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Lollobrigida, una gaffe dopo l’altra: “Quante guerre sarebbero evitate da cene ben organizzate?”

(fotogramma)
Il ministro dell’Agricoltura in un’intervista video inciampa sul tema della convivialità: “Eviterebbe i conflitti”
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Il sorriso finale, smagliante e convinto, mentre parla di cibo e guerra: quello davvero stroppia. Il protagonista è sempre lui, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, recordman di gaffe nel governo Meloni. Parla con l’agenzia Vista durante l’evento – rigorosamente a inviti - Divina nazione, è sera. E si inerpica lungo ragionamenti che lo conducono dritto verso il burrone mediatico.

“La convivialità nella nostra alimentazione - dice - quanto è importante? Stare a tavola, discutere, ragionare, bere un bicchiere di vino, dialogare”. Fin qui, tutto fila liscio. Poi però il meloniano, ormai sempre più ai margini del cerchio magico, decide di osare, si spinge oltre, azzarda. “Quante guerre non ci sarebbero state - dichiara, con una tempistica che definire inopportuna è da garantisti autentici - di fronte a cene ben organizzate?’’. L’intervistatore lo osserva, chi ascolta sobbalza: cibo e brindisi, mescolati alla guerra in tempo di guerra. Non durante un cenacolo tra intellettual…

Il sorriso finale, smagliante e convinto, mentre parla di cibo e guerra: quello davvero stroppia. Il protagonista è sempre lui, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, recordman di gaffe nel governo Meloni. Parla con l’agenzia Vista durante l’evento – rigorosamente a inviti - Divina nazione, è sera. E si inerpica lungo ragionamenti che lo conducono dritto verso il burrone mediatico.

“La convivialità nella nostra alimentazione - dice - quanto è importante? Stare a tavola, discutere, ragionare, bere un bicchiere di vino, dialogare”. Fin qui, tutto fila liscio. Poi però il meloniano, ormai sempre più ai margini del cerchio magico, decide di osare, si spinge oltre, azzarda. “Quante guerre non ci sarebbero state - dichiara, con una tempistica che definire inopportuna è da garantisti autentici - di fronte a cene ben organizzate?’’. L’intervistatore lo osserva, chi ascolta sobbalza: cibo e brindisi, mescolati alla guerra in tempo di guerra. Non durante un cenacolo tra intellettuali, ma nelle sue vesti di ministro.

E però comunque Lollobrigida osa, disegna il filo sottile tra la buona tavola e la pace, mentre in Ucraina e a Gaza si spara e si muore, con il timore concreto che tutto precipiti. Niente di tutto questo frena il ragionamento, né evita quel sorriso finale, evidentemente inconsapevole. Terribilmente inconsapevole.

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