Salta il duello Meloni Schlein in tv. Rai: non c’è la maggioranza chiesta dall’Agcom
di Stefano BaldoliniSalta il confronto tv tra Giorgia Meloni e Elly Schlein, previsto per il prossimo 23 maggio a Porta a Porta, e quello tra tutti i leader di partito in vista delle Europee. Lo comunica la Rai che, in una nota, fa sapere che "soltanto quattro delle otto liste rappresentate in Parlamento hanno accettato l'invito di Rai a un confronto a due tra leader sulla base della forza rappresentativa”.
Non è stata raggiunta dunque la maggioranza di 5 liste su 8, la richiesta dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni perché il format dei duelli che Bruno Vespa fosse permesso sulla tv pubblica. Era bastato un rapido giro di telefonate per verificare che la notte non avesse cambiato il parere delle forze politiche già contrarie ai faccia a faccia.
A parti…
Salta il confronto tv tra Giorgia Meloni e Elly Schlein, previsto per il prossimo 23 maggio a Porta a Porta, e quello tra tutti i leader di partito in vista delle Europee. Lo comunica la Rai che, in una nota, fa sapere che "soltanto quattro delle otto liste rappresentate in Parlamento hanno accettato l'invito di Rai a un confronto a due tra leader sulla base della forza rappresentativa”.
Non è stata raggiunta dunque la maggioranza di 5 liste su 8, la richiesta dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni perché il format dei duelli che Bruno Vespa fosse permesso sulla tv pubblica. Era bastato un rapido giro di telefonate per verificare che la notte non avesse cambiato il parere delle forze politiche già contrarie ai faccia a faccia.
A partire da Forza Italia. "Noi restiamo contrari ai duelli come detto più volte dal nostro leader Antonio Tajani – fa sapere Maurizio Gasparri –, visto che siamo in un regime elettorale proporzionale io sarei favorevole a un confronto all’americana”. Di “asse tra Meloni e il Pd che non ha retto”, parla il M5S che rilancia sulla Rai il confronto tra più leader sulla falsariga di quello proposto da Enrico Mentana su LA7.
Il duello “non si può fare” aveva commentato a caldo Carlo Calenda di Azione, “non ci sono neanche le coalizioni. Non c'è la leader del centrosinistra e la leader del centrodestra”, aveva aggiunto. “Se costruisci un evento come la sfida finale, in un contesto proporzionale e non maggioritario, crei una rappresentazione falsata della realtà a danno dell’elettore”, dice Riccardo Magi di Stati Uniti d’Europa, “se poi ci aggiungi che né Meloni né Schlein sarebbero andati a Strasburgo...”. “Meglio dunque le vecchie sane tribune elettorali, dove i candidati possono rispondere contemporaneamente alla stessa domanda”. In quanto alle regole d’ingaggio, “se le liste sono troppe, le dividi per sorteggio e non per sondaggio”, conclude Magi che fa riferimento al criterio invece annunciato da Mentana.
Soddisfazione per la chiusura al format del duello emerge da Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi Sinistra, che ricorda di aver sempre rifiutato lo schema a due, preferendo “il sorteggio tra le liste o le interviste singole”.
Cosa succederà ora?
Nella stessa nota Viale Mazzini fa sapere che “il servizio pubblico continuerà a garantire, come ha sempre fatto, il rispetto della par condicio nei notiziari e nei programmi di approfondimento con l'equilibrio e la correttezza riconosciuti dalla stessa Agcom".
Di certo la palla torna nel campo di Pd e FdI che dovranno decidere se aprire al confronto all’americana sulla Rai o ad altri modelli, e con che criteri.
“Prendiamo atto che c'è chi preferisce rinunciare a un confronto in prima serata, pur di negarlo alle due donne che guidano i primi due partiti d'Italia”, la reazione dal Nazareno che aggiunge: “Sarebbe stato un momento di chiarezza per il Paese”. Mentre la segretaria dem Schlein non esclude l’ipotesi La7: “Sempre disponibile al confronto”.
Dai rispettivi quartier generali comunque per ora si prende tempo per capire come procedere. E Sky Tg24 propone di ospitare confronto tra tutti i leader. Il direttore della testata tv, Giuseppe De Bellis, lancia la proposta che il confronto possa tenersi il 27 maggio, in diretta, nell'ambito dell'evento Live in Milano.
Intanto il leader 5S Giuseppe Conte provoca la premier: “Cara Giorgia che farai adesso? – scrive sui social – Ti tirerai indietro rispetto a un confronto con il sottoscritto e gli altri leader? Dai, vieni da Mentana".
Da registrare infine l’amarezza di Vespa che chiede di rivedere la par condicio, la cui “esasperazione non giova a nessuno”. “Ci è stato proibito il confronto tra due donne che per la prima volta nella storia italiana sono al vertice nei rispettivi ruoli. E' una vittoria della democrazia? non ne sono convinto”, conclude il conduttore.