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Ilaria Salis uscirà dal carcere: “Domiciliari in Ungheria si è comportata bene”

Ilaria Salis in tribunale a Budapest con il suo avvocato Eugenio Losco

 (reuters)
Per la liberazione il tribunale ha chiesto 40mila euro, l’attivista manterrà il braccialetto elettronico. Avs: bene la candidatura. Schlein: “Il governo si adoperi per il rientro in Italia”. I legali: “È entusiasta”
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Roma — «Ilaria Salis ha un indirizzo e persino un lavoro a Budapest. Si è detta pronta a pagare la cauzione. E, rispetto al passato, ha oggi un comportamento rispettoso della legge. Per questo il suo ricorso è fondato. Sono concessi gli arresti domiciliari». Con sei pagine di provvedimento il tribunale del Riesame di Budapest tira fuori dal carcere l’insegnante italiana, in cella da più di un anno con l’accusa di aver aggredito, l’11 febbraio del 2023, due neonazisti. Lo fa con assoluta sorpresa, accogliendo il ricorso che gli avvocati della Salis avevano presentato più per forma che per sostanza e non certo perché non credevano alla bontà della richiesta. Ma perché fino a questo momento i magistrati ungheresi si erano comportati in maniera molto chiara: nell’udienza del 27 marzo il giudice Josefz Sos aveva rigettato la richiesta senza nemmeno fingere di chiudersi in camera di consiglio, leggendo direttamente un piccolo dispositivo. Cosa è cambiato allora? «Ilaria si è candidata e l’U…

Roma — «Ilaria Salis ha un indirizzo e persino un lavoro a Budapest. Si è detta pronta a pagare la cauzione. E, rispetto al passato, ha oggi un comportamento rispettoso della legge. Per questo il suo ricorso è fondato. Sono concessi gli arresti domiciliari». Con sei pagine di provvedimento il tribunale del Riesame di Budapest tira fuori dal carcere l’insegnante italiana, in cella da più di un anno con l’accusa di aver aggredito, l’11 febbraio del 2023, due neonazisti. Lo fa con assoluta sorpresa, accogliendo il ricorso che gli avvocati della Salis avevano presentato più per forma che per sostanza e non certo perché non credevano alla bontà della richiesta. Ma perché fino a questo momento i magistrati ungheresi si erano comportati in maniera molto chiara: nell’udienza del 27 marzo il giudice Josefz Sos aveva rigettato la richiesta senza nemmeno fingere di chiudersi in camera di consiglio, leggendo direttamente un piccolo dispositivo. Cosa è cambiato allora? «Ilaria si è candidata e l’Ungheria ha capito che rischiava di diventare un problema troppo grande con l’Unione europea» dice a Repubblica una fonte italiana che in questi mesi ha seguito il dossier Salis.

Ilaria Salis, l’ostaggio

I tempi, certo, sono davvero bizzarri. E sembrano confermare quanto la famiglia Salis denuncia sin dal principio di questa storia: e cioè che ogni scelta della giustizia ungherese è stata dettata sempre e soltanto dalla politica. In ogni caso: i giudici del collegio nel provvedimento hanno ritenuto «sufficienti» le misure proposte dai legali della Salis. E cioè il braccialetto elettronico per evitare la fuga. Il pagamento della cauzione, 16 milioni di fiorini (poco più di 40mila euro). E il domicilio nella capitale ungherese, dove potrà anche lavorare a distanza. Certo, manca un passaggio nel frattempo arrivato: e cioè che dai domiciliari è possibile che la Salis possa svolgere anche la sua campagna elettorale, non avendo tra l’altro divieti di comunicare con l’esterno.

Il resto non cambia: se eletta, dovrà essere scarcerata. E potrà liberamente muoversi in Europa. Se infatti dovesse diventare europarlamentare, per tornare in Ungheria agli arresti il governo di Budapest dovrebbe chiedere e ottenere, con il voto della maggioranza dei deputati, l’autorizzazione a procedere. A variare, in realtà, come ricorda l’avvocato di Ilaria, Eugenio Losco, è quanto vale un giorno di carcere. «Siamo molto soddisfatti, questo è evidente. Finalmente finisce questo incubo per Ilaria ma la sua battaglia continua» ha spiegato, insieme con il collega Mauro Straini. «Ma non bisogna dimenticare che secondo la legge ungherese un giorno ai domiciliari equivale a un quinto di uno scontato in cella e quindi, in caso di condanna, questo periodo di detenzione fuori dal carcere avrà un peso minore». E la Salis rischia 24 anni di carcere.

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«È una splendida notizia: siamo sempre più felici della nostra scelta», hanno commentato Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, leader di Avs che hanno candidato Salis alle Europee come capolista nel Nord ovest. «È un primo passo, ora il Governo si impegni per farla rientrare in Italia» dice la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Salis è ancora in cella e probabilmente resterà lì anche nelle prossime ore. Dall’Italia deve infatti arrivare il bonifico della cauzione. Deve essere messo a disposizione il braccialetto elettronico e soltanto a quel punto l’insegnante italiana potrà raggiungere la casa che i suoi genitori hanno affittato. Indirizzo top secret perché tra i rischi ci sono possibili rappresaglie neonaziste: per le strade della città è apparso un murales nelle scorse settimane con Ilaria impiccata. I legali e gli amici della ragazza sono stati filmati e minacciati all’ingresso in tribunale nella scorsa udienza.

A proposito: per la prossima, già fissata per il 23 maggio, la Salis tornerà in tribunale. Dovranno essere ascoltati due testimoni e Zoltán Tóth, vittima dell’aggressione subita da un gruppo di antifascisti di cui, secondo l’accusa, faceva parte anche Ilaria. Che potrà restare seduta sul banco degli imputati senza catene e guinzagli. Finalmente.

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