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La provocazione del leghista Borghi: “Via la bandiera dell’Europa dagli edifici pubblici”. È polemica, critiche anche da Forza Italia

Il senatore della Lega, Claudio Borghi (ansa)
Il senatore spiega sui social: “Togliere l'obbligo di esporla”. Le reazioni, dal Pd al M5S, da Iv a Avs: “Proposta anti europeista e retrograda”. Compresi i forzisti: “Per che cosa si sono candidati?”
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"Consegnata agli uffici la pdl per l'abrogazione della legge che ha introdotto l'obbligo di esposizione della bandiera dell'Unione europea fuori e dentro gli edifici pubblici. La bandiera italiana è una sola: il tricolore, affiancata quando possibile dalla bandiera della regione". Lo scrive su X il senatore leghista Claudio Borghi. Una “proposta antieuropeista", “retrograda”, per Pd, M5S, Avs fino a Forza Italia. Che chiede: “Per che cosa si sono candidati?”.

Borghi replica alle critiche: “Vedo che già cominciano i travisamenti della mia proposta di legge. Non è intesa a proibire l'uso della bandiera Ue. Non è nelle mie corde il vietare niente a nessuno. La legge si propone semplicemente di togliere l'obbligo di esporla attualmente in vigore. Forse non tutti sanno che l'ufficializzazione di quella bandiera è stata rifiutata anche dal trattato di Lisbona. Solo noi abbiamo l'obbligo dal '98".

Il senatore leghista su X continua a pubblicare foto del Parlamento austriaco, portoghese, senza la bandiera Ue. E risponde a tutte le critiche ricevute. Il sindaco uscente di Firenze e candidato alle Europee per il Pd Dario Nardella scrive: "Borghi della Lega vuole togliere la bandiera europea dagli edifici pubblici. Non mi sorprende, sono gli stessi che volevano uscire dall'euro. Se gli fa così schifo l'Europa, dica di rinunciare ai 200 miliardi del Pnrr per imprese e famiglie e vediamo che ne pensano gli italiani". Usa l’ironia Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera: “Mi sembra un passo avanti. Salvini non si riconosceva neanche nel tricolore. Mi aspetto presto una proposta per le bandiere delle contrade, dei sestrieri e dei rioni. Da Ventotene al cortile di casa. Viva l'Europa".

Per il capogruppo del M5S al Senato, Stefano Patuanelli, “queste sono le priorità della Lega. È la cifra esatta della qualità della loro proposta legislativa: non i mutui, il rincaro dei generi alimentari, l'inflazione che continua comunque a correre soprattutto i beni primari, non la crescita inesistente e l'industria che continua a crollare mese dopo mese ma la bandiera dell'Europa fuori dai palazzi, queste sono le priorità della Lega...". Osservazione simile quella fatta da Riccardo Magi, segretario di +Europa: “Ecco, la priorità della Lega, seconda forza di maggioranza del governo Meloni, è togliere la bandiera dell'Europa dagli edifici pubblici. La genialata non poteva che essere del ‘No Euro’ Claudio Borghi. Peccato che non proponga di togliere anche i fondi europei per finanziare il ponte sullo Stretto voluto da Salvini. Questa è la vera ipocrisia degli euroscettici: fanno gli anti europei con i soldi dell'Europa. Noi proponiamo di togliere direttamente la Lega dagli uffici pubblici".

Non solo le opposizioni. A criticare la proposta del leghista c’è anche Forza Italia: “Dimostra quale considerazione ci sia nei confronti dell'Europa – commenta il capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo Fulvio Martusciello – Se continuano così non toccheranno palla nel prossimo Parlamento, e viene da chiedersi per che cosa si sono candidati".

E la senatrice dell'Alleanza Verdi e Sinistra, Aurora Floridia, attacca: “La Lega è sempre uguale a se stessa, antieuropeista nell'animo. La proposta di legge del senatore Borghi è ridicola, oltre che retrograda, contraria al progresso politico e sociale del futuro. È assurdo che al giorno d'oggi ci sia ancora chi pensa alla bandiera Europea come qualcosa di divisivo, anziché di unificante. Mi auguro che elettrici e elettori ci pensino bene prima di scegliere un partito che tutto a cuore, tranne che l'Europa". Secondo il vicesegretario di Azione Ettore Rosato: “Hanno proprio perso la testa. La deriva che la Lega sta assumendo vuole solo trasformare l'Europa in un nemico, disgregare quello che decenni di fatiche di tanti hanno costruito. È la linea di Putin insomma. È meglio che al Parlamento Europeo non ci vada". E Luigi Marattin, deputato di Italia viva, aggiunge: “Speriamo che prima o poi siano gli italiani, con il loro libero voto, a togliere Claudio Borghi dagli edifici pubblici".

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