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Conte: “Per Bruxelles valutiamo dialogo coi Verdi”. E lancia incandidabilità in Ue per parlamentari ed esponenti di governo

(ansa)
Incontro alla stampa estera alla vigilia del voto degli iscritti sul programma per le Europee. Sull’alleanza futura pesa la posizione filo-Kiev degli ecologisti tedeschi. Attacco ai leader in lista: “Marketing ingannevole”
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ROMA – Giuseppe Conte parla per la prima volta nella nuova sede della stampa estera a Palazzo Grazioli. Lo fa alla vigilia del voto online degli iscritti sul programma elettorale del M5S per le Europee. L’ex premier coglie l’occasione per annunciare una proposta di legge che prevede l’incandidabilità per deputati, senatori ed esponenti di governo che intendono presentarsi per il voto in Ue senza prima essersi dimessi dalla carica che li impegna in Parlamento o nell’esecutivo. Nella migliore delle ipotesi se ne riparlerà al prossimo giro. Nel frattempo è un modo per opporsi alle candidature dei leader, sia di maggioranza che di opposizione. Un modo per incalzare Giorgia Meloni e Elly Schelin su una scelta - quella di correre da capolista per Strasburgo - considerata da Conte “un espediente ingannevole”.

ROMA – Giuseppe Conte parla per la prima volta nella nuova sede della stampa estera a Palazzo Grazioli. Lo fa alla vigilia del voto online degli iscritti sul programma elettorale del M5S per le Europee. L’ex premier coglie l’occasione per annunciare una proposta di legge che prevede l’incandidabilità per deputati, senatori ed esponenti di governo che intendono presentarsi per il voto in Ue senza prima essersi dimessi dalla carica che li impegna in Parlamento o nell’esecutivo. Nella migliore delle ipotesi se ne riparlerà al prossimo giro. Nel frattempo è un modo per opporsi alle candidature dei leader, sia di maggioranza che di opposizione. Un modo per incalzare Giorgia Meloni e Elly Schelin su una scelta - quella di correre da capolista per Strasburgo - considerata da Conte “un espediente ingannevole”.

Non solo: per l'ex premier è anche il day after degli attacchi al governo sulla separazione delle carriere, delle sferzate sulle inchieste che fanno tremare il centrodestra in Liguria. Come ieri, Conte usa parole forti per demolire tentativi di riforma della giustizia dell’esecutivo, il presunto tentativo di controllare la magistratura e, non ultima, la riforma sull’introduzione del premierato. Un disegno “autarchico”, secondo Conte, funzionale ad una "magistratura assoggettata" e "condizionata dal potere politico"

Elezioni europee

"Non mi lascio suggestionare dai sondaggi”, dice Conte, convinto che “il gruppo del M5S sarà decisivo per far avviare la prossima commissione”. Sulla collocazione degli eletti pentastellati nell'emiciclo di Strasburgo, l’ex premier non si sbilancia: “Stiamo valutando il modo migliore per far incidere le nostre proposte politiche”. “Con i Verdi c’è stata un'interlocuzione”, ma è lo stesso Conte poi ad ammettere che i negoziati da tempo si sono arenati a causa della ferma posizione filo-Kiev degli ecologisti tedeschi. “Valuteremo anche in futuro se quella sarà la collocazione migliore”. Ma di una cosa è certo: “Staremo nell'area progressista. Non c’è nessuna disponibilità da parte nostra a fare accordi con le destre conservatrici e reazionarie”.

Rapporto con il Pd

“Alcune battaglie le stiamo combattendo insieme”. Plaude, ad esempio, alla posizione dem sul salario minimo e alla lotta al lavoro precario, nonostante le divisioni in casa dem sul referendum proposto dalla Cgil contro il Jobs act. Ma ammonisce: “Il Pd è ancora per l'invio di armi ad oltranza”, dice prima di attaccare la scelta della segretaria (fatta anche da Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Carlo Calenda) di candidarsi come capolista per trainare i voti in favore del partito: “I sondaggisti lo hanno consigliato anche a me”. Secondo Conte, però, si stratta di “un espediente ingannevole” a scapito degli elettori. "Se portiamo marketing e inganno non stupiamoci se aumentano gli astensionisti", aggiunge. E annuncia: “Ho depositato una proposta di legge in materia di incandidabilità dai membri del Parlamento nazionale a quello europeo. Se verrà approvata, non potranno essere candidati coloro che ricoprono la carica di deputato, senatore e componente del governo alla data di convocazione dei comizi elettorali”.

Guerra ed Europa

“Il nostro è un europeismo critico”, che per l’ex premier significa in primis stop all’invio di armi a Kiev: “Il confronto bellico con la Russia non ci sta portando ad una via d’uscita”. E dunque vanno riaccesi “gli sforzi diplomatici". La difesa comune europea? “Assolutamente sì”, risponde. "Ma dobbiamo intenderci: chi oggi ne parla vuole un’Ue concentrata su un’economia di guerra”, che secondo il leader pentastellato finirebbe per frenare i progetti sociali e la transizione ecologica. Sulla proposta francese e inglese di non escludere l’invio di truppe sul territorio ucraino, l’ex premier è amareggiato: “Non la condivido”.

Superbonus

Si parla anche di Superbonus, argomento caldo a fronte delle divisioni della maggioranza sull'emendamento 'spalma crediti' presentato dal ministro Giancarlo Giorgetti e malvisto (eufemismo) da Forza Italia, Tajani in prima linea. Dice Conte: “Quella del governo contro il è una campagna mistificatoria” per nascondere - è la tesi - gli scarsi risultati economici. “Ci pentiamo di questa misura? Assolutamente no”.

Conte infatti rivendica i risultati del Superbonus e scarica sui governi precedenti la responsabilità sul monitoraggio, Mario Draghi incluso: "Vorrei ricordare che è stato concepito nel giugno 2020, il primo decreto attuativo è di ottobre e io sono andato via nel febbraio 2021”. Non contento, rilancia: “Serve un altro ecobonus", perché - dice - “la lotta ai combinati climatici si fa con la rigenerazione urbana”.

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