Meloni sulla vicenda Toti: “Aspettiamo le sue risposte”. Sulla Rai: “Su TeleMeloni la Meloni è ultima rispetto ai premier del passato”
di Matteo PucciarelliUna Giorgia Meloni decisamente loquace a Milano, e sicuramente l'ambiente familiare dell'evento del giornale amico La Verità aiuta: le domande di Maurizio Belpietro di sicuro non l'hanno spiazzata, su una specifica aveva anche il grafico pronto per raccontare la propria versione. Ma comunque, la presidente del Consiglio per intanto difende il faccia a faccia con Elly Schlein imbandito da Bruno Vespa il 22 maggio, "a qualcuno l'idea non piace, ma penso sia il sale della democrazia, in particolare in campagna elettorale: ci sono due idee di Europa che si confrontano, una socialista e una conservatrice, quindi sembra doveroso questo dibattito televisivo". E sullo sciopero in Rai sabotato dal piccolo sindacato di destra, Meloni tira fuori un grafico dell'osservatorio di Pavia: "Su TeleMeloni la Meloni è drammaticamente ultima rispetto ai premier del passato, non accetto queste accuse: nervosismo non c'è perché c'è TeleMeloni ma perché non c'è più TelePd".
Una Giorgia Meloni decisamente loquace a Milano, e sicuramente l'ambiente familiare dell'evento del giornale amico La Verità aiuta: le domande di Maurizio Belpietro di sicuro non l'hanno spiazzata, su una specifica aveva anche il grafico pronto per raccontare la propria versione. Ma comunque, la presidente del Consiglio per intanto difende il faccia a faccia con Elly Schlein imbandito da Bruno Vespa il 22 maggio, "a qualcuno l'idea non piace, ma penso sia il sale della democrazia, in particolare in campagna elettorale: ci sono due idee di Europa che si confrontano, una socialista e una conservatrice, quindi sembra doveroso questo dibattito televisivo". E sullo sciopero in Rai sabotato dal piccolo sindacato di destra, Meloni tira fuori un grafico dell'osservatorio di Pavia: "Su TeleMeloni la Meloni è drammaticamente ultima rispetto ai premier del passato, non accetto queste accuse: nervosismo non c'è perché c'è TeleMeloni ma perché non c'è più TelePd".
Quindi nessuna censura, nessuna manganellata gratuita agli studenti ("ci sono professionisti della manifestazioni che vogliono provocare lo scontro"), nessun pericolo autoritario con il premierato, solo tanto vittimismo: "Io all'opposizione sono stata per molto tempo e mi ricordo come andavano le cose: la percentuale di FdI veniva artatamente alzata con l'edizione di mezzanotte e delle 6 del mattino, siamo stati l'unica opposizione che fu esclusa dal Cda. Siccome l'ho vissuto non potrei farlo. Io non no bisogno di mettere a tacere altri, chi lo fa lo fa perché non ha niente da dire. Il censore è la sinistra".
La presidente del Consiglio dice di essere una donna 'che viene dal popolo', da qui quel ‘Giorgia’ proposto nella scheda elettorale: "Il mio obiettivo è confermare il consenso che mi ha eletto nel 2022. Non sto al governo per me stessa, lo faccio per i cittadini italiani, non sono ripagata dalla vanità". Insomma, se un giorno "il popolo" boccerà Meloni, si farà da parte. Questo il concetto. Giusto per non cadere nell'errore di Matteo Renzi, la leader di FdI specifica che se ci sarà un voto sul referendum non sarà su di lei: "Lo facciamo per rendere più stabile il sistema, non riguarderà questa legislatura".
Poi a domanda del direttore della Verità, giornale di battaglia sul tema, ricorda anche il periodo Covid e la questione vaccini: "Non vaccinai mia figlia perché non c'erano certezze scientifiche. Sono stata messa alla berlina, additata come no vax, per aver chiesto evidenze scientifiche sulla vaccinazione di massa dei bambini molto piccoli. La scienza non è religione, la differenza tra Dio e la scienza è che Dio non ti deve dare risposte, la scienza sì. Questa materia al tempo è stata trattata al tempo della religione: ti devi fidare, non devi chiedere perché".
Sul caso Liguria, "Toti ha detto che avrebbe letto le carte e avrebbe dato le risposte. Aspettare quelle risposte e valutare penso sia il minimo indispensabile per un uomo che ha governato molto bene quella Regione". Perlomeno stavolta la premier non ha chiesto le 100 ore di girato per farsi un'idea. Uno dei più grandi business mondiali, dice poi Meloni, è "il traffico di esseri umani", un'emergenza che il mondo conosce grazie proprio al suo governo, dice lei. Non la droga, non i capitali off-shore che tolgono agli Stati le risorse, no: "Serve un'alleanza globale contro la rete di trafficanti". Gli stessi che aveva promesso di andare a cercare su tutto 'il globo terracqueo'. Belpietro annuisce, l'intervista è riuscita, per Meloni soprattutto.
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