✕

La promessa di Nordio alle toghe: “Vi garantisco che sarà assicurata la vostra indipendenza dal potere politico”

(ansa)

Ascolta l'audio

Parla per mezz’ora al congresso dell’Anm a Palermo. Dice che la riforma costituzionale non è ancora pronta. Ma conferma: “Gli elettori ci hanno chiesto la separazione delle carriere e noi la faremo”
4 minuti di lettura

PALERMO - Gigione, come sempre. Con una dozzina di auto citazioni. Carlo Nordio, il Guardasigilli, entra nella tana delle toghe e si mette le ali dell’angioletto. Con lui l’inseparabile “zarina” Giusi Bartolozzi, la sua capo di gabinetto in un impeccabile tailleur blu. Lo scorta in sala e poi lo porterà via. Mezz’ora in tutto. Per diffondere miele. Con stretta di mano e foto alla fine con il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Ma il messaggio, come vedremo dalle sue parole, è che la separazione delle carriere si farà, ma non è detto che sia “prima delle europee”, ma senza ledere, assicura lui, l’indipendenza della magistratura. Si auto cita una dozzina di volte, lui l’ex pm “per 40 anni”.

Toccata e fuga per spargere miele

L’applausometro resta freddo, in tutto un paio di battimani, e un mormorio di dissenso quando dice che “chiaramente le due funzioni saranno distinte”. Allude a quelle di pm e di giudice, cioè il cuore dell’unità della giurisdizione a cui la magistratura non vuol…

PALERMO - Gigione, come sempre. Con una dozzina di auto citazioni. Carlo Nordio, il Guardasigilli, entra nella tana delle toghe e si mette le ali dell’angioletto. Con lui l’inseparabile “zarina” Giusi Bartolozzi, la sua capo di gabinetto in un impeccabile tailleur blu. Lo scorta in sala e poi lo porterà via. Mezz’ora in tutto. Per diffondere miele. Con stretta di mano e foto alla fine con il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Ma il messaggio, come vedremo dalle sue parole, è che la separazione delle carriere si farà, ma non è detto che sia “prima delle europee”, ma senza ledere, assicura lui, l’indipendenza della magistratura. Si auto cita una dozzina di volte, lui l’ex pm “per 40 anni”.

Toccata e fuga per spargere miele

L’applausometro resta freddo, in tutto un paio di battimani, e un mormorio di dissenso quando dice che “chiaramente le due funzioni saranno distinte”. Allude a quelle di pm e di giudice, cioè il cuore dell’unità della giurisdizione a cui la magistratura non vuole e non può rinunciare.

Ma eccolo il Nordio parlante che arriva a Palermo alle 10 e trenta - location sul porto, sole e mare a vista - e alle 11 e 15 è già nell’auto sgommante per tornare nella sua Venezia. Una toccata e fuga per spargere miele in un congresso che lo considera comunque il diavolo.

Dogma non trattabile

Sentiamolo, anche nelle battute finali con i giornalisti. “La separazione delle carriere era nel programma elettorale ed è un percorso sicuramente lungo perché richiede una revisione costituzionale che sarà fatta nel principio della dichiarazione di Bordeaux, che prevede la netta distinzione tra magistrati del pubblico ministero e magistrati giudicanti, ma prevede che ci sia un'assoluta indipendenza dei pm nei confronti di qualsiasi autorità a cominciare dal potere esecutivo. Questo per me è un dogma non trattabile".

I tempi? Lui dice che al momento “non ne ha idea”. Meloni gliel’ha chiesta prima delle europee, ma tutti sanno che Nordio non è un fulmine di guerra e si prende il suo tempo. Ma si farà, questa separazione. Non c’è dubbio. E prenderà le mosse dalla dichiarazione di Bordeaux, che il ministro recita davanti alle toghe.

Magistrato tra magistrati

Ma vediamo come ci arriva. “Ci tenevo profondamente a essere qui”. Ecco l’esordio dopo un brevissimo applauso al suo arrivo. E poi gioca la carta dell’essere magistrato tra i magistrati. Come fa sempre. “Semel semper magistrato”… il latino che gli piace. Un “grazie per l’invito”. Applauso di convenienza. “Sono arrivato ieri sera a mezzanotte…ero a Venezia al G7…”. Abito impeccabile, nel suo stile. Parla dell’intelligenza artificiale, ci mette la battuta “la pietra con Michelangelo fa la pietà, con Caino uccide Abele. Mai e poi mai l’Ai potrebbe sostituire l’intelligenza dei magistrati”. Dice: “Ne ho parlato con il presidente Mattarella, occorrono riforme che incentivino l’efficienza”. Si difende sui concorsi: “Sono state diffuse voci false e tendenziose su concorsi stranissimi con magistrati nominati dal governo…ma chi è stato magistrato per 40 anni non può immaginare cose del genere”.

Oggi niente scontro

Nordio non vuole lo scontro oggi. “Noi con Pinelli (il vice presidente che ha parlato poco prima, ndr.) vogliamo accelerare concorsi, basta con penna e calamaio”. E passa alle riforme, inevitabilmente.

Fa il sinuoso e cerca di accattivare la simpatia… “La mia presenza oggi qui serve per cercare un punto di incontro sulle cose che ci vedono d’accordo…Il dissenso è il sale della democrazia, ma mai e poi mai ho pensato di entrare in conflitto con la magistratura in quanto tale, perché sono stato magistrato per oltre 40 anni”. E siamo già alla seconda volta che lo dice.

Il nodo della convenzione di Bordeaux

Va avanti. E deve ammettere che è il ministro della Giustizia del governo Meloni. “Non siamo nel paese delle meraviglie di Alice, i nostri programmi sono dettati dal corpo elettorale che con un voto democratico ha chiesto le riforme sulla giustizia. Con Santalucia siamo d’accordo sul dogma dell’indipendenza dei magistrati requirenti e giudicanti. Questo per me è un punto non negoziabile, nessuna dipendenza dal potere esecutivo”.

E diciamo la verità, questa è una promessa non da poco. Fatta dal Guardasigilli davanti a una platea di toghe di almeno 300 persone. Ma - prosegue Nordio - “resta la separazione delle carriere e del Csm” e qui arriva un’altra precisazione: “Ho letto, e sono stupito, di una forte preoccupazione per il riferimento alla convenzione di Bordeaux su una composizione che sarebbe diversa dalla nostra. L’ho ripresa in mano. E noi ci atterremo a quella convenzione, sennò facciamo come Shakespeare nella commedia degli equivoci”.

Mormorio in sala

E qui legge ampi brani della convenzione. Del tipo “lo Stato di diritto è garantito da una giustizia equa, pm e giudici assicurano la difesa dei diritti individuali, le decisioni dei pm sono sottoposte ai giudici, giudici e pm hanno ruoli distinti, sono indipendenti nelle funzioni e debbono apparire indipendenti, i pm sono autonomi ma imparziali”. Ed è qui che parte il mormorio in sala quando dice: “Chiaramente le due funzioni sono distinte…..”.

Vanta la meraviglia della convenzione di Bordeaux, che “s’inserisce in una rivoluzione del nostro sistema penale, poi è arrivato il codice accusatorio di Vassalli, eroe della Resistenza, contro il codice di procedura penale di Mussolini. Ieri ne ho parlato con i colleghi americani, inglesi e francesi, ma qui da noi nessuno ha mai pensato che la riforma che gli elettori ci hanno incaricato di fare possa ledere l’autonomia dei giudici e dei pm”. Oggi questo è il suo mantra, nel tentativo disperato di convincere colleghi che non possono convincersi.

Prevalenza dei togati in Csm

Prende tempo: “Le cose non sono già irrevocabilmente scritte, né decise. Nei limiti della leale collaborazione, senza retropensieri, senza riserve mentali, senza voler ottenere cose che non diciamo apertamente, quello che possiamo fare cercheremo in tutto modi di farlo”. Ma “non parliamo più di conflitto, né di idee opposte. La mia presenza oggi qui è un atto di rispetto e di omaggio al vostro lavoro”.

Gli arriva una domanda su come sarà il futuro Csm. E lui dice: “È improprio anticipare dei progetti che sono progetti, non diremo quali sono e quali possono essere, ma ho già detto a Santalucia, che ringrazio per la sua riservatezza, che la prevalenza dei togati in qualsiasi Csm sarà assoluta, non ci piove, ne scrivo da 25 anni, nella mia idea originale, in un mondo ideale, il Csm sarà composto solo da magistrati per assicurare al massimo l’autonomia della magistratura dal potere politico”. E qui si conquista l’ultimo dei pochi applausi.

Leggi i commenti