✕

Ponte sullo Stretto, gli affari dei costruttori imbarazzano Salvini. Le opposizioni: “Riferisca in parlamento”

Un rendering del Ponte sullo Stretto

 
Dopo l’inchiesta di Repubblica i parlamentari di Pd, M5S e Avs chiedono chiarezza. L’ad Ciucci: gli atti sul rapporto tra Sdm e contraente generale ancora non esistono. Ma lo Stato ha già impegnato 14 miliardi
2 minuti di lettura

ROMA — Una richiesta unanime dell’opposizione a Matteo Salvini, ministro Infrastrutture: «Riferisca in aula sui conflitti di interesse, gli appalti e i contratti del Ponte sullo Stretto». Dopo l’inchiesta di Repubblica su chi sta già guadagnando dal decreto che ha rimesso in piedi al vecchia gara e i privati che l’avevo vinta, Pd, 5 stelle e Alleanza verdi e sinistra chiedono al ministro di riferire in Parlamento. Le società che fanno parte del consorzio Eurolink, da Webuild alla spagnola Sacyr construccion e la giapponese Ihi corporation, hanno visto crescere il valore delle loro azioni dal 15 al 30 per cento da quando è stato varato il decreto Ponte. Nella compagine Eurolink sono entrati nuovi volti dell’imprenditoria, come Valter Mainetti, editore del Foglio.

Il Ponte che non c'è: la vita sullo Stretto di Messina all'ombra della grande opera (mai realizzata)

Nella documentazione presentata sull’aggiornamento del vecchio progetto al Co…

ROMA — Una richiesta unanime dell’opposizione a Matteo Salvini, ministro Infrastrutture: «Riferisca in aula sui conflitti di interesse, gli appalti e i contratti del Ponte sullo Stretto». Dopo l’inchiesta di Repubblica su chi sta già guadagnando dal decreto che ha rimesso in piedi al vecchia gara e i privati che l’avevo vinta, Pd, 5 stelle e Alleanza verdi e sinistra chiedono al ministro di riferire in Parlamento. Le società che fanno parte del consorzio Eurolink, da Webuild alla spagnola Sacyr construccion e la giapponese Ihi corporation, hanno visto crescere il valore delle loro azioni dal 15 al 30 per cento da quando è stato varato il decreto Ponte. Nella compagine Eurolink sono entrati nuovi volti dell’imprenditoria, come Valter Mainetti, editore del Foglio.

Il Ponte che non c'è: la vita sullo Stretto di Messina all'ombra della grande opera (mai realizzata)

Nella documentazione presentata sull’aggiornamento del vecchio progetto al Comitato tecnico scientifico nominato dalla Stretto di Messina (Sdm), guidato dal professore Alberto Prestininzi, e alla commissione del ministero Ambiente, compaiono poi le sigle di due società di progettazione: la Rocksoil fondata dall’ex ministro Pietro Lunardi e oggi di proprietà del figlio, e la Proger spa amministrata da Marco Lombardi e che nel cda vede anche Chicco Testa, Patrizia Ravaioli del Formez e l’imprenditore Andrea Mascetti. Non si sa nulla sui rapporti contrattuali tra Eurolink e le società di progettazione, ma nemmeno tra il consorzio e la Sdm. Gli atti sono riservati, come è stato risposto al deputato di Avs Angelo Bonelli: «La documentazione riguardante il rapporto tra Sdm e il contraente generale — ha detto ieri Pietro Ciucci, ad della Sdm — e l’atto aggiuntivo alla concessione, sono in corso di definizione quindi al momento non esistono». Ma allora perché se non ci sono atti chiari lo Stato intanto ha impegnato 14 miliardi in bilancio? E come sono stati scelti i subappaltatori sulla progettazione?

Di certo c’è che Lunardi, come ricostruito da Report, ha tenuto incontri informali con Salvini prima del varo del decreto e ha definito Prestininzi «un amico di famiglia». «Il Ponte è un buco nero per le casse dello Stato tra conflitti di interesse e affari opachi per gli amici — attacca il deputato del Pd Giuseppe Provenzano — Salvini deve chiarire subito in Parlamento su quanto scritto da Repubblica». Anche il Movimento 5 stelle attraverso i parlamentari delle commissioni Infrastrutture e trasporti chiede un intervento della premier Giorgia Meloni: «Nelle ultime ore sta venendo a galla come sia già attivissima un’ignobile mangiatoia attorno all’operazione — dicono in una nota — opacità di ogni tipo, conflitti di interesse, società che in Borsa fanno affari prima ancora che le ruspe siano entrate in azione: il ministro Salvini ha il dovere di venirci a spiegare cosa sta accadendo, ma riteniamo opportuno che si esprima anche Meloni». Bonelli di Avs, che ha già presentato un esposto che ha fatto aprire un fascicolo sul Ponte in procura a Roma, chiede l’intervento della procura Europea: «Invierò l’esposto anche alla procura Europea perché 2,3 miliardi di euro provengono dal Fondo di sviluppo e coesione».

Leggi i commenti