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Matteo Salvini rende omaggio alla “papessa” Francesca Chaouqui: la strana coppia unita da Trump e Putin

(ansa)
Il leader della Lega ha presentato il libro dedicato a Maria Giovanna Maglie. Il Congresso delle famiglie nel 2019, il viaggio in Polonia con la contestazione della t-shirt, la consulenza di Capuano. Passano gli anni ma la sintonia rimane, come i riferimenti a Mosca
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Galeotta fu l’internazionale sovranista. Erano tutti e due a Verona a marzo del 2019 al congresso mondiale delle famiglie, punto di congiunzione tra la destra cristiana trumpiana e l’oscurantismo putinista in salsa ortodossa. Lui all’epoca era all’apice della sua parabola, vicepremier e ministro dell’Interno del governo giallo-verde, ben lontano dalle ambasce in cui si trova ora al vaglio delle elezioni europee; lei era reduce da una rapida ascesa e una altrettanto rapida caduta Oltretevere: nominata dal Papa nella commissione di revisione delle finanze vaticane nel 2013, fu condannata nel 2016 – con sospensione della pena – per concorso nel reato di divulgazione di notizie e documenti riservati della Santa Sede, i cosiddetti “vatileaks”. A Verona Matteo Salvini e Francesca Immacolata Chaouqui si incontrarono e da allora non si sono più persi di vista, tanto che ieri il leader della Lega ha presentato a Roma il libro “E se avessi ragione tu?” (Piemme) che la pr ha dedicato a Maria Gio…

Galeotta fu l’internazionale sovranista. Erano tutti e due a Verona a marzo del 2019 al congresso mondiale delle famiglie, punto di congiunzione tra la destra cristiana trumpiana e l’oscurantismo putinista in salsa ortodossa. Lui all’epoca era all’apice della sua parabola, vicepremier e ministro dell’Interno del governo giallo-verde, ben lontano dalle ambasce in cui si trova ora al vaglio delle elezioni europee; lei era reduce da una rapida ascesa e una altrettanto rapida caduta Oltretevere: nominata dal Papa nella commissione di revisione delle finanze vaticane nel 2013, fu condannata nel 2016 – con sospensione della pena – per concorso nel reato di divulgazione di notizie e documenti riservati della Santa Sede, i cosiddetti “vatileaks”. A Verona Matteo Salvini e Francesca Immacolata Chaouqui si incontrarono e da allora non si sono più persi di vista, tanto che ieri il leader della Lega ha presentato a Roma il libro “E se avessi ragione tu?” (Piemme) che la pr ha dedicato a Maria Giovanna Maglie.

L’incontro delle famiglie di Verona

Alla kermesse pro life di Verona, quattro anni fa a Verona, tra gadget di feti di gomma e proclami contro le unioni gay, Francesca Chaouqui arrivò proprio al seguito della giornalista defunta l’anno scorso. Maglie si scagliò contro il politicamente corretto, l’aborto, “l’omosessualismo”. Salvini giocò la carta della moderazione istituzionale, ma con la giornalista sviluppò nel corso degli anni una affettuosa consuetudine. A quell’edizione del World Congress of Families parteciparono anche Giorgia Meloni, Lorenzo Fontana, Alfredo Mantovano, e poi personaggi come Simone Pillon, l’allora presidente ungherese Katalin Novak, dimessasi di recente per l’insabbiamento di un brutto caso di pedofilia, o la principessa Gloria di Thurn un Taxis, confidente di monsignor Georg Gaenswein e ultimamente in odore di simpatie con l’ultradestra tedesca. Fucina delle politiche di promozione della famiglia tradizionale, rigorosamente anti-gay e anti-aborto, il congresso era stato inventato a metà anni Novanta da un’inedita alleanza tra la christian right statunitense, nella persona dell’attivista Allan Carlson, presente a Verona, e dall’ultradestra ortodossa che ruota attorno al Cremlino, rappresentata nella città scaligera dall’arciprete Dmitri Smirnov (ma sono stati sulla cresta dell’onda, per anni, anche tre uomini d’affari, Konstantin Malofeev, Vladimir Yakunin e Alexey Komov). E la traiettoria del duo Salvini-Chaouqui ha proceduto negli anni sul solco di quell’imprinting.

I trascorsi vaticani

Sono passati gli anni, è cambiato il contesto, gli stessi personaggi sono evoluti. Francesca Immacolata Chaouqui, oggi consulente di Fedez con la sua società di comunicazione, riappare periodicamente nella bolla vaticana. È stata ascoltata al processo per il palazzo di Londra per difendersi dall’accusa di essere l’ispiratrice di monsignor Alberto Perlasca, il grande accusatore del cardinale Angelo Becciu (uno dei bersagli preferiti della “papessa”, come ama essere chiamata, come pure lo è stato lo storico avversario del cardinale sardo, il cardinale australiano George Pell, oggi defunto); ha esultato per la condanna in primo grado dell’ex Sostituto agli affari generali; ed è stata tirata in ballo negli ultimi giorni per gli screenshot di un suo scambio con monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, il principale condannato dell’affaire vatileaks, in merito all’inesauribile vicenda di Emanuela Orlandi.

Gli anni e i rapporti

Un uso disinibito dei social, una presenza pubblica che spazia dall’umanitario al lobbismo alla consulenza geopolitica, una confidenza rivendicata con Ettore Gotti Tedeschi, membro dell’Opus Dei ed ex presidente dello Ior (nonché autore, insieme a Lorenzo Fontana, di un libro del 2018 intitolato “La culla vuota della società”, prefazione, manco a dirlo, di Matteo Salvini), un ampio ventaglio di contatti (quando era ancora in funzione in Vaticano tentò, senza successo, di portare i genitori di Matteo Renzi, allora premier, dal Papa, oggi oltre che “Matteo” Salvini tifa apertamente per “Giorgia” Meloni) ha recuperato un rapporto con Francesco, che (tra le proteste di Becciu) l’anno scorso le ha concesso un baciamano. Salvini, da parte sua, è passato dal Governo all’opposizione, con tappa al Papeete, poi di nuovo al Governo, e ora, in fase vannacciana, combatte per restare alla guida della Lega anche dopo le Europee. Da ministro dell’Interno non riuscì a incontrare papa Bergoglio, ma nel corso degli anni il suo pacifismo gli ha aperto qualche porta Oltretevere. Sono passati gli anni, ma la strana coppia Salvini-Chaoqui ha continuato a funzionare.

Il viaggio in Polonia e Capuano

Fu lei a organizzare l’accidentato viaggio del leader della Lega in Polonia, nel 2022, quando il sindaco di Przemysl, una cittadina al confine con l’Ucraina, tirò fuori a sorpresa, davanti alle telecamere, una t-shirt con il volto di Putin che Salvini aveva orgogliosamente mostrato in una foto sulla Piazza Rossa per contestare le sue posizioni filorusse. “Un brutto scherzo”, scrive oggi la lobbista, “da parte di chi voleva colpire la Lega e Salvini, non comprendendo il suo reale interesse verso il dramma dei rifugiati ucraini”. Dissero che era stata sempre Chaouqui a presentare a Salvini Antonio Capuano, il consulente che, nello stesso 2022, aiutò il leader del Carroccio ad organizzare un viaggio a Mosca. Lei smentì, minimizzò: “L'ho visto un paio di volte mentre faceva anticamera negli uffici della Lega”. Di nuovo la Russia, sempre quel filo sottile che lega la grande famiglia sovranista internazionale.

La Russia e il “buon Dio”

Un riferimento che torna anche nel corso della presentazione del libro dedicato a Maria Giovanna Maglie. Nel corso della serata, interpellati da Francesco Storace, Salvini la ricorda come una “battitrice libera”, simile a Oriana Fallaci. Chaouqui sottolinea che “di Giorgia le piaceva il carattere la tenacia” ma “Matteo per lei era l’amico prediletto”. Tutti e due, quasi irresistibilmente, finiscono per parlare di Russia. Per lei le posizioni della Maglie erano analoghe a quelle di papa Francesco, “ricordate quando è andato all’ambasciata russa?”. Lui evoca addirittura il Creatore, quello “tra Russia e Ucraina”, dice, è “un conflitto che spero che il buon Dio stia portando a scemare”. Non diminuisce, col passare degli anni, l’intesa perfetta della strana coppia.

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