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I 5S contro il duello Meloni-Schlein. No di Conte alla sfida tv con Salvini

(ansa)

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La presidente della Vigilanza (e senatrice del Movimento) Floridia protesta con la Rai e l’Agcom: “Disparità”
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Giuseppe Conte il confronto tv con Matteo Salvini non lo vuole fare. A viale Mazzini raccontano di telefonate di fuoco dei 5S a pezzi grossi dell’informazione Rai. Il Movimento non ha gradito (eufemismo) l’annunciato duello Meloni-Schlein, organizzato da Bruno Vespa a Porta a Porta per il 23 maggio, dopo mesi di trattative tra gli staff della premier e della segretaria del Pd. E non viene nemmeno presa in considerazione la controfferta della “Terza camera”, cioè un tête-à-tête tra Conte e il vicepremier leghista, che invece ha accettato subito lo schema.

Il messaggio del capo pentastellato è arrivato forte e chiaro ai parlamentari che si occupano di tv. E che infatti la mettono giù così, molto ruvidamente: «Quella di Vespa è una furbata tutta a favore di Meloni», che si sarebbe scelta «l’oppositore meno attrezzato. E poi come si può paragonare un confronto con la premier con quello col leader di un partito all’8%?», è la lamentela dei 5S, che stando ai sondaggi, in effetti, doppiano o…

Giuseppe Conte il confronto tv con Matteo Salvini non lo vuole fare. A viale Mazzini raccontano di telefonate di fuoco dei 5S a pezzi grossi dell’informazione Rai. Il Movimento non ha gradito (eufemismo) l’annunciato duello Meloni-Schlein, organizzato da Bruno Vespa a Porta a Porta per il 23 maggio, dopo mesi di trattative tra gli staff della premier e della segretaria del Pd. E non viene nemmeno presa in considerazione la controfferta della “Terza camera”, cioè un tête-à-tête tra Conte e il vicepremier leghista, che invece ha accettato subito lo schema.

Il messaggio del capo pentastellato è arrivato forte e chiaro ai parlamentari che si occupano di tv. E che infatti la mettono giù così, molto ruvidamente: «Quella di Vespa è una furbata tutta a favore di Meloni», che si sarebbe scelta «l’oppositore meno attrezzato. E poi come si può paragonare un confronto con la premier con quello col leader di un partito all’8%?», è la lamentela dei 5S, che stando ai sondaggi, in effetti, doppiano o quasi il Carroccio. «Si fa finta che le Europee siano una sfida Meloni-Schlein, ma non è così. Sono proporzionali». Chiara Appendino spara ancora più forte: «Meloni-Schlein è un confronto interno al partito trasversale delle armi, perché tengono fuori il leader del partito della pace?».

Pace o no, su viale Mazzini i 5S scatenano una guerriglia. La presidente della Vigilanza Rai, la stellata Barbara Floridia, è intervenuta annunciando una lettera all’Agcom e ai vertici della tv pubblica per chiedere di «impedire ogni indebito vantaggio ad alcune forze politiche». Una sortita che ha innervosito il Pd, che ora mette in discussione il «ruolo terzo che Floridia dovrebbe esercitare». Stefano Graziano, capogruppo dem in Vigilanza, replica subito: «Col duello Schlein-Meloni, il regolamento sulla par condicio è rispettato. Nessuna infrazione: tutti i leader avranno uguale spazio». Insistono i dem: è naturale il confronto tra il primo partito di maggioranza e il primo di opposizione.

La disputa è in punta di cavillo. I 5S in Vigilanza citano un articolo (il numero 6) della delibera della Commissione sulla par condicio, che prevede in studio «un numero di partecipanti compreso fra tre e sei». Ma la regola, ribattono i dem, riguarda solo le tribune politiche, non i programmi di approfondimento, come Porta a Porta. Che ieri confermava la linea: «Aspettiamo che il ministero dell’Interno comunichi ufficialmente le liste ammesse alle elezioni per potersi attenere alle nuove regole sulla gerarchia degli inviti».

Conte non è l’unico a protestare. Carlo Calenda di Azione e Riccardo Magi di +Europa propongono un maxi-dibattito, con dentro tutti. Non interviene invece Matteo Renzi, che potrebbe sfidare Antonio Tajani. All’ex rottamatore l’idea piace, anche perché continua a martellare il vicepremier di FI, da ultimo ieri su Instagram. Ma tra gli azzurri - a cui per ora non è arrivato alcun invito - c’è chi preferirebbe l’intervista singola, a questo punto.

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