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Criticò Valditara per i silenzi sulle minacce neonaziste, provvedimento disciplinare contro il docente Christian Raimo

Christian Raimo (ansa)
Si contesta di aver violato il codice etico. L’insegnante e scrittore, ora candidato alle Europee con Avs, ribatte: “Ritorsione preoccupante e grottesca”
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Un provvedimento disciplinare da parte del Ministero dell'Istruzione e dell’ufficio scolastico regionale, indirizzato a Christian Raimo, insegnante, scrittore e adesso candidato alle Europee con Alleanza verdi sinistra. Il motivo? Aver violato il "codice etico" con un post social nel quale lamentava il silenzio del ministro Giuseppe Valditara verso gli striscioni di minaccia dei neofascisti verso lo stesso Raimo. Una condotta che "costituisce di per sé illecito disciplinare, tenuto conto degli obblighi sopra richiamati; nello specifico, emergono atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione”, si legge nella lettera recapitata a Raimo. L'articolo 10 del codice recita così: "Nei rapporti privati, comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona la posizione che ricopre nell'amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino e non assume nessun altro …

Un provvedimento disciplinare da parte del Ministero dell'Istruzione e dell’ufficio scolastico regionale, indirizzato a Christian Raimo, insegnante, scrittore e adesso candidato alle Europee con Alleanza verdi sinistra. Il motivo? Aver violato il "codice etico" con un post social nel quale lamentava il silenzio del ministro Giuseppe Valditara verso gli striscioni di minaccia dei neofascisti verso lo stesso Raimo. Una condotta che "costituisce di per sé illecito disciplinare, tenuto conto degli obblighi sopra richiamati; nello specifico, emergono atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione”, si legge nella lettera recapitata a Raimo. L'articolo 10 del codice recita così: "Nei rapporti privati, comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona la posizione che ricopre nell'amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino e non assume nessun altro comportamento che possa nuocere all'immagine dell'amministrazione".

"Un ministro - scriveva Raimo nel post incriminato pubblicato su Facebook il 6 aprile scorso - dovrebbe difendere tout-court un docente minacciato da gruppi neonazisti invece di avviare un approfondimento interno, e invece finisce proprio per accodarsi agli striscioni intimidatori, e lasciare che gli uffici scolastici regionali vengano usati in modo esattamente contrario alla loro funzione; non prendere parola invece quando davvero la violenza fisica viene esercitata sulla comunità scolastica, come è accaduto a Pisa poco più di un mese fa". La riflessione dello scrittore si concludeva con l'invito a un incontro alla manifestazione del 25 aprile a Milano, così "magari discuteremo dal vivo, da educatori, anche lui insegna e sa sicuramente riconoscere le virtù dell'elenchos socratico."

E invece eccoci qui, alla punizione forse in arrivo. Con Raimo che ha trovato subito la consulenza sindacale della Slc Cgil in sua difesa. "Trovo preoccupante, grottesco e farsesco questo modo di fare ritorsioni da parte dell'Ufficio scolastico e del ministero - spiega Raimo parlando con Repubblica - non parliamo di fascismo ma illiberalismo e anti-democrazia. Sono contento che esistano i sindacati in Italia, questa non è una battaglia personale ma professionale e per il lavoro democratico. Forse non si è capita che in questo post fascismo squinternato oggi al potere c'è un attacco mirato al sindacato democratico, se ci andassimo a leggere in filigrana molti di questi provvedimenti degli ultimi mesi, querele, sanzioni, censure, diffamazioni, aggressioni, vedremo il filo rosso non solo degli attacchi squadristi ma soprattutto i riferimenti al sindacato giallo, corporativo e padronale degli anni '70".

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