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Papa Francesco: “Il pianeta è in fiamme”. Mattarella: “Il mondo ha bisogno di pace”

(afp)
Sia Bergoglio che il Presidente della Repubblica ricevono i premi Nobel per la pace del meeting mondiale sulla fraternità umana. Il Capo dello Stato: “Il bene comune dei cittadini di uno Stato non può essere contrapposto al bene comune dei cittadini di un altro Stato”
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Il pianeta è “in fiamme”, dice il Papa, ma “la guerra sempre è una sconfitta, così come l’idea di una sicurezza internazionale basata sul deterrente della paura”. Il mondo “ha bisogno di pace”, dice il Presidente della Repubblica, e “la storia insegna che la politica può arginare i conflitti”. Sulle due sponde del Tevere, Jorge Mario Bergoglio e Sergio Mattarella colgono l’occasione del Meeting mondiale sulla fraternità umana per unire le loro voci a favore del superamento dei conflitti attuali.

Il mestiere delle armi

L’iniziativa riunisce a Roma numerosi premi Nobel per la pace che nel pomeriggi prenderanno parte a 12 tavoli su altrettanti temi dislocati tra Roma e il Vaticano. Il Pontefice in persona partecipa a un tavolo con un gruppo di bambini. Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin è intervenuto ieri con un discorso nel quale ha denunciato gli investimenti nell’industria delle armi.

Umanità di fratelli

"In un pianeta in fiamme”, ha detto questa mattina papa Francesco ai…

Il pianeta è “in fiamme”, dice il Papa, ma “la guerra sempre è una sconfitta, così come l’idea di una sicurezza internazionale basata sul deterrente della paura”. Il mondo “ha bisogno di pace”, dice il Presidente della Repubblica, e “la storia insegna che la politica può arginare i conflitti”. Sulle due sponde del Tevere, Jorge Mario Bergoglio e Sergio Mattarella colgono l’occasione del Meeting mondiale sulla fraternità umana per unire le loro voci a favore del superamento dei conflitti attuali.

Il mestiere delle armi

L’iniziativa riunisce a Roma numerosi premi Nobel per la pace che nel pomeriggi prenderanno parte a 12 tavoli su altrettanti temi dislocati tra Roma e il Vaticano. Il Pontefice in persona partecipa a un tavolo con un gruppo di bambini. Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin è intervenuto ieri con un discorso nel quale ha denunciato gli investimenti nell’industria delle armi.

Umanità di fratelli

"In un pianeta in fiamme”, ha detto questa mattina papa Francesco ai partecipanti all’incontro promosso dalla fondazione Fratelli tutti, presieduta dal cardinale Mauro Gambetti, “vi siete riuniti con l’intento di ribadire il vostro no alla guerra e sì alla pace, testimoniando l’umanità che ci unisce e ci fa riconoscere fratelli, nel dono reciproco delle rispettive differenze culturali”.

La sicurezza basata sulla paura

"Cari fratelli e sorelle”, ha detto ancora Bergoglio, “la guerra è un inganno. La guerra sempre è una sconfitta, così come l’idea di una sicurezza internazionale basata sul deterrente della paura. E’ un altro inganno. Per garantire una pace duratura occorre tornare a riconoscersi nella comune umanità e a porre al centro della vita dei popoli la fraternità. Solo così riusciremo a sviluppare un modello di convivenza in grado di dare un futuro alla famiglia umana. La pace politica – ha detto il Papa argentino – ha bisogno della pace dei cuori, affinché le persone si incontrino nella fiducia che la vita vince sempre su ogni forma di morte”.

Scelta personale e vita sociale

Nell’incontro che ha ospitato al Quirinale a mezzogiorno, il Presidente della Repubblica ha salutato a sua volta i premi Nobel per la pace e gli altri partecipanti al meeting sottolineando che “il mondo ha bisogno di pace. E la pace è sempre il frutto anzitutto di una scelta personale, che si riversa nella vita sociale e si rinnova nel tempo”.

Beni comuni in contrapposizione

"La storia – ha detto Mattarella – insegna che la politica può arginare i conflitti, sostituendo alla coltivazione dell’odio la cooperazione, affermando il primato del diritto sulla forza. Per giungere finalmente a rendere concretamente vissuto il principio di fraternità, che è al centro dei vostri lavori. Per affermare che la salvaguardia dei diritti delle persone e delle comunità non trova applicazione soltanto all’interno di ciascuno Stato, ma si esprime e si realizza davvero se viene esteso e applicato ai rapporti fra i popoli. Perché il “bene comune” dei cittadini di uno Stato non può essere contrapposto al “bene comune” dei cittadini di un altro Stato. Perché, sempre più evidentemente, si manifesta che esiste un “bene” comune all’intera umanità. Ce lo ricordano, con durezza, le grandi sfide comuni che – ha detto il Capo dello Stato – si collocano di fronte all’umanità: dalla difesa del clima alle esigenze globali di salute; dai grandi fenomeni migratori, ai tanti aspetti dell’economia e dei nuovi strumenti che la scienza offre, che sono ben al di sopra dei confini tra Stati, e persino tra continenti”. La “vostra azione di prossimità – ha detto Mattarella – arricchisce quella degli organismi multilaterali, promuovendo l’incontro con l’altro perché, come spesso ripete Papa Francesco, nessuno si salva da solo”.

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