Questo è il numero di venerdì 10 maggio 2024 della newsletter Hanno tutti ragione, firmata da Stefano Cappellini. Per attivare l'iscrizione clicca qui.
Nella sceneggiatura di una commedia all’italiana Age e Scarpelli o Rodolfo Sonego l’avrebbero chiamato così: Vannacci. Con il suffisso spregiativo. Vannacciiii, avrebbe urlato Alberto Sordi, e sarebbe comparso lui. Oppure: “Ecco qui la sua nuova macchina, dottor Vannacci”. Nel film lui sarebbe salito a bordo, avrebbe sistemato sul cruscotto i santini e la foto di famiglia e poi sarebbe andato a fare quel giro lì prima di tornare a casa, quello che fa Ugo Tognazzi nei Mostri. Com’è che l’ha chiamato il generale, quello vero, in una delle sue ultime uscite? “Il puttan tour”. “Chi non l’ha fatto da giovane?”, ha spiegato il generale, precisando che a lui interessava solo “vedere la mercanzia”. Da Vannacci ci si aspetta sempre il peggio, e lui non delude mai. È convinto di essere anticonformista. Controvento, come il titolo del libro di Ma…
Questo è il numero di venerdì 10 maggio 2024 della newsletter Hanno tutti ragione, firmata da Stefano Cappellini. Per attivare l'iscrizione clicca qui.
Nella sceneggiatura di una commedia all’italiana Age e Scarpelli o Rodolfo Sonego l’avrebbero chiamato così: Vannacci. Con il suffisso spregiativo. Vannacciiii, avrebbe urlato Alberto Sordi, e sarebbe comparso lui. Oppure: “Ecco qui la sua nuova macchina, dottor Vannacci”. Nel film lui sarebbe salito a bordo, avrebbe sistemato sul cruscotto i santini e la foto di famiglia e poi sarebbe andato a fare quel giro lì prima di tornare a casa, quello che fa Ugo Tognazzi nei Mostri. Com’è che l’ha chiamato il generale, quello vero, in una delle sue ultime uscite? “Il puttan tour”. “Chi non l’ha fatto da giovane?”, ha spiegato il generale, precisando che a lui interessava solo “vedere la mercanzia”. Da Vannacci ci si aspetta sempre il peggio, e lui non delude mai. È convinto di essere anticonformista. Controvento, come il titolo del libro di Matteo Salvini. Le canta alle donne, ai neri, chissà che voglia di metterci la g, ai disabili, una volta si diceva handicappati ma qui non si può dire più niente, ai gay, senti come suona meglio frocio, ai comunisti, e comunisti va bene così, come si potrebbe dire peggio?
Dice: ma Vannacci non sarà un bel fascistone? Eh, allora vedete fascisti ovunque, siete ossessionati. “Mussolini è uno statista”, dice Vannacci ed è persino convinto di aver trovato il modo di sfangarla con una risposta paracula. Si può leggere Eco, Il fascismo eterno, si può leggere Adorno, ma rivedere Ferie d’agosto è più utile, “e che ci roviniamo il Ferragosto per una stupidaggine?”, dice Ruggero Mazzalupi al maresciallo di Ventotene e la stupidaggine è che un immigrato è stato ferito da un colpo di pistola. Sparato da Mazzalupi, ovviamente. Ah, mo’ non si può più nemmeno sparare agli immigrati? Non si può più fare niente, è la dittatura del politicamente corretto!
C’è Verdone che vuole tombare il Tevere per farne un’autostrada a quattro corsie, “ma ‘sto fiume ce serve o non ce serve?”, c’è Zalone che “gli uomini sessuali sono gente tali e quali come noi, noi normali”, e c’è Vannacci che si candida nella Lega per difendere le tradizioni italiane: “Le campane la domenica mattina”, l’ha detto che c’era l’amico Salvini accanto a lui e gli autori del Terzo segreto di satira hanno ritirato per manifesta inferiorità il finto spot della Lega, quello dove il candidato salviniano auspica il ritorno alla cara e vecchia Italia di un tempo mentre due uomini ariani e sorridenti giocano a strizzarsi i testicoli a turno.
Vannacciiii, urlerebbe Nino Manfredi, e proseguire con una rima in romanesco gli verrebbe facile facile.