Elio Vito, da pretoriano di Berlusconi a Ilaria Salis. Una vita da troll della politica
di Stefano BaldoliniElio Vito, l’ex “murena” berlusconiana, pasdaran forzista per 28 anni, sosterrà Ilaria Salis alle prossime Europee. Lo confessa al Manifesto un po’ obtorto collo – “volevo annunciarlo più avanti, per il timore fosse controproducente” – culminando a suo modo la sua parabola verso sinistra iniziata nell’estate del 2022, quando si dimise da deputato in contrasto con Forza Italia sul decreto Zan, sulle ambiguità con Putin e su un apparentamento di troppo con Forza Nuova in quel di Lucca.
L’ex capogruppo forzista a Montecitorio ed ex ministro, uno che si è definito “più berlusconiano di Berlusconi”, che in nome del capo è diventato celebre nella campagna del 2001 contro il candidato premier Rutelli per i suoi sabotaggi tv , sceglie dunque Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Anche se voterà al Centro e l’attivista detenuta nelle carceri orbaniane è candidata nel Nord Ovest, Vito aiuterà la lista rossoverde a raggiungere il quorum nazionale del 4%.
Elio Vito, l’ex “murena” berlusconiana, pasdaran forzista per 28 anni, sosterrà Ilaria Salis alle prossime Europee. Lo confessa al Manifesto un po’ obtorto collo – “volevo annunciarlo più avanti, per il timore fosse controproducente” – culminando a suo modo la sua parabola verso sinistra iniziata nell’estate del 2022, quando si dimise da deputato in contrasto con Forza Italia sul decreto Zan, sulle ambiguità con Putin e su un apparentamento di troppo con Forza Nuova in quel di Lucca.
L’ex capogruppo forzista a Montecitorio ed ex ministro, uno che si è definito “più berlusconiano di Berlusconi”, che in nome del capo è diventato celebre nella campagna del 2001 contro il candidato premier Rutelli per i suoi sabotaggi tv , sceglie dunque Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Anche se voterà al Centro e l’attivista detenuta nelle carceri orbaniane è candidata nel Nord Ovest, Vito aiuterà la lista rossoverde a raggiungere il quorum nazionale del 4%.
"Una battaglia radicale”, la considera Vito. Un ritorno alle origini, visto che è grazie a Marco Pannella che il figlio di un negoziante di ferramenta di Fuorigrotta si innamora della politica ed entra in Parlamento per la prima volta, nel 1992 con appena 576 voti, di qui l’appellativo non affettuoso di “miracolato”.
Proprio al primo congresso napoletano dei radicali, nel 1975, ha aspettato invano Pier Paolo Pasolini, ucciso violentemente pochi giorni prima. Quel Pasolini non a caso che Vito ama citare: “Siate irriconoscibili”. Un messaggio tradotto nella recente second life sui social di Vito. “Mi piace trollare”, ha confessato più di una volta l’ex forzista che su Twitter bloccò il suo coordinatore Tajani e Gasparri.
Chissà se sia stato più troll allora, come pretoriano di Arcore e difensore delle radici giudaico cristiane dell’Europa, o oggi, paladino delle lotte lgbtqi+ e in difesa della Costituzione con Liliana Segre e della libertà di informazione e di Serena Bortone. Dalla difesa dei diritti civili dei marò, a quelli di Ilaria Salis.