni. La partita delle Europee segnerà probabilmente uno spartiacque nei rapporti tra il segretario della Lega e il governatore veneto. Salvini voleva candidarlo, gliel’ha proposto più volte. Pensava che un top player come Zaia avrebbe avuto l’effetto traino per un partito in grande difficoltà, che rischia di finire fanalino di coda tra le forze della maggioranza.

Ma dopo i rifiuti arriva anche la pubblica bocciatura, a ulteriore riprova della compattezza dei big leghisti anti-Vannacci. Si appellano al territorio per isolarlo. Come testimoniano le dichiarazioni di Massimiliano Fedriga («Voterò i friulani»), Giancarlo Giorgetti («Non è della Lega»), Attilio Fontana («Io voto rappresentanti della Lega»), Riccardo Molinari («La precedenza ai militanti storici»), e ora Luca Zaia. Che marca la distanza dalle idee del generale. «Non condivido la proposta delle classi separate per i disabili e la concezione di Mussolini come statista», puntualizza il presidente del Veneto, che mastica amaro anche per un’altra presa di posizione di Vannacci, tiepido sull’Autonomia differenziata. «Chi è contro l’Autonomia è contro la Costituzione. Questo vale anche per il generale», dice seccato Zaia.

Corteo anti Vannacci a Napoli, scontri tra manifestanti e polizia: "Vattene, non ti vogliamo"

E Vannacci? «Io vado avanti per la mia strada», replica l’autore de “Il mondo al contrario”, che era a Napoli per presentare il suo secondo libro. Ancora una volta la sua presenza ha scatenato proteste, culminate stavolta in scontri violenti tra manifestanti e polizia. «Definirsi antifascista non è utile, non è richiesto dalla legge...», il suo commento sprezzante. Il generale non sembra curarsi delle polemiche. Spunta anche il sospetto di un’ineleggibilità che però poi il ministero della Difesa smentisce. Il dubbio nasce dal Codice e dalla Guida tecnica del Ministero della difesa, secondo cui l’ufficiale non potrebbe candidarsi nella circoscrizione Centro Italia, dove la Lega lo ha scelto come capolista, essendo la zona dove ha operato in data immediatamente precedente alla candidatura: in base al Codice militare - spiega a Repubblica il professor Massimiliano Strampelli della Link University - sarebbe ineleggibile e sarebbe sufficiente un ricorso per farlo decadere se eletto. Ma il ministero non avalla questa lettura.

Comunque vada la vicenda Vannacci, i militanti storici della Lega pensano che se l’esito delle elezioni europee dovesse davvero essere disastroso per la Lega, si potrebbero creare le condizioni per un ribaltone alla guida del partito. Un bossiano di ferro come il lombardo Paolo Grimoldi lo va dicendo da tempo: se esponenti del calibro di Zaia e Fedriga si mettessero a fare opposizione vera a Salvini, la sua leadership sarebbe spazzata via in un batter d’ali. Tuttavia, il segretario del Carroccio prova a tenere duro e dopo le bordate dei suoi prova a consolarsi facendo coppia fissa con il generale. I due saranno insieme il 13 maggio a Bari, al primo comizio in sostegno di Fabio Romito, candidato leghista alle prossime amministrative. «È interista, ma è molto bravo», ha commentato Salvini. Ma nel centrodestra barese c’è chi il generale sul palco non lo vorrebbe.

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