Le toghe contro la separazione delle carriere, Santalucia (Anm) a Nordio: “Nessuna trattativa”
di Liana Milella“Nessuna trattativa sulla separazione delle carriere”. È nettissimo il no dell’Associazione nazionale magistrati al Guardasigilli Carlo Nordio. Un faccia a faccia in via Arenula durato 40 minuti. Da una parte il Guardasigilli con l’inseparabile capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, ma anche il capo della sua segretaria Giusi Rubinetti. La sua squadra al femminile. E di fronte ecco Giuseppe Santalucia, il presidente dell’Anm, e con lui la vicepresidente Alessandra Maddalena e Cecilia Bernardo che fa parte della giunta. Nell’ordine, davanti a Nordio a dire un no deciso al progetto costituzionale del governo sulla giustizia, ci sono le correnti - Area, Unicost, Magistratura indipendente - che reggono l’Anm, assieme a Magistratura democratica, e rappresentano tutti i giudici italiani.
Il no alla separazione delle carriere e all’intervento sulla Costituzione è, dunque, un “no” collettivo. Un rapido chiarimento sull’incontro. Nordio conferma che sarà sabato a Palermo al congresso delle toghe.…
“Nessuna trattativa sulla separazione delle carriere”. È nettissimo il no dell’Associazione nazionale magistrati al Guardasigilli Carlo Nordio. Un faccia a faccia in via Arenula durato 40 minuti. Da una parte il Guardasigilli con l’inseparabile capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, ma anche il capo della sua segretaria Giusi Rubinetti. La sua squadra al femminile. E di fronte ecco Giuseppe Santalucia, il presidente dell’Anm, e con lui la vicepresidente Alessandra Maddalena e Cecilia Bernardo che fa parte della giunta. Nell’ordine, davanti a Nordio a dire un no deciso al progetto costituzionale del governo sulla giustizia, ci sono le correnti - Area, Unicost, Magistratura indipendente - che reggono l’Anm, assieme a Magistratura democratica, e rappresentano tutti i giudici italiani.
Il no alla separazione delle carriere e all’intervento sulla Costituzione è, dunque, un “no” collettivo. Un rapido chiarimento sull’incontro. Nordio conferma che sarà sabato a Palermo al congresso delle toghe. Di mattina probabilmente. Quando ci sarà anche Elly Schlein, mentre domenica arriva Giuseppe Conte. Il Guardasigilli parla della riforma come di un cantiere ancora aperto. La separazione tra pm e giudici, certo. Ma sarebbe ancora da decidere il destino del Csm, due distinti, oppure uno con due teste. E anche del sistema per eleggere i componenti togati. Ma sarà sicuramente sorteggio. E ancora l’Alta Corte disciplinare. Mentre nella riforma non ci sarebbe il passaggio dell’obbligatorietà alla discrezionalità dell’azione penale.
L’Anm non entra nel merito delle soluzioni possibili. Santalucia qui mette un punto fermo. “Sul progetto costituzionale di separare le carriere l’Anm non fa alcuna trattativa”. Semplicemnente pronuncia un no bello tondo e netto. Quanto agli eventuali dettagli - se dovessero essere definiti per sabato - il ministro dovrà farsi carico di “raccontarli” davanti a una platea di toghe che si sente ferita dall’idea stessa che possa essere imposta una riforma aborrita da sempre, perché considerata la via maestra per mettere il pubblico ministero sotto il potere esecutivo.
Ed è su questo che Nordio - in verità sin dalla mattina a Napoli durante la cerimonia per l’ insediamento della nuova presidente della Corte di Appello Maria Rosaria Covelli nella sala dell’Arengario - esclude la possibilità che avvenga. Una sorta di giuramento sulla sua vita, esposto così: “Per 40 anni ho fatto il pm, per primo sento l'esigenza di affermare che mai e poi mai il pm sarà soggetto al potere esecutivo quali che siano le riforme che elettorato ci ha imposto di fare".
Ma il “giuramento” non convince le toghe, che con la separazione vedono aprirsi proprio questo sentiero che potrebbe finire proprio sulla dipendenza del pm dal governo. E non è certo un caso se proprio Santalucia, nella giornata in cui esplode l’inchiesta di Genova e La Spezia, ribadisca come dai suoi colleghi, con questo sistema costituzionale, sia giunta la garanzia della legalità. “Io non riesco a essere profeta. Ma dico che finora le indagini sulla corruzione sono state fatte e siamo stati in grado, con questo assetto costituzionale, per la storia della nostra Repubblica, di fare fronte a fenomeni criminali gravissimi dal terrorismo, alla corruzione, a Mani Pulite, alla mafia”. E Santalucia dice ancora: “Quando ho un buon impianto, che è quello della Costituzione italiana, non ho la necessità di cambiarlo”.
Sulle ipotesi di cui parla Nordio l’invito dell’Anm è quello di presentarsi a Palermo e di esporre lì le sue idee, chiuse o tuttora aperte che siano. Di fronte alle quali però non ci potrà essere, per le toghe, nessuna trattativa possibile.
Incontro all’insegna della franchezza. Con un concetto ripetuto più volte e che lo stesso Santalucia riassume ai cronisti che lo attendono in strada: “Abbiamo detto al ministro Nordio che tutta la magistratura associata è contraria alla riforma. Non c'è un problema di trovarsi su soluzioni di accomodamento, per noi qui non si tratta di fare una trattativa sindacale, ci sono contrarietà culturali e costituzionali”. Il suo è un niet reciso. E qui Santalucia spiega anche le ragioni dell’incontro. L’Anm lo aveva chiesto nella previsione che Nordio non sarebbe stato a Palermo. Visto che alla fine ha deciso di esserci allora è il caso che parli davanti a tutti quelli che considera suoi ex colleghi…
Nei 40 minuti del colloquio non fa capolino invece l’inchiesta ligure. E una considerazione che Nordio ha già fatto poche ore prima e che ovviamente fa discutere politicamente - ha reagito duramente Debora Serracchiani del Pd - sulla sua opportunità. "Ho fatto per 40 anni il pm e raramente ho chiesto provvedimenti di tutela cautelare dopo anni di indagini. Le mie perplessità non sono mai sul momento in cui scatta rispetto all'imminenza delle elezioni, ma rispetto al tempo in cui è stato commesso il reato ed è iniziata l'indagine". E ancora: “Il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, i motivi per cui si può arrestare, è difficile che possano ancora sussistere a distanza di tanti anni dall'evento che si è verificato e dalle indagini”. Per questo, tenendo fede alla presunzione d’innocenza, Nordio ha ricordato il suo ddl sull’abuso d’ufficio che contiene anche l’obbligo dell’interrogatorio di garanzia prima dell’arresto, nonché il via libera agli arresti stessi da parte di tre giudici e non di uno solo. Che però non sarà approvato prima del voto europeo.